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  Intervista all'autore  »  Intervista a Mara Faggioli 26/07/2007
 

Mara Faggioli è nata a Firenze e vive  a Scandicci (FI)

Divide il suo tempo e la sua sensibilità fra scultura e letteratura. Le sue opere riescono a coinvolgere con incisività e nello stesso tempo  con delicatezza e soavità di espressione, toccando  spesso temi che fanno riferimento ai valori multiculturali, alla solidarietà ed alla fratellanza fra i popoli per affermare che l’arte deve saper parlare al cuore della gente.

Ha pubblicato  “Dedicato a Lorenzo”  Ed. Helicon (2001) e la raccolta poetica “Piuma Leggera” Ed. Masso delle Fate   (2004   1^ ristampa 2005) vincitrice del 1° premio “Fiorino d’Oro” al Premio Firenze-Europa.

Fa parte della Giuria del Premio Letterario  di Poesia  “G. Mazzinghi”.

Ha curato la prefazione alla commedia in vernacolo “Amleto i’ vinaio” di M. Recchia. Collabora con la rivista d’arte Pegaso.

 

 

Perché scrivi?

 

Scrivo per il piacere di farlo e per fermare le mie emozioni poiché il tempo passando spesso “scolorisce” i nostri ricordi, non li cancella ma ci fa perdere le sensazioni di quell’istante. Scrivere per me significa poter fermare, catturare e lasciare intatte al futuro quelle sensazioni, quelle emozioni. Il mio  bisogno di esprimermi si manifesta anche attraverso la scultura forse perché ambedue  convivono abbracciate dentro di  me in un intreccio amoroso, oserei dire, che non posso dividere.

 

 

Alla base di tutte le tue opere c’è un messaggio che intendi rivolgere agli altri?

 

Anche senza averne l’intenzione, ritengo che attraverso un’espressione artistica, sia essa poesia o musica, scultura o pittura, inevitabilmente l’autore finisce, comunque, per trasmettere un messaggio. Nelle mie opere spero di riuscire a trasmettere dei messaggi di solidarietà, di pace e di fratellanza fra i popoli.

Penso, inoltre, che l’arte dovrebbe essere anche uno strumento attraverso il quale poter aiutare coloro che sono nati meno fortunati di noi. Personalmente non riesco a scindere l’arte dalla solidarietà e, poiché  penso che la poesia sia quanto di più estraneo possa esserci alle guerre ed ad ogni forma i violenza, la poesia non ha frontiere ed affratella i popoli rappresentando un auspicio di speranza e di pace, ho creduto di poter fare qualcosa che fosse un segno più tangibile e concreto delle parole: ho utilizzato la poesia per mettere in atto ciò in cui credo e cioè che tramite l’arte si possa, e si debba, fare qualcosa per alleviare le sofferenze del mondo, anche se sarà soltanto un’inezia.

Ho legato, pertanto, al mio libro di poesie, un progetto di solidarietà con il Sudan per l’Ospedale St. Mary’s Maternity  di Khartoum che si occupa di assistenza alle madri ed ai bambini.

Tiziano Terzani che aveva fatto del giornalismo una missione, ci ha lasciato dei grandi insegnamenti e tra questi ne vorrei citare uno: “Il mondo è cambiato. Dobbiamo cambiare noi. Innanzitutto non facendo più finta che tutto è come prima, che possiamo continuare a vivere vigliaccamente una vita normale. Con quel che sta succedendo nel mondo la nostra vita non può, non deve essere normale. Di questa normalità dovremmo avere vergogna”.

 

 

Ritieni che leggere sia importante per poter scrivere?

 

Credo di sì insieme alla capacità di saper guardare il mondo che ci circonda con lo sguardo stupito dei bambini.

 

 

Che cosa leggi di solito?

 

Soprattutto poesia, anzi mi “nutro” di poesia: ho necessità di una dose giornaliera !  Ma leggo un po’ di tutto, tengo sempre in tasca o in borsa un “libro-amico”.

 

 

Quando hai iniziato a scrivere?

 

Da adolescente, come spesso accade anche se, per le vicissitudini della vita, alcuni periodi sono stati meno fertili.

 

 

I tuoi rapporti con l’editoria.

 

Nella Casa Editrice del  mio libro “Piuma Leggera” ho trovato serietà ed onestà: al giorno d’oggi non è poco.

 

 

Che cosa ti piacerebbe scrivere?

 

Non mi sono mai posta questa domanda perché scrivo soltanto quando il mio cuore ha qualcosa da suggerirmi. Spero, comunque, che la Musa Erato non  mi abbandoni mai perché vorrei continuare sempre a provare emozioni da tradurre in poesia.

 

 

Scrivere ha cambiato in modo radicale la tua vita?

 

No, assolutamente, anche se mi ha regalato tante soddisfazioni.

 

 

Qualche consiglio per chi ha intenzione di iniziare a scrivere.

 

Come direbbe Susanna Tamaro: “va dove ti porta il cuore”.

 

 

 

 

 

 

 

 
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