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  Libri e interviste  »  Le vele di Astrabat, di Antonio Messina - Edizioni Il Foglio - Renzo Montagnoli intervista l'autore 08/09/2007
 

Intervista ad Antonio Messina, autore del romanzo Le vele di Astrabat, edito da Il Foglio.

 

La Memoria dell’acqua è una raccolta di racconti del genere fantasy, anche se del tutto atipica predominando l’aspetto filosofico. Le Vele di Astrabat   è invece un romanzo di fantascienza. Questo tuo vagabondare nei campi dell’immaginario, pur se con finalità rivolte al reale e al presente, sta diventando una tua peculiarità. Al riguardo, ci vuoi dire qualche cosa di questo Le vele di Astrabat, magari esponendoci anche una breve sinossi?

 

Il mio vagabondare nel regno dell’immaginario, l’elevarsi, cercare segni tra le scie del cielo, mi ha permesso di vivere.  E’ semplicistica la mia affermazione, ma non trovo altre parole.  Questa vita vissuta nel “materiale”… bramosia, denaro, arrivismo mi procura conati di vomito, mi confonde, ottunde i sensi; ecco dunque che entra in gioco la volontà, il senso dell’infinito, il dilatarsi dell’anima, aspira a migrare alla ricerca di altre certezze, di spazi incontaminati, sogni inviolati, altre definizione dell’essere, altre scie di luce. Siamo parte del nostro passato, frammenti di un tempo andato, pezzi d’universo, storie già scritte, immagini sbiadite di una pellicola già incisa: amo il sogno, la libertà del pensiero, e odio l’ipocrisia, la falsità, la decadenza di questo tempo che illude, confonde, uccide. Questa volta il mio vagabondare si è fermato ad Astrabat, il pianeta di Sabbia e Ombre, dove un vento miracoloso interagendo con le cellule riesce a rigenerarle, permettendo agli uomini di rinascere: l’immortalità dunque? Ma la storia parte dall’inizio, con gli elementi che si uniscono, quelli leggeri che formano i Cerchi di Luce Energetica, e quelli pesanti che creano le Terre del Sole Pallido. Ma come spesso accade, tutto si complica, i due popoli si scontrano per la supremazia del territorio, il bene e il male a lottare, l’amore che cerca di colmare il vuoto creato… uno dei protagonisti, Otlan l’illuminato che prova a salvare il suo amore, per il mondo e la sua donna, Atzelil , e poi… Neilos, il guardiano delle stelle, colui il quale è stato inviato ad Astrabat per annullare il programma dei Migranti. Non è poi così complicato, basterà lasciarsi andare, aggrappati all’albero maestro degli Zefir, i grandi Velieri che solcano i cieli siderei.

 

 

Nelle tue opere c’è sempre un messaggio di carattere filosofico e non manca ovviamente anche in questo tuo ultimo lavoro.

Ci vuoi spiegare come vedi la vita reale e come vorresti invece fosse?

 

Ho risposto già alla tua domanda, in epilogo. Vorrei un mondo migliore, un respiro diverso, pace, giustizia,  altra definizione di bellezza, ma… semplicistica anche questa come risposta, anche se non trovo altre espressioni. Gli uomini complicano tutto: basterebbe togliere sempre qualcosa, per creare e poi costruire, amare ed essere felici, naturalmente quella felicità fittizia che appartiene agli esseri come noi, frammenti di un tempo folle, che confonde e ci illude.

 

 

Anche Le vele di Astrabat è edito da Il Foglio di Piombino. C’è un motivo particolare per cui hai scelto questa casa editrice?

 

Una delle poche realtà editoriali che riconoscono la qualità e non chiedono contributi: nel pantano letterario italiano è un fatto rilevante.

 

 

Abbiamo scritto prima che le tue opere sono una sorta di proiezione onirica, escursioni ampie e articolate nel mondo dell’immaginario. Non hai mai scritto nulla, invece, sul filo della memoria, cioè su eventi che riallacciano il passato al presente? Con l’occasione, considerato che sei anche alla tua terza pubblicazione, ci potresti indicare i tuoi programmi, ovviamente letterari, per il futuro? 

 

Mi pare che si scriva, in Italia intendo, anche troppo di storie che viaggiano sul filo della memoria, avanti e indietro nel tempo a cercare passioni, amori, ingiustizie, tutto legittimo, tutto perfettamente letterario, ma io ho necessità di dilatare i pensieri, estenderli, ho la necessità del viaggio alla scoperta di altre definizioni dell’essere, mondi che non si palesano nella realtà tangibile, ma che comunque vivono , forse tra le stelle, o forse nei recessi più profondi della nostra memoria: sempre il solito dramma, il non sapere chi siamo e da dove veniamo. Le prime letture giovanili, inoltre, hanno formato il mio “ senso letterario”, nato per volere del fato, che decide il destino dei poveri mortali. Il futuro è pura astrazione e come tale non è programmabile, almeno per me; vorrei ancora raccontare storie, sognare e far sognare, forse per dimenticare un attimo le brutture dell’esistenza: serve anche a questo la letteratura.

 

Grazie per la disponibilità e le risposte puntuali ed esaurienti e auguri per un successo addirittura superiore a quello che hai ottenuto con La memoria dell’acqua.

 

Le vele di Astrabat

di Antonio Messina

Edizioni Il Foglio

Pagg. 115

ISBN: 9788876061578

Prezzo: € 10,00

 

 

 

COME ORDINARE

 

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