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  Il mondo dell'editoria  »  Edizioni Del Poggio - Parla l'editore Giuseppe Tozzi 17/05/2006
 

Parla Giuseppe Tozzi , titolare della casa editrice “Edizioni del Poggio”

 

 

 

 

Voglio innanzitutto ringraziare il dott. Renzo Montagnoli per questa bella iniziativa,  e per l'opportunità che ci offre concedendoci questo spazio. Faccio i miei complimenti sinceri nella certezza che l'iniziativa avrà un ottimo riscontro e troverà sicuramente il favore delle case editrici (piccole e grandi), degli autori e dei naviganti tutti.

 

Le origini della vostra casa editrice?

 

Le Edizioni del Poggio, sono nate da una reale esigenza del territorio Dauno di promuovere la diffusione della cultura e delle tradizioni locali, con la riscoperta e la divulgazione della storia e dei costumi della Capitanata e per dare spazio a tutti quei giovani autori da sempre tenuti in disparte da quel mondo di pseudo cultura, che pensa solo al profitto. Nel 1985 un amico scrittore mi ha chiesto un aiuto per realizzare un libro di tradizioni locali. Una già nota casa editrice foggiana chiedeva per la pubblicazione un contributo da parte dell'autore di 12 milioni di lire, per 500 copie circa. Pensando a quanti giovani autori non avrebbero potuto pubblicare un proprio lavoro, per gli alti costi richiesti, ho pensato di mettere su questa casa editrice nella speranza di poter essere un riferimento locale per gli autori esordienti. Nel 1989 le Edizioni del Poggio hanno iniziato a pubblicare “sogni” e continuano tra mille difficoltà a “partorire” “figli” perché ogni nuovo libro è per noi considerato come un nuovo figlio. Attualmente abbiamo al nostro attivo una cinquantina di libri, tutti molto interessanti e che ci donano continue soddisfazioni.

 

 

 

 

Quali sono gli elementi di originalità del vostro progetto?

 

L'originalità è dettata da questo modo nuovo di fare cultura e di fare editoria. Questa casa editrice accorpa giovani autori, seguendoli nella stesura del lavoro, nella organizzazione delle presentazioni delle loro pubblicazioni e nella organizzazione della distribuzione, il tutto (almeno sino ad ora si è potuto fare) senza contributi da parte dell'autore, in un territorio il nostro, dove fare cultura, è solo organizzare una festa di paese, una partita di calcio o al massimo un concorso canoro.

 

Quale pensate che sia il futuro dell'editoria in Italia e della vostra casa editrice in particolare?

 

L'editoria Italiana ha attraversato momenti difficili, ma ritengo che il peggio stia passando. Siamo diventati tutti più consapevoli dell'importanza dello status culturale del paese. A livello locale e nel Sud d'Italia in particolare, esiste una particolarità oggettiva (mancanza di lavoro e lotta per la sopravvivenza) che non permette alla popolazione di avvicinarsi più di quanto dovrebbe alla editoria, intesa come informazione (giornali), e come cultura (libri), privilegiando TV e mezzi multimediali, che comunque non consentono una crescita culturale, poiché manca l'approfondimento che solo la carta stampata può dare.

 

 

In Italia si legge poco: di chi è la colpa? Un po' anche delle case editrici?

 

Le case editrici non c'entrano. Non c'entrano le grandi che propongono ogni giorno (seppure per profitto) migliaia di pubblicazioni di ogni genere e per tutte le tasche. Non c'entrano le piccole, che nel loro piccolo (e scusate il gioco di parole) tentano di coprire i vuoti lasciati dalle grandi, esaustendo alle eventuali mancanze e manchevolezze per offrire all'utente-lettore una gamma completa di pubblicazioni per soddisfare ogni bisogno. Direi che la colpa è stata delle istituzioni, che hanno privilegiato alla carta stampata, la multimedialità. “Un computer in ogni casa” questo lo slogan degli ultimi tempi. Anche nelle scuole, si è sostenuto il discorso multimediale a scapito della carta stampata, quasi a significare che un buon libro non serve più. Tutto questo ha fatto perdere l'amore e l'abitudine per la lettura, che deve iniziare tra i banchi di scuola per trasporre all'alunno-studente il piacere, non il dovere alla lettura.

 

 

 

Come immaginate possa essere il vostro lettore ideale? E quali passi per avvicinare i lettori ai libri da voi editi?

 

Non esiste un lettore-tipo ideale per i nostri libri. Abbiamo in catalogo libri di ogni genere per soddisfare le esigenze di ogni lettore. Certamente per le piccole casa editrici come la nostra il neo è la distribuzione a livello nazionale. Ecco bisognerebbe curare di più la distribuzione per avvicinare più lettori ai nostri libri.

 

Quale dei vostri libri vi ha dato le maggiori soddisfazioni e perché?

 

Il libro che ci ha dato e che continua a darci compiacimento, è: “Novelle e leggende di Capitanata” curato dallo scrittore di storia locale Giovanni Saitto. Il perché è presto detto: dal libro traspare il fascino delle novelle e delle saghe di una leggendaria provincia Pugliese, la Capitanata, che rivive in questo straordinario testo che, per la sua valenza letteraria e per gli alti contenuti etici ed etnografici, si propone come valido strumento per rievocare le tradizioni di questa nostra terra. Ma come dicevo prima, ogni nostro libro è fonte di soddisfazione e contentezza, al di là poi del fattore vendite, poiché per ogni pubblicazione ci mettiamo la stessa passione e la stessa determinazione per far sì che almeno per noi sia un successo.

Per chiudere questa gentile intervista, Vi invito tutti ad acquistare i nostri libri, nella consapevolezza di aver aiutato a crescere questa casa editrice e soprattutto, tanti giovani autori che sperano di veder pubblicato il proprio lavoro.

Saluto tutti quelli che mi leggeranno e che visiteranno il nostro sito web che per la verità attualmente non è aggiornato.

 

http://www.edizionidelpoggio.it

mail: info@edizionidelpoggio.it

 
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