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  Intervista all'autore  »  Intervista a Domenico Sergi 28/02/2009
 

L’intervistato è Domenico Sergi, conosciuto anche come trimacassi, che così ci racconta di sé:

 

Domenico Sergi, nasce a Roccavaldina, dolce paesino collinare della provincia di Messina.

Due anni di carriera marittima come Allievo Ufficiale di Macchina nella marina mercantile e poi trent’anni come funzionario alle dipendenze delle Industrie Pirelli, tra Milano e Villafranca Tirrena, e varie consulenze aziendali in Thailandia e Venezuela, a fine carriera.

Andato in pensione, ha ripreso a fatica la penna in mano, dopo la ruggine del periodo lavorativo per poi riscoprire le sue vere attitudini, spinto dal cuore e dalla propria vena, che è poi quella che muove la mano e imprime la carta bianca...

Così i primi approcci, con i ricordi degli addii alla Pirelli, col riversare sulla carta l’immenso amore per la propria città (Messina), cui ha dedicato decine di poesie, per decantarne le bellezze; e poi i ricordi che nascono continuamente come funghi, dei tempi andati, degli amici non più raggiungibili, delle persone e dei luoghi sperduti nei meandri della mente, ma sempre presenti e disponibili ad uscire ad ogni piccolo accenno di richiamo.

Vari successi ottenuti in concorsi di poesia, tra primi premi, secondi, terzi e attestati di merito, che non sto qui ad elencare.

Amante della rima e delle assonanze (solo se naturali ed istintive), dello scrivere schietto e senza ermetismi.

 

 

Perchè scrivi ?

 

Scrivere per me, oggi, è come una necessità, è come mangiare e bere, è come …vivere. Non potrei più farne a meno.

 

 

Alla base di tutte le tue opere c’è un messaggio che intendi rivolgere agli altri ?

 

Io scrivo me stesso, quello che sento, come lo vedo, e lo dico a me stesso, e scrivendolo, quindi, anche agli altri, ma come dire, non lo faccio apposta...

 

 

Ritieni che leggere sia importante per potere scrivere?

 

Sicuramente sì. Mi spiego meglio: se leggi, senti anche le campane degli altri, cosa scrivono, come la pensano, e puoi modificare oppure no, i tuoi propositi, i tuoi punti di vista. Se non lo fai, non hai nessun termine di paragone, e rimani così, limitato.

 

 

Che cosa leggi di solito ?

 

Per anni le mie letture preferite sono state quelle archeologiche, dei misteri del mondo, dell’antico Egitto, di Atlantide, di Gesù Cristo, dei Maya, con autori tipo Graham Hancock, Colin Wilson, Robert Buval, per esempio. Queste letture mi appassionavano. Ma allora non scrivevo poesie.

Oggi le mie idee sono un po’ cambiate e così pure i miei interessi letterari. Oggi leggo di tutto, da Camilleri, alle poesie di Melo Freni, siciliano come me; ultimamente I Siciliani, di Natalia Milazzo.

Di tutto e di più...

 

 

Quando hai iniziato a scrivere ?

 

Dopo qualche anno che sono andato in pensione. Prima non mi ricordavo nemmeno di avere queste attitudini, preso com’ero dal fare sistemi del totocalcio, dal giocare a carte, dal tennis e dalle gite di fine settimana. Finché mi ricordai di ‘avere una buona penna’ (agli esami di stato feci tre temi d’italiano, uno per me (8), e due per colleghi (7 e 6,5), e ricominciai quindi a scrivere.

 

 

I tuoi rapporti con l’editoria ?

 

Una volta che ho ripreso a scrivere, l’ho fatto nel modo più tradizionale, piuttosto in rima, in dialetto e in lingua, e mi ritrovai dopo qualche mese con una 50ina di poesie. Parlai con un editore messinese (Armando Siciliano) che le trovò ‘valide’, ma volle un mio discreto contributo per pubblicarle. Come prima volta mi toccò sottostare...Pubblicammo “Ricordando la Pirelli”, circa mille copie(?), a me ne toccarono: 20 circa le omaggiai, le altre trenta le vendetti nelle librerie e cartolerie del mio paese. Lo trovate su Google.

L’anno dopo pubblicai a mie spese (tutte rientrate) un volumetto di poesie intitolato “L’aria di casa nostra”. L’anno scorso un altro a mie spese, di poesia “Quando il tuo cuore canta...lascialo cantare” tutt’ora in libreria, tra Messina e Villafranca.

Ed ancora sotto quest’ultimo Natale, Armando Siciliano, questa volta senza richieste di contributi, che non avrebbe ottenuto!, mi ha pubblicato “Il fascino della nostra sicilianità” una elencazione di circa 900 tra proverbi, modi di dire, battute, freddure, cantilene, tipiche della parlata ‘messinese’, che hanno il solo obiettivo di non fare disperdere la peculiarità del nostro tipico modo d’esprimerci. Anche questo è su Google.

 

 

Che cosa ti piacerebbe scrivere ?

 

Ho in serbo (computer) oltre 100 poesie inedite e ne continuo a produrre…

Ho già due libri di racconti scritti :

- “Profumi di ieri mattina, tra Messina e Roccavaldina” spaccati di vita sociale nella Messina degli anni ’50.

- “In giro con gli anni miei” brevi racconti, in giro per il mondo, della mia vita, tra gli anni ’60 e ’90.

Ho cominciato da poco a spedirli a vari editori. Vedremo...

 

 

Scrivere ha cambiato in modo radicale la tua vita ?

 

Direi di sì. Oggi non ho più tempo, e quando ne ho (finché avrò la mente serena, ed i miei familiari che favoriranno i miei atteggiamenti) scrivo poesie, racconti, e tutto quello che passa per la mia mente, ispirando il mio cuore, e i miei sentimenti.

 

 

Qualche consiglio per chi ha intenzione di iniziare a scrivere ?

 

Non so darne. Io sono sempre stato un autodidatta. Non ho avuto maestri, né consiglieri, ho seguito il mio istinto, il mio cuore, e debbo dire, che pur sbagliando tante volte, ho corretto la mia rotta, ho cambiato lo stile, penso ammodernandolo, ho letto tanto nel Club dei poeti, e mi sono creato una mia personalità letteraria.

 

 
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