Area riservata

Ricerca  
 
Cookies Policy  
 
Diritti d'autore  
 
Biografia  
 
Siti amici  
 
News  
 
Bell'Italia  
 
Il cerchio infinito  
 
Canti celtici  
 
Poesie  
 
Racconti  
 
Scritti di altri autori  
 
Editoriali  
 
Recensioni  
 
Libri e interviste  
 
Intervista all'autore  
 
Letteratura  
 
Freschi di stampa  
 
Il mondo dell'editoria  
 
Fotografie  
 
Le Agenzie Letterarie  
 
 
 

  Intervista all'autore  »  Intervista a Gloria D'Alessandro 05/07/2007
 

Gloria D’Alessandro è nata a Chieti nel 1972. Ha vissuto in Germania (i suoi genitori sono emigrati alla fine degli anni '70 e vivono ancora vicino a Stoccarda) fino agli 11 anni, poi si è trasferita definitivamente in Italia studiando tra Chieti e Udine fino ad approdare a Trieste dove vive e lavora.

Ha iniziato a far conoscere le sue liriche solo da qualche mese grazie all’amica e poetessa triestina Rosanna Puppi che ha dedicato una serata alla lettura delle sue poesie. E’ presente nell’ antologia "Poesie dell'anima", un volume pubblicato in occasione del 15° anno di fondazione del Centro Letterario del Friuli-Venezia Giulia dedicato alla Presidente Onorario Ketty Daneo (1908-1998). Ha partecipato al concorso di rassegna poetica triestina "Mamma "2007" classificandosi terza. E’ di prossima pubblicazione il suo primo libro di poesie intitolato "Momenti di Glò".

 

 

Perché scrivi?

 

La scrittura per me rappresenta un libero sfogo che denuda i miei sentimenti, le mie emozioni. Rappresenta una lotta con il mio specchio interiore e riesce, magari a distanza di tempo, a sconfiggere sensi di colpa, frustrazioni, lotte con la coscienza…

 

 

Alla base di tutte le tue opere c’è un messaggio che intendi rivolgere agli altri?

 

No, a dire il vero non ci ho mai pensato, non credo sia nemmeno in grado. Quello che posso affermare è che uso lo scrivere per una mia introspezione personale.

 

 

Ritieni che leggere sia importante per poter scrivere?

 

E’ fondamentale. Alla base di tutto. E’ importante ricevere dei messaggi che ci regala la lettura; ogni opera, che sia romanzo, saggistica, o poesia  tocca una precisa corda dentro di noi. A me piace “tendere la corda” fino a che non diventa armoniosa musicalità dei miei stessi pensieri: pura immersione totale.  

 

 

Che cosa leggi di solito?

 

Pur non avendo molto tempo da leggere mi ritaglio sempre un piccolo spazio per delle letture più svariate: al primo posto c’è la poesia, poi i romanzi del900, qualche volta qualche rivista o quotidiano. Raramente qualche favola dei Grimm, Andersen, Yeats: mi piacciono molto, li leggo per rispolverare il mio essere bambina.

 

 

Quando hai iniziato a scrivere?

 

Ho iniziato a scrivere seriamente a 14/15 anni per esercitarmi a scrivere in italiano. Essendo vissuta in Germania fino agli 11 anni presentavo delle lacune profonde nella nostra amata lingua pur frequentando il Liceo Linguistico. Il mio preside Giordano Fiocca (filosofo e saggista) mi prese in simpatia chiamandomi “Amerikanella” e si prese la briga di farmi scrivere dei riassunti su libri che lui stesso pubblicava. Ero una frana… poi come per magia esternavo piccole frasi sotto forma di poesia, in verso libero, presentandogli “impressioni” di ciò che mi suscitava la lettura dei suoi scritti.

 

 

I tuoi rapporti con l’editoria.

 

Ho un piccolo rapporto che mi sta aiutando a pubblicare il mio primo libro di poesie (a mie spese) “Momenti di Glò”. E’ una raccolta di poesie vecchie e nuove ordinate cronologicamente. E’ un percorso di vita vissuto poeticamente fino ad oggi.

 

 

Che cosa ti piacerebbe scrivere?

 

Prendo spunto da una frase del film “Eva contro Eva” (con la grande Bette Davis) che più o meno dice così: “Il pianoforte è uno strumento che emette un suono solo grazie all’uso delle dita”. Il pianoforte è l’azienda. Le dita siamo noi. Il luogo di lavoro è una grossa fonte d’ispirazione perché per me grosso motore di sofferenza. Vorrei riuscire a parlare liberamente, con un racconto, sui rapporti tra “poltrone” e “mani”. La potenzialità del suono emesso dalle dita riuscirebbe a creare rispetto armonioso l’uno nei confronti dell’altro senza calpestarsi, riuscendo ad avere la capacità di abbattere una codarda paura… non sono ancora pronta e ne soffro.

 

 

Scrivere ha cambiato in modo radicale la tua vita?

 

Lo scrivere per me ha sempre rappresentato una valvola di sfogo, la mia vita cambia di giorno in giorno con la scrittura. C’è una forte autoanalisi, uno studio, un plasmare dei miei atteggiamenti nei confronti del prossimo, è una ricerca continua a migliorare me stessa.

 

 

Qualche consiglio per chi ha intenzione di iniziare a scrivere.

 

Non me la sento di dare un consiglio. Posso solo dire che, se si ha l’ispirazione, di non lasciarsela scappare. E’ importante aprirsi anche solo dicendosi: “respiro, vedo, vivo.” Ed è un buon punto di partenza.

 

 

 

 

 
©2006 ArteInsieme, « 09444222 »