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  Scritti di altri autori  »  Narrativa  »  Il pescatore di Mergozzo, di massimolegnani 01/05/2022
 
Il pescatore di Mergozzo

di massimolegnani



Non un telo a coprire la barca, la vuole trovare così al mattino, pronta a salpare. E se nella notte ha piovuto, Sebastiano svuota tranquillo il fondo con un secchiello. Poi vi sale sopra, rema fino al centro del lago, cala l’ancora, in realtà una pietra legata ad una corda, sparge un poco di pastura per attirare i pesci e lancia la lenza con un ampio gesto quasi elegante.

Dopo quelle azioni, ogni giorno uguali e sempre confortanti, resta immobile per ore fissando la superficie dell’acqua dove si è posato il galleggiante.

Non prende mai nulla, eppure Sebastiano non è un incapace.

È che da qualche tempo ha deciso di rinunciare alle esche e agli ami, non vuole più usare alcuna arma contro i silenziosi abitanti del lago. È diventato un pescatore pentito, dopo i troppi pesci che ha ucciso negli anni.

Ora i pesci li guarda guizzare e gioisce della loro placida vivacità. Quando un coregone o un salmerino si avvicina alla lenza e pilucca rilassato la pastura, a Sebastiano sembra di regalargli la vita.



 
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