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  Il mondo dell'editoria  »  Newton Compton 19/08/2006
 

Risponde Rosella Postorino dell’Ufficio Stampa della Newton Compton Editori

http://www.newtoncompton.com/

 

 

Le origini della vostra casa editrice?

 

Newton Compton Editori è sul mercato editoriale italiano dal 1969. in più di trent’anni si è costruita un’immagine spigliata e moderna, grazie alle scelte attente al pubblico giovane e alla capacità di diffusione capillare in tutti i canali di distribuzione. Fondata da Vittorio Avanzini, la Newton Compton è stata pioniera nel campo dei tascabili e dei volumi sull’arte, la storia, l'archeologia, le tradizioni e le leggende delle regioni italiane (la collana è nata nel 1976, subito dopo l’istituzione dell’organismo regionale).

 

 

 

Quali sono gli elementi originalità del vostro progetto?

 

Due sono stati nel passato gli elementi di originalità della Newton Compton, che continuano a favorire il suo indiscusso successo. Innanzitutto, l’invenzione dei “100 pagine 1000 lire”, un’operazione che ha fatto arrivare i libri Newton nella case di tutti, che ha consentito una più ampia diffusione culturale, che ha stimolato la lettura dei grandi classici della letteratura mondiale da parte di un pubblico molto vasto, che ha in qualche modo alfabetizzato alla letteratura classica il nostro Paese, considerato anche l’accesso favorevole, visto che i libri si trovavano ovunque: anche in edicola! Questa fu una grande innovazione e una grande operazione democratica. L’ottima qualità unita a un prezzo estremamente accessibile è ancora adesso un must della nostra casa editrice: le collane “Biblioteca Economica Newton” e “Grandi Tascabili Economici” continuano a ospitare classici di ogni tempo con le traduzioni, le curatele e le prefazioni dei migliori studiosi e specialisti., a prezzi che non superano mai i 6 Euro. Alle fiere, come quella del Lingotto di Torino, i lettori ci fanno sempre molti complimenti per questa politica di prezzo che va loro incontro senza mai svilire la qualità del libro, non solo come contenuti, ma come prodotto finito in sé. La grafica è infatti accattivante e riconoscibile, le edizioni consentono una lettura agile e comoda.

Inoltre, la Newton Compton è stata pioniera anche nella valorizzazione delle diverse tradizioni culturali delle regioni italiane, attraverso la sua collana “Quest’Italia”, che ancora oggi ospita guide insolite tra le più disparate, leggende e racconti popolari, tradizioni culinarie e feste, e che è la collana in cui è stato pubblicato il bestseller IL GAMBERO ROZZO del giornalista ed esperto di Economia del Turismo Carlo Cambi, la controguida enogastronomica più amata dagli italiani, che raccoglie le migliori osterie e trattorie italiane, divise per regioni, dove il desinare è corposo e genuino e... il prezzo è leggero!

 

 

 

Quale pensate sia il futuro dell’editoria in Italia e della vostra casa editrice in particolare?

 

Purtroppo siamo convinti che, nonostante la piccola e media editoria appaia in grande fermento, specialmente qui a Roma, in realtà sia molto difficile resistere di fronte ai colossi dei grandi gruppi editoriali, e che molto probabilmente i piccoli saranno incorporati dai grandi.

La nostra politica di prezzo, la gestione della distribuzione libraria e dei costi di produzione ci consentono ancora oggi di avere un fatturato annuo molto elevato nonostante la struttura sia a conduzione familiare e con un personale da piccola impresa.

 

 

In Italia si legge poco: di chi è la colpa? Un po’ anche delle case editrici?

 

Non vedo in che modo le case editrici possano essere colpevoli. Forse solo nel fatto che il mercato librario sembra essersi spostato in una direzione molto mediatica, per cui propone gli stessi contenuti della televisione, per esempio, e nelle sue stesse forme, coi suoi stessi tempi di obsolescenza. Ma come si fa a dire che questo è colpa delle case editrici? Se la comunicazione cambia bisogna che il libro segua a ruota questo processo adattandosi e magari snaturandosi oppure deve mantenere la sua profonda identità distintiva? È necessaria un’educazione al libro e alla lettura come piacere che deve venire innanzitutto dalle scuole. Le scuole spesso non propongono la lettura come un piacere, uno svago, un elemento di stimolo che può anche essere condiviso con gli altri, in dibattiti, in giochi di gruppo, nella messa in scena di drammi classici piuttosto che di novelle riadattate con un lavoro di sceneggiatura, per esempio. Faccio delle proiezioni. Un lavoro interattivo sulla letteratura ancora non viene fatto e quindi la letteratura non si possiede davvero: non è alla portata di tutti, come una playstation, resta sempre un po’ algida e un po’ ostica. E invece dovrebbe sembrare una cosa comune, che ci appartiene naturalmente, come fare shopping, andare in palestra, ascoltare musica.

 

 

Come immaginate possa essere il vostro lettore ideale? E quali passi per avvicinare i lettori ai libri da voi editi?

Non esiste un unico lettore ideale per una casa editrice come la nostra, che ha più di venti collane, ognuna delle quali incontra il gusto di un target specifico. Sicuramente ognuno dei nostri lettori ha bene in mente una cosa: cerca la qualità a un prezzo onesto. Il prezzo è sicuramente una politica di avvicinamento del lettore, così come la distribuzione capillare che contempla, oltre alle librerie, edicole, supermercati e autogrill.

Inoltre, per promuovere la nostra neonata ma già fortunata collana di narrativa contemporanea Anagramma, abbiamo fatto un corposo lavoro di promozione in libreria, con le maggiori catene italiane (Feltrinelli e Fnac) e di presentazioni in lungo e in largo per l’Italia, che creano quel momento di intimità fra lettore e autore che si riverbera generalmente sulle vendite non tanto nell’immediato quanto nel lungo termine, nel senso che crea una fidelizzazione del lettore nei confronti dell’autore: Federica Bosco, l’autrice dei due bestseller MI PIACI DA MORIRE e CERCASI AMORE DISPERATAMENTE, e le sue innumerevoli fan, capaci di arrivare a Roma dalla Sicilia solo per vederla e portarle un regalino, ne sono l’esempio vivente.

 

 

Quale dei vostri libri vi ha fato le maggiori soddisfazioni?

Sicuramente uno di questi è MI PIACI DA MORIRE di Federica Bosco, che ho appena citato, insieme al suo secondo CERCASI AMORE DISPERATAMENTE. 50.000 copie vendute in totale. Ma anche Palmese, esordiente col suo romanzo L’AMANTE PROIBITA, e già terzo classificato allo Strega 2006, il premio più prestigioso d’Italia, ci ha dato una bella soddisfazione! E ha anche venduto 15.000 copie: un vero miracolo per un debuttante, vista la media delle vendite in Italia.

Ma il più venduto in assoluto dei nostri libri dell’anno scorso è stato IL GAMBERO ROZZO di Carlo Cambi, che ho già citato: una guida completa, divertente e precisa, redatta secondo il principio indiscutibile che “più che una questione di etichetta è una questione di forchetta!”. 40.000 copie vendute.

 

 

 

 

 

 

 
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