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  Il mondo dell'editoria  »  Remo Sandron 19/08/2006
 

Risponde Silvio Ulivelli delle Edizioni Remo Sandron.

http://www.sandron.it/

 

 

La Sandron è una casa editrice con un lungo e glorioso passato che si rispecchia in un catalogo impreziosito dalla presenza di opere classiche nel campo della saggistica ma anche in quello della lessicografia. Ancora impegnata sia sul fronte scolastico sia su quello della varia, si caratterizza per l’eclettismo della propria politica editoriale e per l’attenzione rigorosa alla qualità dell’offerta.

 

 

Le origini della vostra casa editrice?

 

La Sandron fu fondata nel 1839 a Palermo da Decio Sandron, già collaboratore dell’editore Antonelli di Venezia. La libreria-editrice di “don Decio” divenne un punto di riferimento per la vita culturale della città, un po’ come a Firenze il Gabinetto Viesseux. Liberale e illuminista, Decio Sandron si dedicò a un progetto editoriale di impronta pedagogica nel senso più alto del termine, pubblicando opuscoli di divulgazione per il popolo minuto, testi scolastici e trattati di medicina e diritto tradotti da opere francesi. Con Remo Sandron la Casa divenne una delle più importanti imprese editoriali italiane sia nel settore scolastico sia nella varia, all’insegna di una politica intesa a conciliare l’azione educativa con la qualità culturale delle proposte. Fra gli autori pubblicati ricordiamo Benedetto Croce, Luigi Capuana, Giovanni Gentile, Georges Sorel, Cesare Lombroso, Giovanni Pascoli. Questa impronta “generalista” ed eclettica si è conservata nel tempo e resta viva ancora oggi.

 

 

Quali sono gli elementi di originalità del vostro progetto?

 

Forse proprio quelli che ci derivano dal nostro lungo retaggio e dal modo con cui, nelle circostanze attuali, esso ancora ci condiziona. Voglio dire che aver attraversato esperienze molto diverse fra loro, come la saggistica, le opere lessicografiche, l’editoria didattica ha contribuito alla formazione di un’attitudine eclettica che nemmeno la condizione di piccola casa editrice ha, fin qui, modificato in direzione di una vera specializzazione nei temi o nei generi. Più che dedicarci a questo o quel settore, ci interessa curare i “fondamentali” del lavoro editoriale: la scelta di proposte di qualità e la cura del prodotto.

 

 

Quale pensate che sia il futuro dell’editoria in Italia e della vostra casa editrice in particolare?

 

È condizionato ovviamente da molti fattori, la maggior parte dei quali estranei alle possibilità di intervento degli editori. Molto dipenderà dalla capacità della società e delle istituzioni di far progredire il desiderio di conoscenza e l’amore per la lettura, così da estendere il numero dei grandi lettori, che ultimamente ha segnato progressi molto modesti. Agli editori spetta il difficile lavoro di cercare vie originali per avvicinare e coinvolgere fasce di pubblico sempre nuove, magari puntando anche sul pubblico crescente degli italofoni sparsi per il mondo. Per quanto ci riguarda, proveremo a utilizzare sempre meglio gli strumenti informatici per la valorizzazione e la commercializzazione dei nostri libri: una leva non trascurabile per un piccolo editore.

 

 

In Italia si legge poco: di chi è la colpa? Un po’ anche delle case editrici?

 

È prima di tutto un dato ambientale e culturale di ordine generale, preesistente all’avvento della televisione, del computer e dei videogiochi; le difficoltà economiche attuali e la vita frenetica possono esserne concause. La fascia d’età critica, nella formazione dei potenziali lettori, è quella dell’adolescenza, durante la quale si ha in molti casi una perdita di interesse per la lettura anche in chi ne aveva da bambino assunto l’abitudine. Una perdita che spesso diventa irrecuperabile. Alle case editrici, ma prima ancora a tutte le agenzie educative, spetterebbe dunque il compito di trovare gli strumenti adatti per contrastare questo fenomeno. Sia la scuola sia il mondo della cultura e dell’editoria sono certo carenti nel fronteggiare tale situazione, ma il compito è oggettivamente difficile. D’altra parte in questi ambiti opera una notevole massa di individui, fra i quali si riproducono problemi e carenze che sono della società tutta: è noto, ad esempio, che la quotazione delle nostre università in ambito internazionale è in genere piuttosto bassa. Per quanto attiene alla nostra categoria in particolare si deve ripetere che molti editori selezionano poco e male o non selezionano affatto, rendendo le cose più difficili ai librai, a chi si occupa di informazione libraria e soprattutto ai lettori, che in parte sono disorientati e disincentivati dall’eccesso di offerta. Si tratta di un problema arcinoto, ma complicatissimo.

 

 

Come immaginate possa essere il vostro lettore ideale? E quali passi per avvicinare i lettori ai libri da voi editi?

 

Ci piace immaginare lettori interessati all’avventura della conoscenza, persone che amano investire su se stesse e sono animate da curiosità intellettuale: gente che, anche in età avanzata, decide di imparare da zero una disciplina o conoscere un autore mai avvicinato prima. Forse in questo siamo un po’ influenzati dai nostri trascorsi di editori di testi divulgativi, scolastici o parascolastici come i dizionari. Per le collane di manualetti parascolastici, la rete di vendita è lo strumento principale per avvicinare i lettori. Per la varia, va ribadito che fra i diversi strumenti, internet è probabilmente il più promettente per un piccolo editore.

 

 

Quale dei vostri libri vi ha dato le maggiori soddisfazioni e perché?

 

Si potrebbe citare uno dei nostri classici saggi letterari o magari qualcuno dei Questionari per le scuole superiori che nel suo ramo ha venduto un numero di copie da best-seller. Preferisco invece menzionare un libro di poesia che pochi anni fa ha ricevuto un riconoscimento prestigioso come il “Premio Firenze”: si intitola Opera prima, un libro particolarissimo, un raffinato esperimento di neo-stilnovismo scritto da un giovane e brillante poeta fiorentino. Contribuire a valorizzare un volume di poesia, e così sui generis, non è cosa che capiti tutti i giorni.

 

 

 

 
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