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  Intervista all'autore  »  Intervista a Paola Sarcià 05/07/2007
 

Paola Sarcià, nata il 18 ottobre 1962 a Bologna, risiede a Ferrara dal 1986; è docente di inglese presso il Liceo Classico Sperimentale Ludovico Ariosto di Ferrara. Scrive poesie dal 2003 e ha partecipato al Premio nazionale Valeria di Rieti 2004 con la poesia “Silenzi” giunta all’ottavo posto.

Ha partecipato al Premio Letterario Città di Monza 2005 con la poesia “Di un silenzio…” che è stata pubblicata sull’Antologia del Premio letterario Città di Monza 2005. La stessa poesia “Di un silenzio…” è stata anche selezionata per l’Antologia del Premio Marguerite Yourcenar 2006, ed

è stata premiata con il Premio d’Onore alla IV edizione del Premio Letterario Internazionale ArchèAnguillara Sabazia Città d’Arte” 2006. Recentemente è giunta comunicazione che la poesia “S’infrange il viaggio…” è stata selezionata per la pubblicazione sull’antologia del Premio Marguerite Yourcenar 2007 i cui vincitori saranno resi noti prossimamente. 

 

 

Perché scrivi?

 

Ho iniziato a scrivere alcuni anni fa per riscattarmi da un grande dolore, è stato un modo per esorcizzarlo, per guardarlo in faccia, viverlo fino in fondo e liberarmi da esso. Scrivere è stato un modo per ricostruirmi, per capire chi ero e cosa volevo. La necessità di dare forma al ginepraio di sensazioni ed emozioni, a volte anche violente,   è stata impellente ed improvvisa, quasi un fuoco d’artificio, ma a differenza di uno spettacolo pirotecnico, la voglia di scrivere e l’ispirazione, soprattutto, non si è spenta. Scrivere è stato, ed è tuttora, un percorso di crescita, sono cambiata molto dalle prime poesie e il mio cambiamento è riflesso anche in quello che scrivo e soprattutto nel modo in cui scrivo.

 

 

Alla base di tutte le tue opere c’è un messaggio che intendi rivolgere agli altri?

 

Più che un messaggio forse è la ricerca di una condivisione di emozioni, ho sempre pensato che leggere poesia vada al di là dell’apprezzamento stilistico, del riconoscimento dell’abilità di scrittura, per me è partecipare alle emozioni di chi scrive o riconoscersi in qualche modo in quello che l’’autore ha espresso. Sono convinta che la poesia, per essere tale, debba toccare le corde nascoste dell’anima, solo allora, se  emoziona e incanta, è grande. Questo mi accade sempre quando leggo Neruda,  non a caso le poesie di Neruda erano altamente apprezzate dai minatori della sua terra, che di certo critici letterari non erano, ma i suoi versi avevano il potere, e lo hanno tuttora, di emozionare e incantare.

 

 

Ritieni che leggere sia importante per poter scrivere?

 

Assolutamente sì, difficilmente una persona che non legge ha buone capacità di scrittura.

 

 

Che cosa leggi di solito?

 

Oltre alle opere di autori inglesi  classici e contemporanei, che leggo per mestiere, visto che insegno letteratura inglese, amo leggere romanzi di diversi autori, mi piace molto Isabelle Allende, Sépulveda, Khaled Hosseini, Marcela Serrano, Paolo Coelho per citarne alcuni. Ho letto le opere di Neruda di cui ho apprezzato moltissimo anche la sua biografia “Confesso che ho vissuto”, e le poesie di Garcia Lorca. Oltre a romanzi e poesie mi interessano anche saggi di psicologia comportamentale.

 

 

Quando hai iniziato a scrivere?

 

Ho iniziato a scrivere nel 2002.

 

 

I tuoi rapporti con l’editoria.

 

Per ora non ho preso contatti con nessuna casa editrice, ma mi piacerebbe poter pubblicare un libro, ho scritto più di 100 poesie fino ad ora.

 

 

Che cosa ti piacerebbe scrivere?

 

La poesia senz’altro mi è più congeniale, non ho mai pensato ad un altro tipo di scrittura.

 

 

Scrivere ha cambiato in modo radicale la tua vita?

 

Sicuramente scrivere mi ha cambiata, è stato come aprire una finestra sul mio mondo interiore, ho acquisito una maggiore consapevolezza di chi sono e di chi voglio essere, mi ha aiutata a guardare nelle pieghe più profonde dell’anima riuscendo a comprendere molte cose di me, dando forma alle mie emozioni più intime.

 

 

Qualche consiglio per chi ha intenzione di iniziare a scrivere.

 

Posso dire cosa ho fatto io, ho sempre scritto col cuore, cercando di esprimere le mie sensazioni, emozioni, gioie e paure. Non mi sono mai imposta di scrivere, ma ho atteso che l’ispirazione guidasse i miei pensieri e la mia mano. Spesso tutto inizia anche da una parola sola che continua a frullarmi in testa, a volte anche per giorni, fino a quando l’insieme della poesia prende forma nella mente, solo allora scrivo. Credo che la spontaneità nella scrittura sia la via da seguire sempre.

 

 

 

 

 

 
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