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  Intervista all'autore  »  Intervista a Giovanni Buzi 04/05/2006
 

L'intervista è a Giovanni Buzi, eclettico artista che spazia dalle arti figurative alla scrittura, e in questa si destreggia con eccellenti risultati sia nella poesia che nella narrativa, senza distinzione di generi.

 

 

Perché scrivi?

Strano ma, quando mi sveglio, l'idea di scrivere, è il mio primo pensiero. E il primo a stupirmene sono proprio io.

 

 

Alla base di tutte le tue opere c'è un messaggio che intendi rivolgere agli altri?

Io vorrei dare un solo messaggio: il rispetto. Nel senso più totale e ampio del termine. Dal rispetto per la grammatica e la sintassi a quello, molto più importante, per gli esseri umani. Tutti.

 

 

Ritieni che leggere sia importante per poter scrivere?

Come respirare per vivere.

 

 

Che cosa leggi di solito?

Tutto.

 

 

Quando hai iniziato a scrivere?

Ho iniziato a scrivere per solitudine e nostalgia, credo. Quando mi sono trasferito a Bruxelles nel 1990, mi sono mancati – all'improvviso – Roma, i miei amici, le notti profumate di fiori e incontri... Mi sono sempre ritenuto un pittore, non uno scrittore. La sola idea di scrivere mi faceva ridere, pensa un po'. E non volevo neanche rispondere alle lettere che ricevevo. Se proprio ero costretto, prendevo il primo pezzo di carta che mi capitava sottomano e scrivevo in fretta due, tre frasi. Volevo VIVERE io, non scrivere, che mi sembrava una “sotto-vita”, allora.

 

I tuoi rapporti con l'editoria.

Sono sempre più dell'idea che la maggior parte degli editori sono un orrendo ibrido fra Teresa di Calcutta e Jack lo Squartatore. Cerco di manipolarli con l'attenzione che porrei nel raccogliere dalle sabbie del deserto un velenosissimo scorpione.

 

Che cosa ti piacerebbe scrivere?

Mi piacerebbe tanto scrivere qualcosa che interessa, tocca me e il mio mondo e con la stessa intensità riesca a interessare e toccare il lettore. Missione impossibile?

 

 

Scrivere ha cambiato in modo radicale la tua vita?

No.

 

Qualche consiglio per chi ha intenzione di iniziare a scrivere.

Non sognare di diventare un grande scrittore. Scrivere solo se si sente la necessità di farlo, se no, ci sono tante altre cose interessanti da fare, per sé e gli altri, nella vita, o no?

 

 

 

 

 

 

 

 
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