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  Il mondo dell'editoria  »  Dario Flaccovio 27/07/2006
 

L’intervista è a Dario Flaccovio Editore.

 http://altreletture.darioflaccovio.it/

 

 

Chi risponde a questa intervista è Raffaella Catalano, che dal 2003 è l’editor di Dario Flaccovio Editore e si occupa della selezione dei romanzi della collana “Gialloteca” e di molti altri testi della collana “Tempora” e della serie dei “fuori collana” di questa casa editrice siciliana. In tre anni ha scoperto talenti comeGianfrancesco Turano e Gery Palazzotto, solo per fare due nomi, “arruolato” scrittori come Barbara Garlaschelli, Nino Filastò, Gianfranco Nerozzi e AldaTeodorani, e promosso la “giovane” produzione di narrativa dell’editore palermitano che ormai – grazie a una dirigenza e a uno staff entusiasta e infaticabile – è una realtà nazionale. I romanzi di Dario Flaccovio non sfigurano accanto alla sua più che ventennale e consolidata produzione tecnica.

 

 

Le origini della vostra casa editrice?

 

La casa editrice nasce nel 1980 a Palermo. A quell’epoca si dedicava quasi esclusivamente all’editoria tecnica. Via via sono arrivati anche alcuni libri di “varia” di successo, come il primo manuale italiano sul bonsai e le opere dell’umorista Antonio Di Stefano, poi diventato un fenomeno nazionale. Il settore tecnico (i volumi dedicati all’ingegneria, la geologia e quant’altro) costituisce ancora oggi la parte principale della produzione. Ma nel 1993 DarioFlaccovio Editore ha inaugurato anche una collana di romanzi gialli, “Gialloteca”, e l’anno successivo una collana di narrativa mainstream, “Tempora”. Dal 2005 pubblica anche una serie di testi fuori collana, di genere vario. Oggi la casa editrice può vantare tra i suoi autori nomi del calibro di Loriano Macchiavelli e Barbara Garlaschelli, ma anche scrittori esordienti o emergenti enormemente apprezzati dalla critica, come Gianfrancesco Turano (al suo secondo romanzo, “Catenaccio!”, con la nostra casa editrice) Giacomo Cacciatore (il cui primo romanzo, “L’uomo di spalle”, a breve sarà tradotto in Germania) o Gery Palazzotto (anche lui al secondo romanzo, con “Giù dalla rupe”, e la cui opera prima sarà pubblicata a breve in Spagna). La nostra casa editrice, inoltre, è entrata con ben quattro romanzi in finale al PremioScerbanenco, si è aggiudicata quest’anno il premio “Le ali della fantasia” con “Genia” di Gianfranco Nerozzi ed è in finale con Valter Binaghi e Nino Filastòrispettivamente ai premi “Camaiore” e “Un libro per l’estate”. Soddisfazioni grandi per una realtà produttiva giovane.

 

 

Quali sono gli elementi di originalità del vostro progetto?

 

Ci siamo dedicati con grande amore e impegno agli scrittori italiani e soprattutto agli esordienti, che di solito hanno poco spazio nelle grandi case editrici. E questa politica ci ha premiati, nel senso che molti dei nuovi autori che abbiamo lanciato sono cresciuti con noi e ci gratificano di romanzo in romanzo con il loro talento e l’apprezzamento che ottengono dai lettori e dai critici. La casa editrice li ha sostenuti con pubblicità sulle maggiori testate, presentazioni librarie in tutta l’Italia, partecipazioni ai premi letterari e alle maggiori fiere di settore, e così via.

 

 

Quale pensate che sia il futuro dell’editoria in Italia e della vostra casa editrice in particolare?

 

Difficile parlare dell’editoria italiana nel suo complesso. Quanto a noi, ovviamente proseguiremo con la produzione tecnica, che è preponderante, ma continueremo a impegnarci anche nella pubblicazione della narrativa, sebbene le difficoltà in questo campo non siano poche, visto che in Italia si scrive molto ma si legge pochino. Il nostro obiettivo è scoprire sempre nuovi talenti, pubblicare anche autori già noti e mantenere alta la qualità dei nostri romanzi, in modo da non deludere i nostri lettori e, se possibile, conquistarne di nuovi. Se i distributori e i librai appoggeranno con maggior forza la nostra attività, la scommessa di Dario Flaccovio Editore potrebbe risultare vincente.

 

 

In Italia si legge poco: di chi è la colpa? Un po’ anche delle case editrici?

 

Non credo. Nel senso che di buoni libri se ne pubblicano tanti. Forse la difficoltà maggiore per i piccoli editori è la distribuzione, non sempre capillare come dovrebbe essere. E poi ci sono i costi, piuttosto pesanti.

 

 

Come immaginate possa essere il vostro lettore ideale? E quali passi per avvicinare i lettori ai libri da voi editi?

 

Il nostro lettore può essere chiunque, dato che i nostri libri sono di vari tipi. Pubblichiamo gialli, fantasy, thriller, qualche horror e anche romanzi senza “etichette”, dalla scrittura raffinata e dai temi più diversi. Per avvicinare i lettori alla nostra casa editrice utilizziamo, oltre alle fiere, alla pubblicità e all’opera dei recensori – che per fortuna hanno sempre apprezzato molto i nostri prodotti – anche il nostro sito www.darioflaccovio.it che è ricco di informazioni su libri e autori, e ha una sezione Filodiretto attraverso la quale il lettore può scrivere direttamente all’autore e ottenere sempre una risposta. La nostra newsletter, inoltre, raggiunge oltre cinquantamila destinatari, tenendoli aggiornati mensilmente con le nostre offerte, le novità, gli appuntamenti e le fiere.

 

 

Quale dei vostri libri vi ha dato le maggiori soddisfazioni e perché?

 

A parte gli autori già citati, tutti davvero eccellenti dal punto di vista della soddisfazione della casa editrice, possiamo citare anche il caso di Salvo Toscano, giovane scrittore palermitano che ha appena pubblicato con noi il suo secondo romanzo, “L’enigma Barabba”; autore che è molto piaciuto sin dalla sua opera d’esordio non solo ai lettori, ma anche ai distributori e ai librai, che l’hanno letto e lo consigliano. Ma citerei anche il raffinatissimo “Dopo la prima morte” di Patrizia Pesaresi, una psicoanalista “prestata” alla letteratura. E una sorpresa sono anche Cristiano Panzetti e Alfredo Chiatello, esordienti assoluti ma di gran talento. E aggiungerei Nicola Verde, che è in procinto di pubblicare con noi la sua seconda opera, dopo aver conquistato lettori e critici con “Sa morte secada”, piazzandosi nel 2004 in finale allo Scerbanenco. Finale che è toccata anche a Valter Binaghi, Massimo Siviero e Gianfrancesco Turano, l’anno successivo. Ma non voglio fare altri nomi e invece comprendere tutti i nostri autori in un ringraziamento collettivo perché non ce n’è uno che non ci abbia regalato soddisfazioni.

 

 

 
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