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  Intervista all'autore  »  Intervista a Sara Cristofori 28/11/2008
 

L’intervista è a Sara Cristofori, che così dice di sé:

 

Sono Sara Cristofori, genovese di nascita e romana di adozione. Ho studiato lingue straniere ed in seguito ho conseguito un diploma di laurea come assistente sociale nella mia città natale.  Negli anni del matrimonio mi sono  trasferita a Torino e Milano, quindi a  Roma. In quegli anni mi sono occupata completamente della famiglia e dei miei due figli, Federico e Francesca. Mi dedico per diletto alla poesia, mio naturale confronto con me stessa e con i miei sentimenti. Attualmente curo un mio blog su splinder, "Riflessi", www.cats19.splinder.com,  che rappresenta una sorta di mio diario personale. Abitata da una vena di malinconia, so anche sorridere, lasciando aperto uno spiraglio alla speranza... Alcune mie poesie sono state selezionate e pubblicate su due antologie di nuovi autori "Parole in fuga" e "Verrà il mattino e avrà un tuo verso", edite da Aletti Editore.

 

 

Perché scrivi?

 

Io scrivo poesie quasi solamente quando non sto bene dentro, cioè se sono triste o abbattuta o se provo dolore, quindi si può dire che scrivo perché per me è catartico, diciamo che "mi sfogo" così per non implodere.

 

 

Alla base di tutte le tue opere c’è un messaggio che intendi rivolgere agli altri?

 

No, assolutamente no, scrivo per me stessa, per ritrovare nel tempo, sensazioni passate e che non voglio dimenticare.

 

 

Ritieni che leggere sia importante per poter scrivere?

 

Credo che leggere sia indispensabile comunque, sia che si intenda scrivere oppure no.

 

 

Che cosa leggi di solito?

 

Leggo romanzi, libri di poesia, classici, storici, ma anche libri gialli e humour.

 

 

Quando hai iniziato a scrivere?

 

Quando ero ragazzina. Mi sarebbe piaciuto, come tutte le mie amiche, tenere un diario, ma non ci sono mai riuscita. Scrivere giorno dopo giorno quello che facevo mi annoiava, così ho cominciato a scrivere, su fogli sparsi, pensieri e impressioni avulsi dalla quotidianità. Poi, intorno ai vent'anni, mi sono accorta che con le poesie riuscivo ad esprimere al meglio le mie sensazioni ed era quello che volevo, scrivere del mio "sentire" determinato da fatti della mia storia.

 

 

I tuoi rapporti con l’editoria.

 

Praticamente nulli. Solo dopo essere stata selezionata per due antologie di nuovi poeti, mi hanno pubblicata sulle medesime.

 

 

Che cosa ti piacerebbe scrivere?

 

A me piacerebbe continuare a scrivere poesie, non vorrei perdere "la vena", anche se mi accorgo che non è sempre facile . Ci sono i momenti di "stanca"e in quel caso mi piacerebbe scrivere in prosa, magari racconti brevi, anche thriller, ma non ci ho ancora provato.

 

 

Scrivere ha cambiato in modo radicale la tua vita?

 

No, non in modo radicale, però posso sinceramente affermare che scrivere ha migliorato la qualità della mia vita.

 

 

Qualche consiglio per chi ha intenzione di iniziare a scrivere.

 

Non mi sento di darne, anzi credo di averne bisogno. Scrivere è talmente soggettivo che secondo me non esistono regole che si possano applicare generalmente. Posso dire quello che penso io, ma non so se è un consiglio,  e cioè che scrivere deve essere per se stessi, non finalizzato a "un pubblico", cercando di accontentare  o di piacere a chi ci leggerà. Si dovrebbe scrivere, prosa o poesia, pensando che nessuno la leggerà mai. Solo così quanto si scrive può essere davvero sincero e vero e riuscire a raccontare la propria anima. E chi legge lo percepisce e ci si ritrova. Io non amo la verbosità costruita e le artificiosità dialettiche, le esagerazioni fasulle, programmate a tavolino, gli avvitamenti verbali. Mi piace la semplicità e la verità, la spontaneità e la chiarezza. Solo così, secondo me, chiunque potrà recepire il messaggio che vogliamo raccontare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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