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  Letteratura  »  Il marchese di Roccaverdina, di Luigi Capuana, edito da Garzanti e recensito da Siti 27/03/2019
 
Il marchese di Roccaverdina – Luigi Capuana – Garzanti - Pagg. XXVI – 278 – ISBN 9788811361053 – Euro 9,00



Si cambia cifra



Pubblicato in volume nel 1901 è il più famoso romanzo di Luigi Capuana, il teorico della poetica verista, un romanzo però non manifesto letterario come “Giacinta” ma imperniato alla presentazione di un vero e proprio caso umano, un caso clinico, secondo il gusto positivista, di una gelosia fiera e tenace che conduce all’omicidio. Il marchese ha infatti in casa come concubina Agrippina Solmo, una donna del popolo in servizio alle sue dipendenze, e di essa è innamorato ben consapevole che tale unione è osteggiata dalle convenzioni sociali; pressato dalle ragioni legate alla convenienza la dà in moglie al suo uomo di fiducia, Rocco Criscione, facendogli promettere che il matrimonio non verrà mai consumato. La rinuncia alla donna lo porta ad uno stato tale di frustrazione da renderlo incapace di tollerare il sospetto che tra i due sposi stia accadendo quel che è naturale accada. Compie pertanto un delitto, uccide il marito della sua amante, e incapace di sostenere il peso della colpa tenta una serie di azioni che culminano nella pazzia. Paradossalmente, benché la voce narrante sia del tutto impersonale, il lettore tende a simpatizzare per un codardo che getta in prigione un innocente, riuscendo a percepire come egli, in realtà, sia la vittima di un sistema sociale, quello siciliano, ancora fortemente legato alla struttura feudale del mondo agrario in qualità di detentore di un privilegio blasonato che solo apparentemente lo eleva impedendogli, di fatto, di vivere come persona. La lettura è piacevole ma nulla più, permette di percepire la forte distanza stilistica con le tecniche narrative sviluppate da Verga e di apprezzarne maggiormente l’elevata cifra stilistica. 


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