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  Intervista all'autore  »  Intervista a Bruna Alasia 02/03/2007
 

L’intervista è a Bruna Alasia, l’autrice dei “Racconti di Versailles”, di cui il primo è presente da oggi sul sito.

Lasciamo a lei la parola con la sua presentazione e poi con le risposte alle solite domande dell’intervista.

 

Biografia.
Sono una cinquantenne. Nata a Sesto San Giovanni (Milano) ho trascorso parte dell'infanzia e adolescenza in Sicilia presso "Il Centro studi e iniziative" fondato dal sociologo-poeta candidato al nobel Danilo Dolci, di cui mio padre è stato il più vicino collaboratore. Mi sono laureata a Roma in Sociologia, città dove tuttora vivo.
Giovanissima ho pubblicato con l'editore Vangelista due romanzi. "L'erba nasce verde" - il primo sulla droga in Italia - e "Tre anni così" - vicende universitarie a Roma negli anni più violenti della contestazione. Entrambi i romanzi sono entrati nelle biblioteche italiane, si trovano presso la biblioteca di scienze politiche a Londra (LSE Library); sono nella collezione degli scrittori italiani viventi della biblioteca americana dell'UNC (University North Carolina library). "Tre anni così" è stato adottato al corso di cinematografia e italiano all'Università di Nancy II presieduto da Oreste Sacchelli, direttore artistico del festival del film italiano di Villerupt (Nancy).
Ho collaborato a rubriche culturali del GR3 RAI, ho scritto racconti per riviste femminili della Mondadori, collaboro a riviste e pubblicazioni online nel campo della cultura e degli spettacoli.
Lavoro alla Camera dei Deputati in un ufficio stampa.

Presentazione de " I racconti di Versailles"
"I racconti di Versailles" sono nati dall'interesse per le vicende storiche di Luigi XVI e Maria Antonietta, culminate nella rivoluzione francese. Pensati per internet, scaricabili a puntate come un romanzo di appendice, collegati e in sequenza cronologica, pur nello stile popolare della "fiction" attingono a una nutrita e rigorosa bibliografia italiana e straniera.

 

 

Perché scrivi?

 

Perché mi è istintivo, è  la cosa più divertente che io conosca e mi aiuta a chiarire.

 

 

Alla base di tutte le tue opere c’è un messaggio che intendi rivolgere agli altri?

 

C’è il desiderio di raffigurare la vita e aiutare alla sua comprensione, ma sapendo di essere parziale cerco di evitare messaggi ideologici.

 

 

Ritieni che leggere sia importante per poter scrivere?

 

Lo ritengo imprescindibile perché leggere è conoscere.

 

 

Che cosa leggi di solito?

 

In questo momento per ovvie ragioni molti libri italiani e francesi di storia e costume del XVIII secolo in Francia. Ma abitualmente i classici della letteratura:  ammiro Balzac, Tolstoj, Maupassant, Dostojevski, Flaubert, ma anche Henry Miller. Tra le nuove  scrittrici italiane mi piace lo stile purissimo di Elena Ferrante.

 

 

Quando hai iniziato a scrivere?

 

A sette anni ho scritto la prima poesia in rima sulla Madonna che consegnai alla maestra, a nove il primo racconto lungo sulla falsariga della letteratura ottocentesca. I miei genitori lo scoprirono: una mattina li trovai a leggerlo e riderne,  me ne vergognai talmente che  lo stracciai.

 

 

I tuoi rapporti con l’editoria.

 

L’ unico editore che abbia investito su di me è stato Vangelista, una casa nata a Milano nel 1968 che esiste tutt’oggi. Studiavo ancora quando mi pubblicò due romanzi: “L’erba nasce verde”,  primo sulla droga in Italia, e “Tre anni così” romanzo storico sulla contestazione violenta alla fine degli anni ’70 all’università di Roma. Oggi il mio editore è internet: ne sono felice perché ho riscontrato di avere lettori. “I racconti di Versailles” sono infatti pensati appositamente per la rete: invece di  capitoli, una lunga serie di novelle che compongono un affresco più vasto. Non mi sono mai autoprodotta: i  romanzi nel cassetto, troppo lunghi  per l’ on line, li fotocopio per gli amici.

 

 

Che cosa ti piacerebbe scrivere?

 

“I racconti di Versailles” che sto appunto scrivendo.

 

 

 

Scrivere ha cambiato in modo radicale la tua vita?

 

Mi ha aiutato da giovane a inserirmi nel mondo del lavoro.

 

 

Qualche consiglio per chi ha intenzione di iniziare a scrivere.

 

Esprimere la propria personalità e non ciò che è di moda, leggere i grandi e correggersi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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