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  Scritti di altri autori  »  Poesie in vernacolo  »  Il cavallo e la mosca di Vittorio Banda 17/11/2006
 

                   Il cavallo e la mosca

 

Un vetturino in una giornata morto  bella,

all'ora de pranzo schiacciò ‘na pennichella.

Er cavallo stava fermo margrado da mattina

glie succhiava er sangue ‘na mosca cavallina.

 

La mosca glie disse parlannogli all'orecchio,

ambedi er tu' padrone è proprio un tirchio!

Dorme beato e se scordato der tu'  foraggio,

certo che ce vole veramente un gran coraggio!

 

Er cavallo disse:Nun sai che ha perso un figlio,

che era bello aitante  e che sembrava un giglio.

Lassalo dormì che ne ha proprio un gran bisogno,

può essè che lo riveda armeno ner su' sogno !

 

Quanto a voi pensate solamente a criticare

sete certo  boni solamente a condannare.

Voi ve fermate sempre solo all'apparenza

e nun capite le cose nella loro essenza !

 

Sete come certi omini che vestono de bianco,

però nel loro intimo se sguazzeno ner fango.

Perciò succhia er sangue mio con noncuranza,

ma per er resto abbi armeno un poco de creanza!

 

 

 

 

 
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