Area riservata

Ricerca  
 
Cookies Policy  
 
Diritti d'autore  
 
Biografia  
 
Siti amici  
 
News  
 
Bell'Italia  
 
Il cerchio infinito  
 
Canti celtici  
 
Poesie  
 
Racconti  
 
Scritti di altri autori  
 
Editoriali  
 
Recensioni  
 
Libri e interviste  
 
Intervista all'autore  
 
Letteratura  
 
Freschi di stampa  
 
Il mondo dell'editoria  
 
Fotografie  
 
Le Agenzie Letterarie  
 
 
 

  Intervista all'autore  »  Intervista a Milvia Comastri 23/04/2006
 

L'intervista è a Milvia Comastri, poetessa e narratrice (ha già al suo attivo la pubblicazione di una raccolta di racconti assai interessanti).

 

Perché scrivi?

Perché quando scrivo sto incredibilmente bene con me stessa.

 

Alla base di tutte le tue opere c'è un messaggio che intendi rivolgere agli altri?

Non amo molto il termine “messaggio”. Quando scrivo cerco di esprimere le mie idee, anche i miei ideali, ma anche questo termine non è che lo ami molto. Sta poi all'eventuale lettore coglierne il significato. Quello che vorrei riuscire a trasmettere sono emozioni, e forse, poi, la riflessione viene da sé.

 

 

Ritieni che leggere sia importante per poter scrivere?

Leggere è importante per poter vivere.

 

 

Che cosa leggi di solito?

In verità un po' di tutto, sono onnivora in fatto di libri.  Amo moltissimo gli autori mediorientali e indiani, la Divakaruni la trovo splendida, ad esempio, ma ultimamente ho iniziato ad apprezzare anche giovani italiani: Simona Vinci, Cristian Cavina de “Il paese di Tolintesac,Valeria Parrella, Melania Mazzucco di “Vita” e altri ancora: sono bravi, questi ragazzi. Ma, ripeto leggo veramente di tutto, da Fante a J.Safran Foer, dal giallista Michael Connely al grande Yehoshua, da Doris Lessing a Fred Vargas. Ti vengono i brividi a sentire simili accostamenti? Ah, dimenticavo: quasi tutto Terzani, ma lui è un caso a parte, per me.  I classici, russi, italiani, francesi, americani, è tanto che non li riprendo in mano, ma ricordo di aver passato con loro degli anni magici. Forse sarebbe il caso che li rileggessi!

 

 

 

 

Quando hai iniziato a scrivere?

Credo da quando, a sei anni, ho “imparato” a scrivere.Qualcosa, la scrittura, impresso nel mio DNA.

 

 

 

 

I tuoi rapporti con l'editoria.

Un unico rapporto, e, insperatamente, abbastanza soddisfacente.

 

 

 

 

Che cosa ti piacerebbe scrivere?

Vorrei finire un romanzo che ho iniziato lo scorso anno, ma per la stesura di un opera ampia ci vuole tempo, e il tempo mi manca.

 

 

Scrivere ha cambiato in modo radicale la tua vita?

Forse non in modo radicale, ma senza dubbio mi sta aiutando, da quando ho ripreso a coltivare questa passione, a portare avanti la mia vita.

 

 

Qualche consiglio per chi ha intenzione di iniziare a scrivere.

Non sono molto brava a dare consigli, ma ci proverò: rileggere ciò che si è scritto, accantonare, rileggere, tagliare, accantonare, rileggere, correggere, tagliare…fino a quando non si sente che nulla può essere più cambiato. Anche leggersi ad alta voce, per sentire il ritmo, la melodia della scrittura, che a mio avviso anche la narrativa deve avere. Essere umili e spietati verso se stessi. Provare a partecipare a concorsi letterari per mettersi in gioco. E anche, se è possibile, frequentare buoni laboratori di scrittura. Secondo me rendono la propria scrittura, e anche la lettura di altri, più consapevole.

 

 

 

 

 

 
©2006 ArteInsieme, « 09518671 »