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  Intervista all'autore  »  Intervista a Tinti Baldini 28/02/2009
 

 

L’intervistata è Tinti Baldini, che così dice di sé:

 

 

Io sono nata  nel primo dopoguerra ad  Asti dove ho vissuto fino ai vent’anni. La mia famiglia d’origine, dell’Alta Langa, ha vissuto sulla sua pelle il fascismo

(i miei zii sono martiri di via Tasso e mia nonna è morta giovane in una rappresaglia nazifascista) e mi ha trasmesso ideali di libertà, solidarietà e giustizia di cui la mia vita è intrisa. Mi sono laureata in lettere a Torino e sono vissuta nella cintura fino ad oggi. Ho insegnato in una scuola media per ben quarant’ anni e il rapporto con i ragazzi mi ha dato tanta energia ed enorme piacere…ed ora mi mancano molto. Oggi mi occupo di disabili e di mia madre molto anziana e malata. I miei figli, ormai adulti , hanno la loro vita e io li guardo ballare da soli e ne provo, quasi sempre, gioia. Poi ho una nipotina di due anni di cui sono letteralmente innamorata.

 

 

Perché scrivi?

 

Scrivo innanzi tutto perché in quel momento e poi anche dopo come eco, mi sento bene, mi sento intera davanti allo specchio.

Poi per rivivere e non scordare  ieri, per sentire l’oggi e capire,per allungarmi al domani ed immaginare , sognare  e spesso per esprimere quello che vorrei o avrei voluto,che avrebbe potuto essere insomma.

 

 

Alla base di tutte le tue opere c’è un messaggio che intendi rivolgere agli altri?

 

Si, un messaggio di amore, di condivisione e di solidarietà senza alcun pregiudizio (almeno spero…)

 

 

Ritieni che leggere sia importante per poter scrivere?

 

Come insegnante e come persona ritengo che il libro che diventa cosa tua, quasi una vita parallela, già mentre lo sfogli e lo tocchi, ti consenta di trovare dentro di te molto di quello che scriverai: è pungolo a studiarsi e a liberare il meglio di sé. Riferendomi poi in particolare alla poesia, Lorca, Neruda, l’ermetismo italiano, i poeti francesi come Verlaine ed altri sono stati, per me, la scoperta di sensazioni, emozioni, potenzialità e sogni che non immaginavo fossero possibili.

 

 

Che cosa leggi di solito?

 

Di tutto ,dai saggi ai romanzi ,alle poesie. La mia preferenza va comunque ai versi e ai romanzi in modo particolare di autori sudamericani: ”Cento anni di solitudine” è il Mio libro sul comodino.

 

 

Quando hai iniziato a scrivere?

 

Con i miei alunni, una decina d’anni fa, da sola, davanti al Pc da 5 o 6 anni.

Fin da ragazza mi capitava però di scrivere pensieri su notes ma non li ho conservati tutti.

 

 

I tuoi rapporti con l’editoria.

 

Direi quasi nulli. Tra  poco uscirà una raccolta di mie poesie “vecchie” col titolo “Segni” presso la casa editrice Altromondo.

Penso di pubblicare per il 2010 un’altra raccolta di lavori più recenti .

 

 

Che cosa ti piacerebbe scrivere?

 

Per ora solo  poesia e di poesia (qualche critica a poeti  per esempio…)

 

 

Scrivere ha cambiato in modo radicale la tua vita?

 

Direi di si, nel senso che,ora che sono in pensione, dedico molto del tempo libero a scrivere e ad occuparmi di poesia e sento meno di altri il peso della solitudine, dell’inutilità e dell’età. Mi sento viva e in grado di dare qualcosa agli altri.

 

 

Qualche consiglio per chi ha intenzione di iniziare a scrivere.

 

Trovo estremamente difficile rispondere: credo che ognuno cominci a scrivere quando lo sente, quando quell’ala sulla spalla arriva ….Il consiglio, abbastanza ovvio,  è che ci si deve buttare senza paura perché quel volo è impagabile e si scende sempre più di rado.

 

 

 

 

 

 
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