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  Intervista all'autore  »  Intervista a Luigi Panzardi 12/04/2007
 

Luigi Panzardi è nato a San Giorgio Lucano in provincia di Matera il 27 maggio 1942.

Nell’ottobre del 2006 è stata pubblicata dalla casa editrice IL FILO s.r.l., Roma ( www.ilfiloonline.it) la sua seconda raccolta di poesie col titolo ISTANZE E SOGNI.

 

 

Perché scrivi?

 

Per soddisfare esigenze diverse. Mi sentirei monco se non potessi farlo. Amo la poesia, però spesso la scambio con la narrativa, che è un altro mio grande amore. L’ultimo dei miei bisogni è scrivere qualche appunto di filosofia. Si vedrà.

 

 

Alla base di tutte le tue opere c’è un messaggio che intendi rivolgere agli altri?

 

Più che un messaggio è un invito a riflettere sulla nostra condizione. L’analisi profonda delle contraddizioni drammatiche che caratterizzano questo periodo di inizio secolo, dovute essenzialmente allo svuotamento dei valori tradizionali, ritengo sia lo strumento indispensabile per aprire uno spiraglio alle crisi in cui versano tutte le attività umane (comprese quelle scientifiche, se si pensa alle diatribe sull’utilizzo delle staminali, tanto per fare un esempio).

 

 

Ritieni che leggere sia importante per poter scrivere?

 

Dico si con tutte le mie forze. Per uno scrittore il non leggere sarebbe come per un cieco guardare il sole.

 

 

Che cosa leggi di solito?

 

Fra i poeti, con particolare  inclinazione il Carducci e il Pascoli, anche se può sembrar strano far convivere fra le proprie simpatie queste due personalità così diverse; naturalmente le letture poi arrivano fino a Luzi, per non parlare degli esordienti su internet (che è la novità). Dei narratori nostrani scelgo, a seconda dell’umore, tra verismo, simbolismo ( Verga, Cena, Gnoli, Pirandello, Aleramo ecc.) fino ad arrivare tra i viventi ad Umberto Eco. Fra quelli stranieri, a parte sempre i classici, godo, lo confesso, nel leggere S. King.

 

 

Quando hai iniziato a scrivere?

 

Intorno ai quindici anni.

 

 

I tuoi rapporti con l’editoria.

 

Pochi e conflittuali. La mia prima raccolta di poesie, anche se tipograficamente già stampata, non ebbe mai diffusione perché all’ultimo momento non pagai le ultime rate all’editore.

 

 

 

Che cosa ti piacerebbe scrivere?

 

Credo di aver già risposto a questa domanda. Ribadisco comunque che i miei interessi sono innanzitutto poetici e narrativi, alieno però da ogni genere e scuola. Sono convinto che si possa scrivere anche un buon romanzo con una trama di cronaca nera. E’ lo scrittore che liberamente e responsabilmente sceglie il suo genere.

 

 

Scrivere ha cambiato in modo radicale la tua vita?

 

Sicuramente l’ha resa malata.

 

 

Qualche consiglio per chi ha intenzione di iniziare a scrivere.

 

Leggere, tutto e sempre.

 

 

 

 

 
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