Area riservata

Ricerca  
 
Cookies Policy  
 
Diritti d'autore  
 
Biografia  
 
Siti amici  
 
News  
 
Bell'Italia  
 
Il cerchio infinito  
 
Canti celtici  
 
Poesie  
 
Racconti  
 
Scritti di altri autori  
 
Editoriali  
 
Recensioni  
 
Libri e interviste  
 
Intervista all'autore  
 
Letteratura  
 
Freschi di stampa  
 
Il mondo dell'editoria  
 
Fotografie  
 
Le Agenzie Letterarie  
 
 
 

  Intervista all'autore  »  Intervista a Federico Marsili 22/07/2006
 

L’intervista è a Federico Marsili, classe 1965, nato a Tradate (VA), ma ora residente a Limido Comasco (CO). Poeta sensibile, ha ottenuto diversi riconoscimenti in concorsi letterari; inoltre è conosciuto anche per essere il dominus della TA.TI. Edizioni.

 

 

 

Perché scrivi?

 

I motivi che mi hanno spinto a scrivere sono stati molti e diversi. Un bisogno di sfogare la rabbia e il dolore, che solo la poesia poteva indirizzare, impedendo la mia autodistruzione.

Scrivere mi permette di comunicare gli stati d’animo, le emozioni e le sensazioni che provo, mi dà la possibilità di fermare i momenti che vivo e creare realtà immaginarie, in cui operano personaggi inventati, che però, nella mia mente, sono realissimi e vivi. Lo scrittore e il poeta sono illusionisti capaci di trasmettere messaggi con storie inventate, che si concretizzano solo nella mente dei lettori e degli autori.

La narrativa, in molti casi, mi dà l’occasione di creare mondi diversi e di viverci per le ore che mi dedico alla scrittura

 

 

 

Alla base di tutte le tue opere c’è un messaggio che intendi rivolgere agli altri?

 

Non ci sono messaggi particolari nelle mie opere. Nelle mie opere, anche in quelle di fantasia, c’è una forte componente autobiografica; tutte si basano o descrivono fatti della mia vita. Forse l’unico messaggio che vorrei trasmettere è di essere sempre se stessi, di fermarci un attimo, guardare in faccia la nostra anima, nel bene e nel male, e accettarci per quello che siamo. Oggi si trovano tutte le scappatoie possibili per fuggire da se stessi, tutte le distrazioni sono utili per non fermarci a capire chi siamo e cosa vogliamo. Trovarsi faccia a faccia con i nostri demoni, le nostre debolezze, le paure, i difetti non è simpatico, ma è necessario per essere liberi. 

 

 

 

Ritieni che leggere sia importante per poter scrivere?

 

Leggere è fondamentale per uno scrittore, perché oltre ad apprendere le varie tecniche e stili, dà spunti di riflessione e idee per nuovi lavori.

 

 

Che cosa leggi di solito?

 

Leggo dalla poesia alla saggistica, scrittori americani, russi, francesi del IXX e XX secolo. Non vado pazzo per i romanzi fantasy o i thriller, anche se per lavoro devo leggerli.

 

 

Quando hai iniziato a scrivere?

 

Nel 1987.

 

 

I tuoi rapporti con l’editoria.

 

I miei rapporti con l’editoria non sono stati idilliaci, per questo, alla fine, ho deciso di fondare una casa editrice.

 

 

Che cosa ti piacerebbe scrivere?

 

Non ho desideri particolari. In questo momento, vorrei solo pubblicare un romanzo che ho scritto nel 1996 e che, a causa d’altri impegni, non riesco a pubblicare. Scrivo quello che voglio, non ho desideri particolari, vorrei solo avere il tempo.

 

 

Scrivere ha cambiato in modo radicale la tua vita?

 

Scrivere mi ha salvato la vita e ancora adesso è un grande stimolo ad andare avanti.

 

 

Qualche consiglio per chi ha intenzione di iniziare a scrivere.

 

Mettetevi in gioco, senza pudori, leggete i classici e cercate di carpire i trucchi e i segreti. Continuate a scrivere, rileggere e riscrivere. Quando scrivete, non datevi tempi e trame troppo precise: le idee migliori, spesso, c’entrano poco con quello che avevate in mente di fare. Lasciate aperte tutte le soluzioni e non costringetevi a scrivere. Credete in quello che scrivete. Preparatevi ai rifiuti e non abbattetevi. Alla fine chi l’ha dura la vince.

 

 

 

 

 

 

 

 
©2006 ArteInsieme, « 09325030 »