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  Intervista all'autore  »  Intervista a Miriam Ballerini 17/05/2006
 

L'intervista è a Miriam Ballerini, giovane autrice che ha al suo attivo ben tre libri pubblicati in soli quattro anni (Il giardino dei maggiolini, Dietro il sorriso del clown, La casa degli specchi). Benché prediliga la  narrativa si diletta anche a scrivere raffinate poesie. 

 

 

 

 

Perché scrivi?

 

Scrivo perché l'ho sempre fatto, fin da quando avevo dodici anni. E' una passione, una molla interiore. Scriverei anche se non avessi avuto la fortuna di pubblicare 4 libri.

 

 

 

 

Alla base di tutte le tue opere c'è un messaggio che intendi rivolgere agli altri?

 

Mi sono sempre ripromessa che se fossi riuscita a scrivere per gli altri, avrei dato voce a chi non ce l'ha. Scrivo per gli emarginati, per i giudicati, per far avvicinare le persone a problemi ai quali non darebbero che un'occhiata superficiale. Infatti, nei miei romanzi, seppur inventati, tratto di tematiche sociali.

 

 

 

 

Ritieni che leggere sia importante per poter scrivere?

 

Certamente! Io non ho studiato, mi sono fermata alla terza media e se non fosse stato per la mia passione per la lettura, non sarei mai riuscita a migliorarmi. Leggere è vivere molte vite, è distrazione, divertimento, cultura.

 

 

 

Che cosa leggi di solito?

Scrivo di narrativa, ma amo l'horror, e per questo sono un lettore atipico! Il mio preferito è Stephen King. Sono appassionata di thriller che trattano di delitti seriali.

Ma, ovviamente, leggo di tutto, dai libri di letteratura, a quelli di filosofia, di psicologia… e, per lavoro, visto che scrivo recensioni, leggo tutto quello che posso!

 

 

 

Quando hai iniziato a scrivere?

 

Come già detto, avevo circa dodici anni. E i miei primi scritti erano dei racconti dell' orrore! Per fortuna, visto che come scrittore di quel genere valgo davvero poco, ho cambiato strada!

 

 

 

I tuoi rapporti con l'editoria.

 

L'editoria … quale piaga! Io ho impiegato quasi dieci anni per trovare delle case editrici che investissero sul mio lavoro, credendo nel mio talento. Se avessi dovuto pagare, come purtroppo molti fanno, non avrei mai pubblicato, non ne riconosco il senso.

Al momento ho rapporti di lavoro con due case editrici, la Eeditrice.com di Genova e la Otma Edizioni di Milano.

 

 

 

Che cosa ti piacerebbe scrivere?

 

Un bel thriller mi intrigherebbe molto! Ma non credo proprio di esserne in grado, non so creare la suspence necessaria.

 

 

 

Scrivere ha cambiato in modo radicale la tua vita?

 

Scrivere è terapeutico, aiuta, secondo me, prima di tutto se stessi. A sfogarsi, a estraniarsi, a stare meglio.

Poi, ovviamente, la mia vita è cambiata perché ora è indirizzata tutta al mio lavoro, allo scrivere, oltre ai romanzi, anche per delle riviste e dei siti internet.

 

 

 

Qualche consiglio per chi ha intenzione di iniziare a scrivere.

 

Leggete molto e non cercate di imitare nessuno, ma createvi uno stile vostro.

Non perdete mai il piacere dello scrivere e, se non riuscite  a pubblicare subito, non buttatevi via vendendovi; se avete del talento verrà riconosciuto prima o poi.

 

 

 

 

 

 

 

 
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