Area riservata

Ricerca  
 
Cookies Policy  
 
Diritti d'autore  
 
Biografia  
 
News  
 
Bell'Italia  
 
Canti celtici  
 
Il cerchio infinito  
 
Poesie  
 
Racconti  
 
Scritti di altri autori  
 
Editoriali  
 
Recensioni  
 
Libri e interviste  
 
Intervista all'autore  
 
Letteratura  
 
Freschi di stampa  
 
Il mondo dell'editoria  
 
Le Agenzie Letterarie  
 
Fotografie  
 
 
 

  Libri e interviste  »  Black Notes, di Roberto Estavio - Edizioni Magnetica - Renzo Montagnoli intervista l'autore 18/02/2007 18/02/2007
 

Roberto, in questi giorni è stato edito da Magnetica Edizioni il tuo primo libro: Black Notes.

Vuoi parlarci del suo contenuto?

 

Parla di un vissuto quotidiano di un individuo palesemente schizofrenico, tormentato intimamente dalla perenne alternanza di impulsi e sentimenti contrastanti.

Dilaniato dalla noia derivante da piatte relazioni familiari ancorché da mediocri esperienze lavorative, il protagonista fugge ogni qual volta si trovi ad affrontare alla radice il suo "male di vivere" e si rifugia meschinamente sotto la rassicurante campana di vetro degli "alibi".

Rimanda sistematicamente qualsiasi decisione (lavoro, salute, affetti), e non riesce a riporre sufficiente fiducia nei consigli che gli vengono da coloro che gli stanno accanto, ai quali per altro egli stesso richiede ossessivamente sostegno ed aiuto. Rifiuta il progresso ma nel contempo detesta pure gli atteggiamenti troppo tradizionalisti e conservatori e trova spesso rifugio nell'irrefrenabile istinto alla scrittura ma purtroppo sovente anche nei concilianti ma deleteri fumi dell'alcool.

Crede di ritrovare finalmente slancio e vitalità  frequentando gli ambienti dei"centri sociali" stimolato nostalgicamente dalla rievocazione di vetusti, per quanto carismatici, totem politici.

In realtà non fa altro che cercare di fare intravedere un "varco" al tortuoso percorso della sua sostanziale e profonda anarchia cerebrale


Il tuo editore lo ha definito un romanzo sperimentale. Perché?

 

 

Si può definire un flusso di pensieri che si fa romanzo…è una serie di frammenti volutamente disorganici e sgrammaticati, sono presenti monologhi dialettali, si fa riferimento al parlato di una persona malata di Alzheimer e vi è l'innesco discorsivo e colloquiale non privo di note dialettali.

 

Intendi lanciare un messaggio con questa tua opera e, se sì, quale?

 

Il libro è un messaggio implicito: ritroviamo la com-passione (in senso etimologico).

 

 

Progetti per il futuro, ovviamente limitati al campo letterario?

  

Un libro sulla scuola vista come sistema e un giallo dove vi sono tre donne e le loro storie come protagoniste.

 

 

Grazie, Roberto per tutti i chiarimenti relativi a questo tuo primo libro, con l'augurio che possa essere un successo.

        

 

 

 

 
©2006 ArteInsieme, « 09703645 »