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  Letteratura  »  Mi bolle il cuore, di Debora Rienzi, edito da Fara e recensito da Vincenzo D'Alessio 26/01/2019
 
Debora Rienzi: “ Mi bolle il cuore”, FaraEditore 2018.


Spirito segreto / riflesso nel silenzio, / brucia la pula dei nostri pensieri / e prepara l’anima al parto ormai prossimo./ ”. Sono i versi della prima quartina che apre la raccolta “ Mi bolle il cuore”, FaraEditore 2018, di Debora Rienzi.

La raccolta guida il lettore all’incontro con un’anima inquieta, palpitante, quasi sconvolta dall’incontro con il suo Dio ( teofonia): “ Come sei dolce Signore, / assiso tra fiori e tuoni,” (pag.36) , quello Cristiano, dalla melodia del Suo silenzio la quale conduce tra sonno e veglia la Nostra in stati d’animo divergenti: “ Mi attiri nel deserto / e faccio resistenza,” (pag.43).

Nei versi compaiono più volte le parole “ nulla” , “ vuoto”, “ignoto”, “voragine”: “ Vivere nel vuoto / è come agire senza nome, / amare nel silenzio, gioire tra i singhiozzi.”(pag.46) Di fronte a questa immensità che fronteggia l’umano ricorrono nei versi le parole “ verità” e “ libertà”: (…) L’amore interroga l’amante / e lo conduce, / per la via dello spirito, / di libertà in libertà.” (pag.39).

Il dialogo con Dio, che la poeta innalza in questi versi, ha diversi raggiungimenti: in primo luogo la salvezza dell’anima affaticata dalla lotta continua con la debolezza del corpo; in secondo luogo giungere al traguardo del fine vita consapevole di essere stata attenta all’ascolto della parola di Dio: “ Gesù Maestro / donami l’indigenza / per seguirti, / concedimi la mancanza / che mi manca, / svuotami tu / con la tua grazia / o resterò obesa di nulla, / smarrita di senso, / dimentica di Dio.” (pag.60).

L’uso del vocativo è frequente, come l’anafora e l’ossimoro, il verso libero è rivestito con poca rima, molte assonanze, diverse allitterazioni. Il telos si sviluppa dalla prima all’ultima composizione in armonia con il desiderio di essere presa tutta nel grembo di Dio padre: “ Nel tuo grembo padre / riposano i miei occhi / bagnati e tersi, / e tra le tue mani / s’appoggia la fronte / febbricitante. Arresa. / ” (pag.82).

La lettura di questa raccolta è bene indirizzata al lettore dalla prefazione di Alessandro Barban e dalla Postfazione di Alessandro Ramberti.

Aggiungiamo a questo evento i versi tratti dal sonetto di un altro poeta per arricchire il kairos determinato dalla lettura della raccolta: “ In un istante, in un istante solo / si vuole la reazione a molte offese, / avute e amare. La mente fa un volo / di anni. Questo volo non domanda / nulla poi prega che il suo ruolo / ritorni fumo e aria; allora prende / la posizione di tutti: il bel suolo / e una lingua adattata alla sua vita.” ( Massimo Sannelli, “SPES CONTRA SPEM”, in Antologia: “ Lo spirito della poesia”, FaraEditore,2008).



Vincenzo D’Alessio

 
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