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  Intervista all'autore  »  Intervista a Cesarina Bo 06/06/2006
 

L'intervista è a Cesarina Bo, torinese classe 1956, narratrice da soli 7 anni.

 

 

 

Perché scrivi?

 

Scrivere è un modo per evadere dall'ordinarietà quotidiana, per giocare con le parole e la fantasia. Tempo fa, in un tautogramma scherzoso, risposi così ad una domanda analoga: “Pertanto pratico parole particolari per perdermi per paradisiaci posti”.

 

 

 

Alla base di tutte le tue opere c'è un messaggio che intendi rivolgere agli altri?

 

No, non scrivo per mandare messaggi agli altri o, almeno, non è quello che mi propongo quando mi metto a scrivere. Credo, però, che i miei racconti facciano riflettere su alcuni temi della vita che, sovente, ricorrono nei miei lavori.

 

 

 

Ritieni che leggere sia importante per poter scrivere?

 

Sì, leggere è importante, ma non solo per poter scrivere.

 

 

Che cosa leggi di solito?

 

Vado pazza per i gialli che, letteralmente, divoro. Poi leggo narrativa in genere: da Buzzati a Carver, da Baldini a John Fante.

 

 

 

Quando hai iniziato a scrivere?

 

Ho iniziato a scrivere tardi, attorno ai quarantacinque anni.

 

 

 

I tuoi rapporti con l'editoria.

 

Ho un'unica esperienza a livello editoriale con l'Excogita di Luciana Bianciardi, figlia del famoso scrittore Luciano Bianciardi e questa esperienza è stata positiva.

 

 

 

Che cosa ti piacerebbe scrivere?

 

Un romanzo, anche se il “lungo” mi spaventa: sono impaziente e quando inizio un lavoro mi faccio prendere “dall'ansia da conclusione”…

 

 

 

Scrivere ha cambiato in modo radicale la tua vita?

 

No, assolutamente. Però l'ha migliorata e riempita. E mi ha dato delle soddisfazioni.

 

 

 

Qualche consiglio per chi ha intenzione di iniziare a scrivere.

 

Scrivere è una sorta di necessità, quindi bisogna assecondarla senza farci su troppi ragionamenti o troppi calcoli. Quando qualcosa ci colpisce l'unico consiglio che do è quello di scrivere, scrivere, scrivere…

 

 

 

 

 
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