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  Libri e interviste  »  Fabio Barcellandi e Parole Alate, edito da Cicorivolta. 27/06/2008
 

Intervista a Fabio Barcellandi, autore della silloge Parole Alate, edita da Cicorivolta Edizioni.

 

L'intervistato è Fabio Barcellandi, nativo di Brescia e residente a Ospitaletto (BS); dal 2003 impegna il tempo libero scrivendo poesie e racconti, partecipando saltuariamente a qualche concorso letterario e riscuotendo discreti successi. Sue poesie e suoi racconti sono on-line sui siti Poetare.it, Impulsesart.it, sul forum della Writers Magazine Italia (WMI), ma anche su altri portali nazionali: Opposto.net, Balbruno.altervista.org che lo ospitano. Un primo corpus di nove poesie è stato pubblicato nel 2006 nell'antologia “Il Mercante d'Inchiostro” edita da Farnedi Edizioni; un ulteriore corpus di sette poesie è presente nell'antologia “Florilegio” edita da Lisi Editore nel 2007; sempre del 2007 è la sua prima raccolta personale, “Parole Alate”: poesie ispirate dall'omonima canzone di Meg, edita da Cicorivolta Edizioni; un racconto è stato pubblicato sul numero di febbraio 2007 del mensile Macworld e un secondo sulla rivista Writers Magazine Italia (WMI) no. 7. Sempre sulla WMI no. 11 sono presenti altri due suoi testi poetici. Collabora con la rivista Writers Magazine Italia. Coopera con il sito di scrittura creativa Opposto.net, che si occupa di creatività, narrativa, racconti e poesia; con Tellusfolio.it, il giornale telematico dedicato ad argomenti di attualità e cultura; ed è il moderatore del forum (Qforum) dedicato alla poesia del il sito Qlibri.it.

 

  1. PAROLE AL VENTO

 

affacciarmi alla finestra
è già un esser fuori
da me stesso
è la manifesta decisione presa
il primo passo
verso me
come scavare
in ciò che mi sovrasta
dentro

 

 

 

Parole Alate è il titolo della silloge con cui di fatto sei apparso fra gli editi con un volume di poesie tutte tue. Ce ne vuoi parlare?

 

Parole Alate è il titolo dell'omonima canzone di Meg, mia musa ispiratrice.

L'ascolto, per un certo periodo costante (come spesso mi succede quando un motivo mi coinvolge emozionalmente) di questa canzone, mi ha influenzato e guidato nella composizione dei testi poetici che formano questa raccolta. Arte che stimola altra arte, o come meglio scrisse Cesare Pavese, che cito come ‘prefazione' del mio lavoro: “Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra - che già viviamo - e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi.”

Meg, col testo della sua canzone, mi ha in pratica suggerito un catalogo di possibili parole, fra le altre, ed è così che ogni verso della sua canzone, scomposta, è divenuto il titolo di una mia poesia; in cui ci sono ora, parole altre, le mie.

La canzone di Meg, chi non la conosce, non potrà ritrovarla, nelle mie parole, se non all'indice.

 

Metodologia indubbiamente originale, ma la domanda che ora ti pongo è questa:

la musica ha influsso al pari delle parole, nel senso che si può considerare una fonte di ispirazione, oppure è solo un mezzo che ti consente di astrarti maggiormente dalla realtà che ti circonda per poterti concentrare nella fase creativa?

 

Sì, senz'altro, la musica ha influsso al pari delle parole come fonte di ispirazione, pur nella sua sostanziale diversità. E questo proprio perché consente di astrarti maggiormente dalla realtà che ti circonda, portandoti là dove è scritto ciò che non si può leggere se non con la mente, con l'anima, con il cuore.

Le parole forniscono un'ispirazione più diretta, tangibile, la musica, invece, un'ispirazione più ispirata, che attiene al campo dell'impalpabile, dell'etereo. Abbiamo assolutamente bisogno di entrambe, se vogliamo che le nostre parole, possano far sognare, in concreto.

 

D'accordo sulla complementarietà di parole e musica. Adesso ti faccio una domanda che può sembrare banale, ma non lo è. Perché scrivi poesie e quando hai iniziato a scriverne?

 

Scrivo innanzitutto perché mi va e perché mi fa piacere, poi perché ne sento l'esigenza, il bisogno, anche. Credo che le due cose vadano necessariamente di pari passo.

Scrivo poesie, invece, perché (parafrasando il titolo del libro che sto leggendo in questi giorni, “Poesie per chi non sa fare altro” del poeta Beppe Costa) non so fare altro, o giù di lì.

Scrivo perché ho delle cose da dirmi e il mezzo espressivo di queste cose è la poesia. Succede, naturalmente, come per istinto.

È così che ho cominciato a scriverne, a un certo punto (pochi anni fa) della mia vita, ho avvertito forte la necessità di raccontarmi, di comunicarmi, di scrivere, per leggere ciò che non volevo sentire, anche.

Scrivere per ascoltarmi, che la poesia fa meno male, e potere così conoscermi meglio, più a fondo.

Scrivere per rispondere a una domanda fondamentale: chi sono, io?

Scrivere, mi fa stare bene.

 

Concordo pienamente. Come per la narrativa, anche per la poesia vige la regola che per scrivere è necessario leggere. Qual è il poeta o quali sono i poeti che hanno esercitato su di te il maggiore influsso e per quale motivo?

 

Vero, verissimo, leggere è fondamentale e non basta davvero mai.

Non saprei però dire quali poeti abbiano avuto un'influenza su di me, sono troppo coinvolto per poter essere obiettivo. Ma direi tutti, a modo loro, tutti (famosi o meno, riconosciuti e non, già vissuti o che dovranno ancora nascere) coloro che ho avuto modo di leggere, di conoscere, e che ancora mi capiterà in futuro di leggere e conoscere. Poeticamente mi piacerebbe vederla così, leggendoci ci diamo una mano l'un l'altro, mano che non lasceremo mai, in poesia amici per sempre.

Poi, certo, ci sono poeti con cui sono più in sintonia che con altri, è inevitabile, ma la poesia è una ed è tutta meritevole di attenzione e di rivalutazione.

 

Parole Alate è la tua prima pubblicazione “a solo” e l'editore è Cicorivolta. Come ti sei trovato? Hai avuto adeguata assistenza, hai ricevuto consigli, il libro è stato abbastanza pubblicizzato?

 

Tutto è perfettibile, tutto, noi (autori) compresi, anzi, soprattutto noi. Ho comunque imparato molto, davvero molto, questo lo dico con soddisfazione e riconoscenza e credo che sia la cosa fondamentale, per il futuro.

 

Infine, ci sono programmi letterari in corso?

 

Ci sono, ci sono, ma scaramanticamente non ne parlerò, anche perché sono legati a concorsi letterari, per cui non sarebbe nemmeno corretto farlo. Ma spero di poter tornare presto a parlarne con te, Renzo.

Nel frattempo ti ringrazio davvero molto per l'ospitalità, la disponibilità e la pazienza che mi hai offerto, è stato davvero stimolante parlare con te.

 

Grazie per la pazienza e le esaurienti risposte, con l'augurio di successo per Parole Alate.

 

Parole Alate

di Fabio Barcellandi

In copertina “In equilibrio”

di Ilaria Grimaldi

Elaborazione grafica di Phab Postini

Cicorivolta Edizioni

www.cicorivoltaedizioni.com

Collana poetál

Poesia

Pagg. 80

ISBN: 978-88-95106-29-8

Prezzo: € 8,50

 

 

 
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