Area riservata

Ricerca  
 
Cookies Policy  
 
Diritti d'autore  
 
Biografia  
 
Siti amici  
 
News  
 
Bell'Italia  
 
Il cerchio infinito  
 
Canti celtici  
 
Poesie  
 
Racconti  
 
Scritti di altri autori  
 
Editoriali  
 
Recensioni  
 
Libri e interviste  
 
Intervista all'autore  
 
Letteratura  
 
Freschi di stampa  
 
Il mondo dell'editoria  
 
Fotografie  
 
Le Agenzie Letterarie  
 
 
 

  Intervista all'autore  »  Intervista a Marniko 27/04/2006
 

L'intervista è a Marniko, uno dei fondatori del sito culturale web I sogni nel Cassetto, autore di racconti e riflessioni che hanno prevalentemente per tematica il profondo stato di disagio esistenziale della quasi totalità dei giovani d'oggi.

 

 

Perché scrivi?

Sono esattamente quelli in cui scrivo i momenti in cui acquisto identità e desiderio: dunque scrivo per risolvere (riempire è forse il termine più appropriato) i vuoti e gli spiazzamenti della vita.

 

 

Alla base di tutte le tue opere c'è un messaggio che intendi rivolgere agli altri?

Per l'amor di dio, no!

 

 

Ritieni che leggere sia importante per poter scrivere?

Si. Però lo scrittore che non scrive è un po' come il pittore che non dipinge, il musicista che non compone o il regista che non dirige un film… Per questo leggere è importante, ma lavorare sulla scrittura lo è doppiamente.

 

 

Che cosa leggi di solito?

Di tutto e ovunque: in casa, sul tram, camminando per strada, dentro a un bar… a volte anche in biblioteca.

 

 

Quando hai iniziato a scrivere?

Qualche anno fa.

 

 

I tuoi rapporti con l'editoria.

No comment!

 

 

Che cosa ti piacerebbe scrivere?

Un romanzo con le palle!

 

 

Scrivere ha cambiato in modo radicale la tua vita?

Non saprei, ancora no. Però scrivere mi fa stare meglio, tutto è vagamente più sereno...

 

 

Qualche consiglio per chi ha intenzione di iniziare a scrivere.

Oddio, anch'io sono ancora (e sempre) in cerca di consigli… Figurati se posso darne!… Però una cosa mi sento di dire a un ragazzo della mia età che voglia accostarsi alla scrittura: di farlo con umiltà e voglia di apprendere da quelli che scrivono per mestiere, senza lo stress di voler primeggiare né tantomeno di emergere o la paura di essere in difetto; insomma di farlo per il proprio piacere ma di lavorare anche sodo sulla tecnica e diffidare di certe improvvise illuminazioni, tenendo sempre serrati i fili con se stessi … Prima o poi il resto verrà da sé. E se non arriva, chissenefrega!

 

 

 

 

 

 
©2006 ArteInsieme, « 09282659 »