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  Intervista all'autore  »  Intervista a Patrizio Spinelli 29/04/2006
 

L'intervista è a Patrizio Spinelli, autore toscano, poeta eclettico, spaziando dalle liriche d'amore a quelle irriverenti, dal caldo tepore della natura alle improvvise ribellioni nei confronti della disarmante quotidianità.

 

 

Perché scrivi?

Il desiderio di scrivere, nel mio caso, nasce da una spinta interiore, da un misterioso quanto urgente  bisogno del mio più intimo essere, di manifestarsi tramite questa forma espressiva. Scrivere è la mia  attività ludica preferita: io con le parole ci gioco, ci convivo notte e giorno: esse turbinano ora leggere, ora grevi nella mia mente insieme ai miei pensieri, vitalizzano i miei desideri e le mie passioni, esaltano le mie poche gioie, leniscono i  miei dolori, permeano le mie speranze. Gioisco della loro musicalità, della loro magica e inesauribile capacità di contenere e di racchiudere ad arte il nostro personale pensiero, le nostre  emozioni, i nostri sentimenti e di renderli “eterni”. Alcuni ritengono che lo scrivere nasconda un inconscio bisogno di “eternità”, un viscerale e smisurato  desiderio d'immortalità: può darsi che sia così, ma personalmente, la mia più grande soddisfazione e il mio sogno è quella di lasciare in eredità, il giorno più lontano possibile, una piccola testimonianza del mio passaggio terreno di uomo comune.

 

 

Alla base di tutte le tue opere c'è un messaggio che intendi rivolgere agli altri?

Non sempre, ma sicuramente sottotraccia non è difficile individuare come esse siano  innervate delle mie  idee e  opinioni, anche le più latenti. 

Credo, che almeno non si scrivano dei “bugiardini” per i medicinali, sia inevitabile contaminare le nostre composizioni con le nostre personali idee e opinioni. Perfino gli scrittori d 'innocenti favole e fiabe per bambini, sono da considerarsi temibili e perfidi opinion-makers , non a caso, invisi e censurati da taluni regimi politici.   

 

 

Ritieni che leggere sia importante per poter scrivere?

Si indubbiamente: è la migliore palestra per chi vuole scrivere.

 

 

Che cosa leggi di solito?

Molta poesia e saggistica.

 

 

Quando hai iniziato a scrivere?

Da ragazzo. Mi rammarico solo di non avere molto tempo disponibile da dedicare a questa mia passione.

 

 

I tuoi rapporti con l'editoria.

Nessuno. Non credo di essere così bravo per essere pubblicato e, ancor peggio, di essere remunerato per quello che scrivo.

 

 

Che cosa ti piacerebbe scrivere?

Un romanzo surrealista.

 

 

Scrivere ha cambiato in modo radicale la tua vita?

Affatto.  Al momento riesce solo a modificare il mio bioritmo, togliendomi  qualche ora di sonno, in quanto posso concedermi di scrivere solo al di fuori del lavoro e degli impegni quotidiani.   

 

 

Qualche consiglio per chi ha intenzione di iniziare a scrivere.

Nessuno in particolare, ma a questo proposito  vorrei chiudere con una citazione

di Primo Levi, che al riguardo scrive: può capitare di scrivere delle cose pasticciate e inutili ( e questo accade sovente) e non ce ne accorgiamo o non vogliamo accorgercene, il che è ben possibile, perché la carta è un materiale troppo tollerante. Le puoi scrivere sopra qualunque enormità, e non protesta mai: non fa come il legname delle armature delle gallerie di miniera, che scricchiola quando è sovraccarico. Ovviamente la citazione di Levi, non vuole essere nelle mie intenzioni un'ammonizione, ma bensì un'esortazione a scrivere in modo sobrio.

  

 

 

 

 

 

 

 
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