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  Intervista all'autore  »  Intervista a Gabriel Edoardo Impaglione 07/05/2006
 

L'intervista è a Gabriel Edoardo Impaglione, giornalista e scrittore latinoamericano impegnato socialmente e politicamente, fondatore e direttore della rivista letteraria Isla Negra,  distribuita in tutto il mondo, nonché coordinatore della rivista di lettere e poesia Isola Nera,  diretta da Giovanna Mulas, che è anche sua moglie. 

 

 

 

Perché scrivi? Scrivere ha cambiato in modo radicale la tua vita?

Quando ho cominciato a scrivere giocavo a calcio, studiavo musica e teatro, avevo una vita sociale molto piena e un interesse politico molto forte. La letteratura è venuta a me per rendermi più facile la comprensione del mondo attorno e darmi l'attrezzatura necessaria per dire ciò che sentivo.

 Col tempo musica e teatro hanno preso un importante ruolo secondario e ancora gioco al calcio ma la letteratura occupa il centro della mia vita.
Lo scrivere mi ha portato al giornalismo, mestiere che ho abbracciato da più di vent'anni, il giornalismo (o meglio le condizioni a cui devono attenersi i giornalisti per compiere la propria missione nella nostra società malata di monopolio e potere corrotto) mi ha buttato definitivamente nella letteratura dove c'è un grande spazio per dire ciò che succede senza la censura di un capo marketing di stampa. Ringrazio i miei nonni che, da molto piccolo in Argentina, mi hanno messo un libro tra le mani tutti i giorni.

 

 

 

Alla base di tutte le tue opere c'è un messaggio che intendi rivolgere agli altri?

 

Il messaggio finale è che la poesia principalmente e la letteratura in generale è amore e che questo è il centro di tutte le cose. E capisco che una poesia d'amore è anche una poesia che parla degli orrori che soffrono i popoli affamati in basi bombardate dall'imperialismo, distrutti dagli interessi economici dei piccoli circoli di potere ignoranti della loro stessa imbecillità, non solo quando si parla di poesia d'amore si parla di poesia amorosa. E' qui il punto d'incontro dove tutti gli autori devono trovarsi se il compromesso con la lettura è profondo. E' impossibile pensare alla letteratura lontana dalla gente.

 

 

 

Ritieni che leggere sia importante per poter scrivere?

 

E' importante, non nell'ordine: mangiare, respirare, uscire a camminare, restare con amici, amare una donna, bere un buon vino, ascoltare musica, guardare opere d'arte o un buon film, buon teatro, sognare, leggere, abbracciare e essere abbracciato, essere amato, condividere il pane, pensare agli altri, assumere impegni, giocare, ridere, sapere che non c'è nulla d'impossibile, che la vita è qui nella terra e che è questo il posto dove dobbiamo fare il meglio non un altro. che pensi se la vita fosse solo lettura?

 

 

 

Che cosa leggi di solito?

 

Libri, riviste, giornali, locandine nella strada, titoli in tv, lettere, pagine web. in quanto ai generi soprattutto poesia e racconti per piacere e per obbligo, particolarmente nel processo di edizione della rivista Isla Negra per la quale scrivono centinaia di autori di tutto il mondo.

 

 

Quando hai iniziato a scrivere?

 

Da bambino.

 

 

 

I tuoi rapporti con l'editoria.

 

Nessun rapporto in particolare.

 

 

Che cosa ti piacerebbe scrivere?

 

Il manifesto originale annunciando la caduta dell'impero e la pace nel mondo.

 

 

Qualche consiglio per chi ha intenzione di iniziare a scrivere.

 

Amare come io amo Giovanna e i nostri figli ed essere amato nello stesso modo. Questo è il centro di tutte le cose. Pensa in una bella opera letteraria. Pensa ad una bella poesia e scrivi, amando la vita, curando la vita, volendo più vita. Forse sarà questo il cammino. E se non raggiungi una bella opera raggiungerai una bella vita e certamente non c'é cosa più importante di questa. I tuoi ti ricorderanno con amore e nessun critico ti morsicherà le caviglie. E forse sarai più felice.










 

 
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