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  Libri e interviste  »  L'intervista di Katia Ciarrocchi a Frank Cappelletti, autore del romanzo Al di là dell'estremo, edito in proprio 02/06/2013
 

Intervista di Katia Ciarrocchi a Frank Cappelletti autore di Al di là dell’estremo

 

 

Al di là dell’estremo è il romanzo d’esordio di Frank Cappelletti, l’autore affronta la pubblicazione di proprie tasche invece della lunga prassi qual è l’editoria e i tanti rifiuti, conoscenze e quant’altro si cela nel dentro di un meccanismo ormai complesso per chi si avvicina alla scrittura.
Partiamo da qui: Perché la decisione di auto pubblicarsi?

La decisione di auto pubblicarmi è semplice CHI è IL MATTO CHE SPENDE SOLDI PER UNO SCONOSCIUTO?
Veramente ero stanco di vedere sul pc l’icona del romanzo, faccio parte di un associazione di scrittori del Piceno, a loro ho chiesto come fare per rendere “cartaceo” ciò che avevo scritto.

- Al di là dell’estremo un titolo impegnativo che apre le porte a molte interpretazioni, da dove nasce?

Il titolo nasce fondamentalmente dall’ultimo giocatore che viene schierato in una squadra di rugby,appunto l’estremo.
al di là di esso c’è la meta. Ma non è tutto qui, secondo me spingersi al di là dell’estremo è andare oltre i propri limiti, resistere fino all’ultimo per portare avanti un idea, se stessi o qualcuno a cui tieni.

- Se tu fossi il narratore di te stesso come ti descriveresti per farti conoscere?

Mi è veramente difficile descrivermi. Se si scorrono le pagine del racconto si può scoprire molto di me, in sintesi direi un simpatico irascibile rompi palle!
Amo molto la lettura e ho cominciato a scrivere da ragazzino ma senza l’intenzione di diventare qualcuno. Ho pubblicato una storia a fumetti in Svizzera e in Francia con Paquet edition e poi un compendio sul Qi gong (un manuale sulla respirazione ed energia interiore) sul sito “Semplifica.com”.
Le discipline di respirazione sono una delle mie passioni. Il rugby e il pugilato la mia religione.

- Cosa ti aspetti da “Al di là dell’estremo”? O meglio cosa sogni dopo questo primo libro?

I Sogni riposti in “Al di là dell’estremo” sono vari, ovviamente che piaccia, anche se non sono uno scrittore, inutile fregiarsi di titoli, spero che piaccia soprattutto agli amici, alla squadra dove milito i gloriosi BeeRbanti old rugby di Ascoli Piceno e forse con una vena malcelata di egocentrismo che chi lo legge possa portarne un pezzetto dentro per spingersi oltre il suo limite!

- Alain Elkann, scrittore e giornalista, ha detto: “Chi ha letto dei libri e ha il gusto della lettura certamente si trova meglio di chi non li ha letti, perché leggere libri è come laurearsi continuamente, come continuare ad andare avanti, a studiare, a conoscere, nulla ti insegna più dei libri.
Credi sia fondamentale leggere per divenire un buono scrittore?

Concordo pienamente con quello che dice Elkann, la lettura è una delle cose fondamentali che un uomo deve fare nella vita, la ritengo un metodo ottimo per la crescita spirituale e intellettiva. un libro ti può dare molto, una singola frase, può farti scattare un meccanismo dentro e migliorarti.
Non credo che la lettura però ti faccia diventare un bravo scrittore, certo che ti aiuta tantissimo, ma scrivere bene è un altra cosa.
E poi scusa con tutti i libri che ho letto a quest’ora ero il nuovo Hemingway.

- Quali libri credi fondamentale leggere?

Libri fondamentali da leggere? Un infinità! Posso dire quelli che mi sono importanti per me: “Festa mobile” di Hemingway (per me Hemingway è quasi dio!), “I misteri della jungla nera” di Salgari – a lui devo veramente tanto, mi ha insegnato a sognare -,”Uno nessuno centomila” di Pirandello la descrizione che fa dei personaggi è unica e “Sole e acciaio” di Mishima, perchè Mishima è Mishima!!!

- Svevo nella sua “ Coscienza di Zeno” parla di scrittura come mezzo per arrivare al fondo complesso del proprio essere,e quindi per capire meglio se stesso.
Credi nella scrittura come forma di terapia? Perché?

Certamente, la scrittura è una forma di terapia. Un foglio bianco e tu l’unico padrone dello spazio in cui sprizzare gioie o vomitare dolori penso che sia il “Freud a poco prezzo. Anche se io ho un altro metodo un po’ più dispendioso: contro l’ansia e la rabbia, prendo a cazzotti il computer. Purtroppo si è fatto furbo anche lui e schiva i miei pugni come marvin hagler.

- Nel tuo romanzo parli di vita, amicizia, amore, morte e vita oltre la vita in pochissime parole qual è
Il messaggio che vuoi trasmettere al lettore?

Ciò che vorrei arrivasse al lettore è quello di non arrendersi mai, che ogni cosa “grana” che ti può capitare non è mai definitiva e vale sempre battersi fino alla fine, la vita è veramente un bene unico e andrebbe nutrita di continuo.

- Qual è la più grande aspirazione di Frank Cappelletti? O meglio cosa vuoi fare da grande?

La mia più grande aspirazione? Mah una volta era quella di diventare un rapinatore di banche ma poi ho mollato, sono più brave loro.
A parte gli scherzi la mia più grande aspirazione è ottenere una vita più serena, forse sarò banale ma è così, per il resto ho già tutto: due figli fantastici, una compagna meravigliosa e amici veramente fuori dal comune.

 

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