Area riservata

Ricerca  
 
Cookies Policy  
 
Diritti d'autore  
 
Biografia  
 
Siti amici  
 
News  
 
Bell'Italia  
 
Il cerchio infinito  
 
Canti celtici  
 
Poesie  
 
Racconti  
 
Scritti di altri autori  
 
Editoriali  
 
Recensioni  
 
Libri e interviste  
 
Intervista all'autore  
 
Letteratura  
 
Freschi di stampa  
 
Il mondo dell'editoria  
 
Fotografie  
 
Le Agenzie Letterarie  
 
 
 

  Il mondo dell'editoria  »  Edizioni Joker 27/10/2006
 

 

Risponde Mauro Ferrari, direttore editoriale delle Edizioni Joker

http://www.edizionijoker.com/

 

 

 

 

Le origini della vostra casa editrice?

 

Le Edizioni Joker sono nate nel 1993, su iniziativa di quello che ancora oggi è una parte del nucleo redazionale originario, e che pian piano si è allargato con una strutturazione sempre più ampia e specializzata. Non a caso, la Casa editrice nasce in parallelo con la rivista letteraria La clessidra, ad oggi ormai una rivista “storica” e ampiamente conosciuta a livella internazionale. Nel panel redazionale della Casa editrice, oltre a me stesso, figurano oggi Gianni Caccia, Gabriela Fantato, Sandro Montalto; altri progetti specifici sono diretti da Marco Ercolani ed Erminia Passannanti.

 

 

Quali sono gli elementi di originalità del vostro progetto?

 

Possiamo dire che c’era e c’è ancora una precisa fisionomia culturale legata all’interesse per il contemporaneo in tutte le sue forme. Oggi, a fianco di grandi poeti non solo italiani, la Joker continua a proporre una ristretta cerchia di giovani ed esordienti. Una collana specifica, I girasoli, ha appunto la funzione di dare evidenza a questo filone, mentre le collane letterarie originarie (I moderni, I lapislazzuli, L’arcobaleno) ospitano ormai molti dei nomi più autorevoli della giovane poesia italiana. Non dimentichiamo poi che, di recente, sono state attivate collane fortemente progettuali: Athanor (credo l’unica collana di aforistica oggi esistente); I libri del pellicano (narrativa per ragazzi); I libri dell’arca (sul rapporto tra arte e follia), Transference (collana anglo-italiana).

 

 

Quale pensate che sia il futuro dell’editoria in Italia e della vostra casa editrice in particolare?

 

Per l’editoria il futuro non è certamente roseo, strangolata fra la riduzione drammatica dei lettori e, paradossalmente, l’offerta sempre più ampia dei nuovi autori. Una Casa editrice che vuole mantenere come noi un profilo originale, che lasci spazio a nomi nuovi ma che punti contemporaneamente ad arricchire il catalogo di libri importanti deve stare attenta a non confondersi con le Case editrici di Vanity publishing, in sostanza col “paga e pubblica” – del resto facilmente individuabile solo a dare una scorsa agli stessi cataloghi.

 

 

In Italia si legge poco: di chi è la colpa? Un po’ anche delle case editrici?

 

Possibile; ma è in generale la temperie che non favorisce il tempo della lettura, con tutto ciò che questo comporta. Del resto, anche i best-sellers (quando non diventano casi più umani che letterari) vendono sempre meno. La mole enorme dei volumi pubblicati (decine di migliaia all’anno) rende poi difficile individuare ciò che vale la pena leggere. Per non parlare, specie per una Casa di poesia, dell’accresciuta emarginazione di un genere che, in passato, forniva almeno prestigio editoriale.

 

 

Come immaginate possa essere il vostro lettore ideale? E quali passi per avvicinare i lettori ai libri da voi editi?

 

Il lettore ideale è colui che non vuole rinunciare a uno spazio libero, a un tempo più lento e pensato. Che acquista un libro non solo perché altri l’hanno già fatto. La nostra Casa editrice ha da sempre un’intensa attività che senza dubbio fornisce visibilità e prestigio, nonostante il peso dell’organizzare tante cose un po’ ovunque. Ma crediamo – i risultati mi pare ci diano ragione - che questo sia un modo molto concreto per andare a stanare un pubblico mirato, non necessariamente ristretto né di élite. Grazie ad Internet, comunque, i titoli sono senza dubbio più facilmente accessibili, come comprovano le vendite, il che complementa una distribuzione che noi curiamo in modo diretto e capillare.

 

 

Quale dei vostri libri vi ha dato le maggiori soddisfazioni e perché?

 

Non vorrei citarne uno in particolare, neppure uno dei più venduti, ma senza dubbio – avendo un profilo molto particolare – La biblioteca delle voci è un titolo assolutamente importante per la poesia contemporanea: due importanti poeti, Luigi Cannello e Gabriela Fantato, hanno intervistato in modo”letterario” ben venticinque dei maggiori poeti contemporanei. Ne è uscito un libro di cui c’era davvero bisogno, che affronta la poesia in modo nuovo e vivo, leggibile persino per i non addetti. Comunque, un libro che resterà.

 

 

 

 

 
©2006 ArteInsieme, « 09325638 »