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  Intervista all'autore  »  Intervista a Gaetano Gulisano 14/02/2009
 

L’intervistato è Gaetano Gulisano, che così dice di sé:

 

Gaetano Gulisano nasce a Catania il 21 aprile del 1964. Spirito libero, non completa gli studi per la maturità, intraprende la carriera lavorativa, infine giungendo a quella militare.

Da sempre innamorato del teatro, della poesia, della musica, dell’arte e di tutto ciò che possa essere definito armonico e aggraziato. 

Sostenendo:

“Che tutto ciò che è bello, non obbligatoriamente deve essere utile agli occhi degli uomini, anzi tutto ciò che è bello, per rimanere tale, dovrebbe essere inutile agli occhi della gente, perché utile all’anima.

E, se diventasse utile agli occhi, per forza di cose diventerebbe inutile all’anima.

Quindi del tutto inservibile.” 

In Venezia per lavoro, conosce la moglie Annabella, la quale gli infonde la passione per la lettura e per la montagna e si trasferisce stabilmente in Treviso.

Quest’ultima passione, (non meno della prima) gli pervade l’anima sconvolgendogli l’esistenza; riuscendo a fargli cogliere la vera bellezza di quella rude natura che considerata utile dall’uomo, viene calpestata, distrutta e deturpata in maniera oscena; non lasciandone il giusto godimento all’anima.

Convinto, che la vera montagna non è un luogo fisico, ma un luogo arcano nascosto alla vista dei più distratti e rivelato solo a quelli che riescono a guardare vedendo il bello chiudendo gli occhi e guardando con l’anima e a quelli che tappandosi le orecchie riescono ad ascoltare con l’anima la voce dei monti.

Nel 2005, resta vittima di un incidente stradale, che lo inchioda ad una sedia e lo allontana (anche se per un periodo relativamente breve) dalla montagna, avendo per compagne: la sempre amata e premurosa moglie, le sue letture e il suo computer.

Dunque, fissando lo schermo del pc inizia a scrivere le proprie emozioni, ma non contento, vuole emozionare emozionandosi quindi pubblica queste emozioni nel sito:

www.poetare.it e successivamente apre un blog:

http://gae-cavallopazzo.blogspot.com per poter condividere le proprie emozioni e sensazioni.

 

 

Perché scrivi?

 

Scrivo innanzitutto perché ho scoperto che scrivere, mi da una piacevole sensazione. Vedere le parole che prendono forma su un foglio o sullo schermo del pc, vedere quello spazio bianco che si anima con le fattezze delle mie emozioni, pensare che queste possano emozionare mi fa stare bene e mi invoglia a continuare a farlo. Inoltre, credo che la scrittura dia assuefazione e sono contento di essere un “drogato” e contemporaneamente in qualche modo “spacciatore” di questa droga che è  la scrittura.  

 

 

Alla base di tutte le tue opere c’è un messaggio che intendi rivolgere agli altri?

 

Più che un messaggio come ho già detto, ci sono delle emozioni che mi emozionano che intendo comunicare e condividere, infondo, scrivere credo sia comunicare i propri pensieri per farli conoscere. Non far conoscere i propri pensieri sarebbe come non averli mai pensati. Inoltre, penso che uno scritto è più di chi lo legge che di chi lo scrive. Scrivere qualsiasi cosa e non condividerla, sarebbe come preparare un abbondante e succulenta cena e non invitare nessuno.

 

 

Ritieni che leggere sia importante per poter scrivere?

 

Ritengo che sia fondamentale per chi vuole scrivere, almeno per me lo è. Indubbiamente, non è detto che chi legge molto automaticamente diventi uno scrittore, ma chi intende scrivere non può non leggere e non appassionarsi alla lettura.  

 

 

Che cosa leggi di solito?

 

Di solito leggo i romanzi di Valerio Massimo Manfredi,  i Thriller di Michael Connelly, amo molto le tragedie greche di Sofocle ed Eschilo e la mitologia greca, ho da poco letto i miti greci di Robert Graves. Amo leggere le opere di Shakespeare, come l’Otello, l’Amleto, Romeo e Giulietta e molte volte mi piace rileggere qualche canto dell’inferno della divina commedia.   

 

 

Quando hai iniziato a scrivere?

 

Ho iniziato a scrivere dopo l’incidente, un po’ per la voglia di comunicare le mie emozioni, ma il vero input a scrivere l’ho avuto quando alla morte di mia madre, rovistando tra le vecchie cose esiliate nei cassetti che non si aprono mai, ho trovato un racconto in rime in dialetto siciliano scritto da una mia zia, che ho tradotto in italiano  cercando di metterlo in rime. E scrivendone una commedia.

 

 

I tuoi rapporti con l’editoria?

 

Purtroppo del tutto inesistenti. Ho tentato di pubblicare qualcosa ma ogni volta che inviavo qualcosa a qualche casa editrice, la mail ritornava dopo alcuni mesi con la famosa richiesta di contributo da parte dell’editore o, dicendo che non erano interessate al genere. Al che ho dedotto che probabilmente ciò che avevo scritto non era nulla di eccezionale.

Indubbiamente mi piacerebbe poter pubblicare ciò che scrivo; prima o poi ritornerò sicuramente alla carica magari con cose nuove.  

 

 

Che cosa ti piacerebbe scrivere?

 

Oltre alle poesie che continuo a scrivere, sto tentando di scrivere un romanzo ambientato nel periodo antecedente la prima guerra mondiale, tra la Sicilia e le dolomiti venete, cercando di raccontare la specialità delle persone comuni e stravolgendo personaggi storici, che avrebbero potuto cambiare le sorti del nostro secolo, in un racconto naturalmente fantasioso. 

 

 

Scrivere ha cambiato in modo radicale la tua vita?

 

Più che altro, cambiando (per forza di causa maggiore) il mio stile di vita ho iniziato a scrivere… Come dire, non tutti i mali vengono per nuocere. Quando ero in ospedale, pensavo (per poter superare il trauma soprattutto psicologico) che Dio, menomandomi (spero temporaneamente) l’uso delle gambe, mi aveva dato la possibilità di vedere la vita da un’altra prospettiva. Allora lo dicevo per convincermi e farmene una ragione, oggi penso che non era poi così sbagliato.

 

 

Qualche consiglio per chi ha intenzione di iniziare a scrivere?

 

Non credo di essere adatto a dare consigli, ma sono pronto ad accettarli, anche perché credo di averne un gran bisogno. Comunque, riporto un consiglio che mi diede una scrittrice conosciuta tramite blog:  leggere, leggere, leggere e poi scrivere,scrivere,scrivere ed aggiungo, continuare a leggere, leggere, leggere e scrivere,scrivere, scrivere.

 

 
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