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  Intervista all'autore  »  Intervista a Lorenzo Nicotra 16/12/2006
 

L’intervista è a Lorenzo Nicotra, napoletano trentasettenne, titolare della Casa Editrice Magnetica Edizioni, nonché narratore e poeta dal ragguardevole palmares. Infatti ha pubblicato, in cartaceo, le opere personali:           

L’Antologia personale di racconti del fantastico “Il lago,” firmata con lo pseudonimo Richard Sanders. Il libro, presentato al Salone del libro di Torino, ha ricevuto numerose recensioni di stampa molto favorevoli;

L’Antologia personale  “L’inganno e altri racconti.”

L’Antologia Personale “Zone d’Ombra.”

L’Antologia personale di frammenti, poesie e pensieri: “Giusto al cuore.

L’Antologia personale di racconti “Dieci Storie della Mezzanotte.

L’Antologia personale di racconti “Strane Storie.

La Novella “L’impiegato di turno.”

La Raccolta personale di frammenti sperimentali ‘Sign’o’the times.

La Raccolta di racconti “Tenebra e Sangue.

 

Sempre in cartaceo, ha pubblicato in antologie di Autori Vari, come l’antologia FantaHorror, l’antologia La Città della Fiaba, e l’antologia “Uno sguardo nell’Incubo,  oltre ad essere stato pubblicato sulla rivista “Inchiostro” di Verona.

Un suo racconto, La Casa sulla Spiaggia, è stato inserito nell'ambizioso progetto su CD multimediale "Cyber Ghost- volume 1", a cura del Club GHoST di Torino.

In Internet, ha pubblicato racconti e poesie, oltre a essere presente in indefiniti E-Book di autori vari,  tra cui Sogni di Sangue, in cui vi compare con due suoi racconti.

 

 
Le sue opere sono state recensite positivamente su vari importanti quotidiani, tra cui:

Radio Corriere TV, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Giornale, Il Corriere del Mezzogiorno, Il Cerchio.                   

Ha ottenuto diversi riconoscimenti letterari, fra i quali, per brevità, ne riportiamo solo alcuni:                                      

1° posto alla prima edizione del Premio Letterario Inchiostro Bizzarro bandito dalla rivista “Inchiostro.

1° posto al Premio Letterario Emily Dickinson  per l’antologia personale “Il lago” (sezione romanzi e/o antologie)

1° posto al Premio Petrarsa.

1° posto al Premio Akery.

1° posto alla prima edizione del concorso Preludioscuro.           

1° posto alla Nona edizione del NeroPremio.

1° posto al Premio Il Racconto inverso.

2° posto al Premio Emily Dickinson  (sez. racconto breve).

2° posto all’ottava edizione del NeroPremio.

3° posto al Premio Letterario Giovan Battista Basile.

Inserito nell’Albo d’Oro 1996 dell’Editore Menna.

Segnalato al premio Courmayeur.                                                                        

Segnalato al premio Yorick.

Segnalato al premio Alien.                                                                                          

Segnalato 2 volte al premio Lovecraft.        

 

 

Perché scrivi?

 

Considero la scrittura alla stregua di una droga – sia come fruitore (lettore) che come autore. Dato che le altre droghe costano troppo, sono illegali e provocano danni all’organismo, non è poi tanto male scegliere la scrittura per viaggiare con l’immaginazione.

Inoltre la scrittura è un ponte che può fare da tramite tra un livello conscio di esistenza e uno più profondo, inconscio (o subconscio).

Spesso è uno strumento per esplorare zone nascoste, recondite, di .

E ciò è affascinante. Sì, è misterioso ed intrigante.

 

 

Alla base di tutte le tue opere c’è un messaggio che intendi rivolgere agli altri?

 

Sì, sempre: quello di NON mandare messaggi. MAI.

 

 

Ritieni che leggere sia importante per poter scrivere?

 

In una fase di fruizione iniziale sì. Fino a una certa età è naturale “farsi le ossa” attraverso la lettura di altri autori. Naturale e necessario. Divorare tutto. Sì.

In una seconda fase – quella di maturità creativa personale, o di ricerca del proprio “marchio di fabbrica” come Autore, ma anche come individuo, considero perfino dannoso leggere troppi autori. La seconda fase dovrebbe essere una discesa nella propria psiche, nella propria immaginazione, nelle proprie uniche e personali Visioni.

Questo è il mio umile parere, ma per quanto mi riguarda ne sono sempre più convinto.

 

 

Che cosa leggi di solito?

 

Attualmente sto ri-leggendo tutta la produzione di William Hope Hodgson, e nello stesso tempo autori contemporanei come Joyce Carol Oates, David Morrell, Ed Gorman, Al sarrantonio, Rick Hautala, Jack Ketchum...

 

Quando hai iniziato a scrivere?

 

Molto presto, verso i sette anni d’età. Però ho smesso altrettanto velocemente, per “inebriarmi” di altre cose – musica soprattutto; mentre solo verso i 26 anni ho ripreso con una certa consuetudine. Comunque tendo ad essere incostante.

 

 

I tuoi rapporti con l’editoria.

 

Calo un velo, un foulard, una sciarpa: qualsiasi cosa che copra...

 

 

Che cosa ti piacerebbe scrivere?

 

Eh... Un’opera di grande impatto visionario, forse. Non so.

 

 

Scrivere ha cambiato in modo radicale la tua vita?

 

Radicale?

Non saprei.

Tante cose cambiano la vita.

Altrettante tendono a farla essere stagnante...

 

 

Qualche consiglio per chi ha intenzione di iniziare a scrivere.

 

No, nessun consiglio.

A parte ovviamente il controllo totale su grammatica, sintassi, costruzione del periodo, punteggiatura e bla bla bla.

A parte le basi: no. Nessun consiglio.

O forse uno: non accettare facilmente consigli.

Cercare dentro di sé.

Non fuori.

Assolutamente non fuori.

Altrimenti ci si clona a vicenda, seguendo i manuali delle pseudo-scuole di scrittura.

E se ciò accade, la scrittura perde la valenza di un viaggio “unico” e “personale;” anzi, si finisce per perdersi in un labirinto in cui TUTTE le stanze sono uguali...

 

 

 

 

 

 
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