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  Libri e interviste  »  L'intervista di Giuseppe Iannozzi a Chiara Sorrentino, autrice di La fenomenologia del gossip, edito da Il Foglio 01/07/2012
 

Chiara Sorrentino

Fenomenologia del gossip

a cura di Iannozzi Giuseppe

 

Paul McCartney è morto, Jim Morrison è vivo e altre leggende metropolitane

 

 

1. Il gossip. Il pettegolezzo. Le riviste patinate che ficcano il naso nei fatti privati dei Vip. Par proprio che la civiltà, sin dalla notte dei tempi, non possa far a meno delle chiacchiere, delle malelingue. Tu, Chiara Sorrentino, hai scritto un saggio, Fenomenologia del gossip. Paul McCartney è morto, Jim Morrison è vivo e altre leggende metropolitane, per le Edizioni Il Foglio di Gordiano Lupi.
Quale esigenza ti ha spinta a scrivere questo saggio non poco ricco di curiosità, però svestite di quell'aura patinata che di solito gli viene appiccicata addosso?

Da un lato volevo capire come mai al giorno d'oggi, nonostante gli enormi progressi compiuti nel mondo della fisica, della medicina e della scienza in generale, molta gente creda ancora fermamente a leggende apparentemente del tutto irrazionali. Dall'altro lato mi interessava indagare l'enorme interesse che i pettegolezzi riguardo a personaggi famosi, e le riviste di gossip suscitano nella maggior parte delle persone. Ogni giorno la macchina del gossip produce nuovi contenuti che vengono diffusi attraverso i mass-media e che mi forniscono continui spunti su cui riflettere e scrivere, e tra i fenomeni più recenti a cui stiamo assistendo vi è anche quello della spettacolarizzazione della cronaca, soprattutto di quella nera. Tragedie private come l'assassinio di Sarah Scazzi e di Melania Rea vengono trasformate, attraverso alcuni programmi televisivi, in grottesche soap opera incentrate sulle povere vittime e sui cruenti dettagli del loro delitto. Tuttavia sarebbe troppo facile far ricadere tutta la colpa esclusivamente sui mezzi di comunicazione, perché l'origine del meccanismo di spettacolarizzazione del dolore altrui, va invece cercato tra il pubblico, in quanto la televisione, oltre al dovere di cronaca, cerca di offrire contenuti che vanno incontro ai gusti dello spettatore. E occorre purtroppo ammettere che in molti fruitori dei principali sistemi di informazione esiste una certa dose di morboso voyeurismo.

2. Il gossip dà sfogo a un bisogno sociale, positivo o negativo? C'è chi fa il gossipparo di professione, talvolta inventando di sana pianta delle notizie senza fondamento alcuno e che però attraggono il pubblico. C'è chi ha fatto del fare gossip un vero e proprio mestiere riuscendo a riempirsi, sulla pelle altrui, ben bene le tasche.

Sì, è vero, nonostante la crisi dell'editoria che ha visto chiudere quotidiani storici, la vendita di riviste di gossip non accenna segnali di arresto. Anzi, ogni anno salta fuori sempre qualche nuovo magazine. Ci sono direttori di riviste di gossip – spesso molto presenti anche sul piccolo schermo – che hanno fatto la loro fortuna rivelando inediti pettegolezzi di questo o quell'altro vip. Tuttavia il focus – ci tengo a sottolinearlo – non è tanto su chi li diffonde, quanto piuttosto su coloro che non vedono l'ora di venirne a conoscenza…

3. Nel tuo saggio sostieni che neanche un eremita sarebbe esente da alcune chiacchiere sulla sua scelta di vita. Credo sia vero. Nessuno di noi è esente dal pettegolezzo: lo facciamo circolare e lo subiamo. Perché?

Perché è una caratteristica sociale assolutamente insita nel genere umano e legata alla reputazione. Per tutti noi ciò che facciamo, anche individualmente e privatamente, non può mai dirsi completamente slegato dal resto della società. Siamo animali sociali e comunicativi, e comunichiamo anche quando non lo vogliamo.

4. Paul is dead. E' una delle tante leggende che vorrebbero Sir McCartney morto nel 1966. Il Paul di oggi, secondo alcuni amanti del gossip, sarebbe un sosia. In ogni caso un sosia di gran talento. Secondo Wired, la leggenda che Paul non sia Paul, potrebbe essere vera. Qualcuno, avvalendosi dell'antropometria e della craniometria, basandosi solamente su delle foto però, sostiene che la fisionomia del Paul McCartney di oggi è a dir poco amletica. Nel tuo saggio ne parli in maniera piuttosto diffusa. Il 18 giugno Sir Paul compirà 70 anni

Qualsiasi sia la verità siamo di fronte ad un musicista eccezionale, ad un mito che ha fatto la storia della musica e non solo. Per cui, sia che si tratti di Paul McCartney che del suo sosia: complimenti e buon compleanno!

5. Tra le altre leggende dure a morire, almeno due, nonostante gli anni, godono di una intaccabilità più unica che rara: Elvis Presley sarebbe vivo e vegeto e Jim Morrison pure. E noi italiani, pure noi abbiamo una leggenda dura a morire: a distanza di anni si parla ancora della pornostar Moana Pozzi. Qualche fan è sicuro che la star abbia cambiato identità e che la sua morte sia stata tutta una montatura.
Perché i fan non accettano che i loro idoli sono, al pari di noi gente comune, dei mortali punto e basta?

Perché i sogni non si possono infrangere. La vita è già troppo crudele di per sé, per cui l'uomo se può trovare senza troppa fatica una via per sfuggire dalla realtà nuda e cruda lo fa. E non escludo che a breve possa sorgere un'analoga leggenda anche in merito a Whitney Houston.

