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  Intervista all'autore  »  Intervista a Nino Silenzi 29/04/2006
 

Nino Silenzi è lo pseudonimo di Lorenzo De Ninis, un insegnante in pensione che scrive con mano sapiente -  si può dire da una vita -  poesie dai toni delicati, gradevolissime da leggere e dall'elevato impatto emozionale.

   

 

Perché scrivi?

Scrivo per me stesso, per scandagliare le profondità del mio essere e, attraverso la catarsi, raggiungere la pace dell'animo.

 

 

Alla base di tutte le tue opere c'è un messaggio che intendi rivolgere agli altri?

No, non sono l'uomo adatto a dare consigli. Caso mai li rivolgo a me stesso; se poi possono servire anche agli altri, tanto meglio.

Rifuggo dalla poesia occasionale e dalle tematiche precostituite.

 

 

Ritieni che leggere sia importante per poter scrivere?

È più importante osservare la realtà interiore ed esteriore con occhi di “bambino”. Certamente la lettura è determinante nell'arricchire i contenuti e nell'influenzare l'aspetto formale del testo poetico.

 

 

 

Che cosa leggi di solito?

Ho letto di tutto. Attualmente mi dedico alla lettura di poeti stranieri ed alla rivisitazione della poesia classica.

 

 

 

Quando hai iniziato a scrivere?

Avevo quindici anni, quando sono stato trascinato dal vento della poesia. Ho strappato tutte le poesie giovanili, a mano a mano che le componevo.

Sono sempre stato molto esigente. Non scrivo molto.

 

 

 

I tuoi rapporti con l'editoria.

Non ho nessun rapporto, né m'interessa averlo, visto che scrivo per me stesso. Pubblico le poesie sul sito Poetare.it.

 

 

 

Che cosa ti piacerebbe scrivere?

Se ci fossero stati argomenti per me particolarmente interessanti, già mi sarei messo all'opera.

 

 

 

Scrivere ha cambiato in modo radicale la tua vita?

No. Però mi ha aiutato a superare qualche momento interiore un po' difficile.

 

 

 

Qualche consiglio per chi ha intenzione di iniziare a scrivere.

Se uno sente l'impulso di scrivere, in un primo tempo lo faccia liberamente, ma poi, a mente fredda, rilegga il tutto molto bene. E non pensi di essere un grande scrittore.

 

 
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