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  Intervista all'autore  »  Intervista a Gabriella Cuscinà 27/07/2006
 

 

L’intervista è a Gabriella Cuscinà, trapanese di nascita, ma palermitana per residenza. Insegna lettere in una scuola media statale ed è autrice di diverse poesie e racconti, nonché di due romanzi:  Elena a New York (Solid, 2002) e Le industrie del latte (Cicorivolta, 2006).

 

 

 

Perché scrivi?

 

Perché è un bisogno della fantasia. Come se non riuscissi a tenerla imbrigliata e allora mi diverto tantissimo a lasciarla vagare e ainventare storie e racconti. Addirittura riesco a prestare orecchio ai discorsi delle persone che conversano tra di loro e si raccontano le loro faccende, senza accorgersi di essere ascoltati da me. Poi rielaboro ciò che ho udito, se è qualcosa d’interessante, ricostruisco, invento e ne faccio una novella. Lo so, in questo caso sono impicciona e non dovrei, ma la gente è formidabile e l’umanità non conosce a fondo le sue mille potenzialità.  

 

 

Alla base di tutte le tue opere c’è un messaggio che intendi rivolgere agli altri?

 

 

Sì, tanto è vero che ho scritto anche racconti per i miei alunni.

 

 

Ritieni che leggere sia importante per poter scrivere?

 

E’ fondamentale. Dietro ogni scrittore c’è sempre un buon lettore.

Sebbene Doroty Parker  dicesse che “scrivere è l’arte di saper adattare il sedere alla sedia”.

 

 

Che cosa leggi di solito?

 

Romanzi d’amore, d’avventura, gialli, saggi, testi scolastici, di tutto e di più.

 

 

Quando hai iniziato a scrivere?

 

Nel 2000 perché nel ’99 è morta mia madre e mio marito mi regalò un computer per farmi distrarre. Fu amore a prima vista e per sempre. Capii che potevo sbrigliare la mia fantasia e non piangermi addosso.

 

 

I tuoi rapporti con l’editoria.

 

Per il primo romanzo:”Elena a New York” non sono stati buoni.

Sono stati molto buoni con la Cicorivolta edizioni.

 

 

Che cosa ti piacerebbe scrivere?

 

Un best seller. E poi tanti altri romanzi di vario genere. Mi piace molto anche scrivere racconti sul paranormale.

 

 

Scrivere ha cambiato in modo radicale la tua vita?

 

L’ha cambiata nel senso che ho un passatempo impareggiabile.

Per il resto no, non l’ha cambiata.

 

 

Qualche consiglio per chi ha intenzione di iniziare a scrivere.

 

Non darsi mai per vinto e cercare un buon editore che, soprattutto, abbia un buon correttore di bozze ovvero curi molto l’editing.  Poi naturalmente credere in ciò che si vuole comunicare e riuscire a scriverlo senza fronzoli, ma con abilità narrativa.

 

 

 

 

 

 

 

 
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