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  Intervista all'autore  »  Intervista a Laura Costantini e Loredana Falcone 25/08/2007
 

LAURA COSTANTINI, giornalista e scrittrice è nata a Roma dove vive tutt’ora. Ha iniziato la carriera di giornalista nel 1994, lavorando presso il Tg5 e il quotidiano genovese <Il Secolo XIX>. Approdata poi alla stampa periodica, è stata per otto anni una delle firme del settimanale Rcs <OGGI>, occupandosi di cronaca e di spettacolo.

E’ nel 2003 che viene chiamata nella redazione del programma di punta del day-time di RaiUno <La vita in diretta>, presso il quale lavora ancora oggi come inviata.

Impegni professionali che non l’hanno mai allontanata dalla sua vera passione: scrivere.

Soprattutto romanzi che spaziano nei generi letterari i più vari, ma sempre mantenendo un punto di vista tutto femminile, aiutata in questo da una collaborazione ormai ventennale con la sua compagna di penna, Loredana Falcone.

 

LOREDANA FALCONE è nata a Roma, a Trastevere, cuore pulsante della città. Laureata in Lettere moderne presso l’Università degli Studi di Roma <La Sapienza>, ha scelto di rinunciare alla carriera nel mondo dell’insegnamento per dedicarsi alla famiglia e ai suoi due figli. La scrittura ha sempre avuto un posto di rilievo nella sua vita, così come lo studio della Storia Contemporanea. Anni di collaborazione con Laura Costantini hanno dato vita a storie appassionanti che vedono protagoniste le donne e ad una profonda amicizia.

 

Hanno pubblicato:

New York 1920 – il primo attentato a Wall Street      Maprosti & Lisanti (2006)

 

Eibhlin non lo sa…                                                    Maprosti & Lisanti (2007)

 

La guerra dei sordi                                                  Maprosti & Lisanti (2007)

 

Stanno pubblicando online il romanzo inedito Le colpe dei padri.

 

Insieme gestiscono i blog: http://lauraetlory.splinder.com e http://lestoriedilauraetlory.splinder.com

 

 

 

 

 

Perché scrivete?

 

Perché tra tutti quelli che ci hanno lette, nessuno ci ha mai consigliato di smettere.

 

 

Alla base di tutte le vostre opere c’è un messaggio che intendete rivolgere agli altri?

 

No. Alla base di tutte le nostre opere ci sono suggestioni, idee, fantasie che fanno parte della nostra vita così come di quella di molte altre persone. Noi le abbiamo tradotte in parole. Siamo convinte che qualsiasi libro ben scritto trasmetta, alla fin fine, un messaggio. Ma non facciamo letteratura “sociale” e ne stiamo pagando il prezzo a suon di rifiuti da parte di editori che invece vogliono lo spunto “impegnato”.

 

 

Ritenete che leggere sia importante per poter scrivere?

 

Per noi è stato ed è importantissimo. Sotto il profilo della documentazione ma anche sotto il profilo dell’assidua frequentazione della fantasia. L’ispirazione di uno scrittore non è mai originale, si nutre, per forza di cose, dell’ispirazione che altri hanno avuto ed espresso prima di lui. Ma non è detto che sia una regola valida per tutti. Conosciamo scrittori che fanno della mancanza di documentazione sull’argomento un mezzo in più per essere originali. Va anche detto che, a nostro parere, a scrivere non si impara. Leggere, se di base c’è una capacità di espressione attraverso la parola scritta superiore alla media, può essere una buona scuola. Se non si sa scrivere, non sarà leggendo che lo si imparerà.

 

 

Che cosa leggete di solito?

 

Tutto. Quindi è più facile dire cosa NON leggiamo: testi di economia, trattati di filosofia, testi di psicanalisi e sociologia. Abbiamo poi una certa “intolleranza” per le pubblicazioni dei cosiddetti VIP, per le raccolte di barzellette e sketch televisivi e per quei romanzi che vengono spacciati come fenomeni editoriali del secolo.

 

 

Quando avete iniziato a scrivere?

 

Abbiamo cominciato a scrivere sui banchi del quarto ginnasio immaginando un romanzo di fantascienza che vedeva protagonisti tutti i nostri compagni di classe e il nostro prof di lettere.

 

 

I vostri rapporti con l’editoria.

 

In realtà i nostri rapporti con l’editoria sono piuttosto recenti. Come ci ha detto un amico scrittore, siamo state delle sprovvedute perché dopo una lettera di cortese rifiuto da parte della Mondadori (che risale alla fine degli anni ’80), abbiamo continuato a scrivere aspettando che l’editore dei nostri sogni bussasse miracolosamente alla nostra porta. Ovviamente non è accaduto. La decisione di tentare sul serio di pubblicare è arrivata nel 2002. Da allora, in un modo o nell’altro (ma sempre evitando l’editoria a pagamento), abbiamo dato alla luce tre romanzi. Ma stiamo ancora cercando un editore degno di tale nome che, per lo meno, ci garantisca una distribuzione nelle librerie e non solo la vendita tramite Internet.

 

 

Che cosa vi piacerebbe scrivere?

 

Esattamente quello che scriviamo. Abbiamo spaziato in più o meno tutti i generi. Nel nostro cassetto ci sono gialli, noir, romanzi d’amore e soprattutto romanzi storici. Il ché può voler dire due cose: o che non esiste un genere che ci è proprio oppure, e naturalmente propendiamo per questa ipotesi, che la fantasia non va mai ingabbiata.

 

 

 

 

Scrivere ha cambiato in modo radicale la vostra vita?

 

Se per cambiare in modo radicale si intende essere diventate ricche…assolutamente no! Anzi, fino ad oggi, tra viaggi per presentazioni e copie omaggio ai recensori più o meno quotati, ci abbiamo rimesso del nostro. Se invece si intende che la scrittura ci ha aiutato ad affrontare la vita in modo diverso… assolutamente si. Scrivere non è solo una magnifica terapia, ma è anche il collante di un’amicizia che quest’anno celebra il trentennale.

 

 

Qualche consiglio per chi ha intenzione di iniziare a scrivere.

 

Cominciare per non essere tra quelli che, alle presentazioni, si congratulano e poi aggiungono: “Anche a me sarebbe piaciuto tanto scrivere…”

 

 

 

 

 

 
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