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  Scritti di altri autori  »  Narrativa in vernacolo  »  Alzati e cammina, di Antonio Covino 07/03/2007
 

 

Alzati e cammina

 

Dialogo tra un parroco napoletano e un suo parrocchiano.

 

 

“ Don Vincè, scusate, vi vorrei fare una domanda ?”

“ Gennà ho da fare, la prossima volta “.

“ Vi tolgo solo un minuto, vulesse capì…”

“ È ‘na parola !”

“ Ma perché, che tenite ‘a dicere ?”

“ Sto scherzando, va sbrigati !”

“ Voi mi diceste che alcuni fatti della Bibbia sono simbolici, quindi, pure il fatterello di Lazzaro che resuscita …”

“ No, no. Aspetta nu poco. Forse parlammo di episodi descritti nel vecchio testamento, ma qui si tratta del nuovo testamento “.

“ E non è la stessa cosa ? Non è sempre la parola di Dio ?”

“ Non proprio. Il Vangelo, ovvero il nuovo testamento, tratta della vita e della predicazione di Gesù secondo testimonianze dirette…fatti realmente accaduti “.

“ Non è che quando vi fa comodo sono simboli e quando no, sono fatti accaduti ?”

“ E mò t’o vulisse piglià cu’ mme “?

“ Nossignore e che…”

“ Che…jamme, che cosa ?”

“ E se vi arrabbiate io non capisco niente più ?”

“ Non mi sono arrabbiato ma tu ogni cosa la vuoi da me “.

“ Ma se non le chiedo a voi certe cose a chi le devo chiedere, al Papa in persona ?”

“ E gia,o Papa risponne ‘a tte !”

“ Si fa per dire. Ma vuje non mi volete rispondere o non mi sapete rispondere ?”

Me sfastèrie, mi scoccio perché tu hai i preconcetti”.

“ I pre chè ?”

O bbì ? I preconcetti. Sei prevenuto, e po’ tengo che ffà’ “.

“ Aggio capito tutte cose…”

“ No, tu non he capito ‘o riesto ‘e niente, perché non sei in grado…”

“ Adesso siamo all’offesa “.

“ ma no, e ca nun tengo tiempo ‘a perdere “.

“ Ma pecchè è tiempo perzo spiegà…”

“ Lazzaro…”

“ A mme ?”

“ Non scherzare !”

“ E chi sta scherzando…”

“ Volevi sapere di Lazzaro ?”

“ Ah, gia…”

“ Gesù resuscitò Lazzaro dalla morte…”

“ Pe’ fforza !”

“ Perché che c’è ?”

“ No, dico: pe’ fforza, mica lo poteva resuscitare se era ancora in vita ?”

“ Po’ dice che io mi arrabbio. Non fare il puntiglioso altrimenti la chiudiamo qui e me ne vado “.

“ Va beh, continuate “.

“ Gesù volle dare prova della sua divinità resuscitando un morto”.

“ …e se non era morto ? Se fosse caduto solo in catalessi ?”

“ Mò saie ‘a catalessi tu ? Lazzaro era morto da tre giorni “.

“ Gia puzzava ?”

“ Questo non ha importanza, non mi interrompere. Proprio per farti capire che Lazzaro era morto senza ombra di dubbio. Ma il fatto che avvalora il mio pensiero ca tu non capisce niente…”

“ Don Viciè, ma ce la tenete con me ?”

“ È che tu, come i farisei, dai valore all’effimero, al superficiale, al ritorno in vita di Lazzaro”.

azz ! ‘Na cosa ‘e niente !”

“ Gennà, ricordati che siamo in chiesa…”

“ Perdindirindina ! Una cosa da nulla !”

“ Gesù, a coloro che rimasero esterrefatti dai suoi miracoli chiese cosa fosse stato più difficile,  resuscitare un morto oppure  dire ad un peccatore ti sono perdonati i tuoi  peccati ”.

“ La prima !”

“ Ma che siamo al milionario ? Cioè…?”

“ È più facile dire: ti sono perdonati i peccati “.

“ E io lo sapevo ca cu’ tte perdevo ‘o tiempo !”

“ Perché, non è così ?”

“ I peccati li può rimettere solo Iddio. Con quella frase Gesù si mise sullo stesso piano di Dio, anzi affermò di essere Dio stesso. Alzati e cammina detto a un morto gia sepolto, il massimo dei miracoli, diventa nulla al confronto del: -va, ti rimetto i tuoi peccati -…ma ci pensi ?”

“…e come non ci penso: Solo che non ho capito ancora se dopo tre giorni Lazzaro puzzava o no “.

“ Gennà, sai che ti dico ? Và… !”

“ Mi rimettete i peccati ?”

“ No . Và ! Và te fà’ ‘na camminata ca te fa bene !….E io ca perdo ‘o tempo appriesso a isso…”.

 

 

 

 

 

 
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