6. Ray Manzarek ha raccontato la sua personale teoria al quotidiano britannico Daily Mail in questi termini: «Jim era un'anima inquieta, era sempre in cerca di qualcosa di diverso nella vita, e anche sei anni di successo e di eccessi con i Doors non erano abbastanza per lui». Un anno prima di morire, Morrison mostrò ai suoi compagni una brochure delle Seychelles e disse: «Non sarebbe un luogo perfetto per fuggire, mentre tutti pensano che sei morto?». Al tempo Manzarek non ci diede molto peso. Poi Re Lucertola morì: «La mia prima reazione fu che la morte di Jim era solo un'altra chiacchiera da Rock'n'Roll». Manzarek seppe della morte di Jim mentre si trovava in California. Il manager del gruppo, Bill Siddons, fu subito spedito a Parigi per scoprire la verità. Troppo tardi, però, perché Morrison era già stato sepolto da quattro giorni presso il cimitero parigino di Pere Lachaise. Nessuno ha mai esaminato la salma del cantante. La bara fu sigillata subito dopo la morte del frontman dei Doors. Ray Manzarek conclude così: «Mi chiedo sempre se la sua morte sia stata una raffinata messa in scena».
C'è la volontà, non poco sibillina, anche da parte di chi è vittima dei gossip, di tenere in vita le chiacchiere. Manzarek oggi dichiara che la morte di Jim potrebbe essere stata una raffinata messa in scena; Paul, quando si parla della leggenda PID, glissa le domande dei giornalisti o, al limite, dà delle risposte insoddisfacenti che però contribuiscono non poco ad alimentare la leggenda intorno alla sua persona.

É bello sognare e fantasticare, ma se si guarda in faccia la realtà, la prima parola che viene in mente è marketing, e la seconda è denaro. Purtroppo, se la leggenda metropolitana nasce quasi sempre dai desideri romantici e originali dei fan, il vip può poi marciarsi sopra sia per accrescere il mistero, ma soprattutto per accrescere la sua fama e garantirsi un posto fisso nel firmamento delle star.

7. Anche Michael Jackson sarebbe vivo! Stranamente ma non troppo, le rockstar, i Vip che muoiono in età più o meno giovanile, vengono presto mitizzati e resi degli immortali. Come te lo spieghi?

Micheal Jackson, Marylin Monroe, James Dean, John Lennon, Kurt Cobain, Freddie Mercury, Lady Diana: tutti morti giovani e all'apice del successo, e la lista di altri vip dal destino affine annovera ancora molti altri nomi. La mia idea al riguardo è precisa. Una morte prematura, violenta e dai contorni oscuri, come ad esempio nel caso della Monroe (ancora si discute se si sia trattato di omicidio o suicidio) contribuisce certamente ad accrescere il mito e a far nascere un aura mitica di destino spezzato troppo presto e con troppa sofferenza, ma il germe del mito deve essere già insito nella persona. Al pari di loro ci sono tanti altri personaggi morti prematuramente che però non occupano un posto nella storia, così come ci sono altri vip che sono dei miti viventi. Il mito è un personaggio che sa arrivare al cuore della gente, non solo per la sua arte, ma anche e soprattutto per la sua grande carica emotiva e la sua fragilità che lo rendono un mito umano, e per tale motivo un mito assoluto.

8. Il gossip non è a solo appannaggio dei Vip, esiste difatti un gran numero di leggende metropolitane. Qual è lo scopo della leggenda metropolitana, come si origina e si diffonde?

Non voglio svelarlo, vi lascio gustare le pagine del mio libro per scoprirlo.

9. Prima di Internet, i gossip erano perlopiù portati su diverse riviste patinate: ad esempio, chi ieri voleva sapere dell'ultimo flirt di Marilyn Monroe, per forza di cose, doveva aspettare che uscissero i giornali in edicola. Oggi non più. La vita privata è stata quasi del tutto annullata: siamo dunque tutti delle potenziali vittime del Grande Fratello, ovvero di Internet?

In Internet la propria privacy è sempre a repentaglio, e l'utente non sempre ha i mezzi per salvaguardarla. È un po' come il discorso dell'eremita. Ogni giorno sento persone che si lamentano perché una loro foto, una loro partecipazione ad un evento, o una loro dichiarazione neanche troppo pubblica è finita in rete in qualche blog, sito o social network senza che loro ne fossero conoscenza, e tantomeno che ne avessero dato il permesso. Questo è il risvolto meno piacevole dell'avanzamento tecnologico che noi stessi abbiamo voluto. Le macchine dispongono dei nostri contenuti e dei nostri fatti privati più di quanto vogliamo e più di quanto avessimo mai pensato. Che il film Matrix in realtà si riferisse a questo, quando mostrava come le macchine ci tenessero in pugno, e ci facessero vivere in una forma di immaginazione controllata?

10. Chiara Sorrentino, le tue conclusioni, in merito alla fenomenologia del gossip, quali sono?

Anche queste ve le lascio scoprire nel libro, e nel sequel a cui sto lavorando!

BIOGRAFIA

Chiara Sorrentino - Nata nel 1987 a Carpi (Mo), dove tuttora risiede. Laureata in Scienze della Comunicazione e dell'Economia, appassionata di media e fenomeni sociali, sta approfondendo ulteriormente la sua formazione con una laurea in Pubblicità, Editoria e Creatività d'Impresa presso l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Giornalista freelance per il settimanale Tempo, e telegiornalista per TvQui, si occupa prevalentemente di cronaca bianca, arte, cultura e moda.

Fenomenologia del gossip – Chiara Sorrentino – Edizioni Il Foglio – collana Saggi – ISBN 9788876063459 – pg 180 – € 15,00

 

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