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  Letteratura  »  L'urlo e il furore, di William Faulkner, edito da Einaudi e recensito da Siti 21/06/2019
 
L’urlo e il furore – William Faulkner – Einaudi – Pagg. 326 – ISBN 9788806222451 – Euro 13,00



Profondo Sud



Mi piace definire questo romanzo non tanto una lettura, fra le tante, quanto una vera e propria esperienza di lettura; il sapore lasciato dall'ultima pagina, quando si giunge al termine, è quello dolce amaro di un arrivederci nel quale si mescolano sentimenti contrastanti che sintetizzano in sé emozioni diverse. Forte è il segno che esso nel complesso lascia, grande il sollievo per averlo terminato - la lettura è stata, soprattutto nella prima parte davvero ostica -, amaro infine il ricordo che, della realtà rappresentata, si sedimenterà nel mio universo emotivo di lettrice. 
Attraverso scelte ardite: molteplicità di voci narranti, focalizzazioni funambolesche, anacronie impensabili, flussi di coscienza, molteplici discorsi diretti estemporanei, l'autore come un preciso programmatore di disgrazie mette in scena una famiglia in decadenza sotto tutti i punti di vista. Non basta il tracollo finanziario della fine degli anni '20, non sono sufficienti le disgrazie umane quali un ritardo mentale in famiglia, non bastano neppure le differenze umane che possono rendere difficile la convivenza tra consanguinei, e non sono nemmeno sufficienti i retaggi di un'epoca post-coloniale quando può ancora avere un senso, nel profondo sud americano, marcare le differenze tra bianchi e neri; qui c'è di più. C'è l'urlo e c'è il furore, c'è l'impossibilità di essere e c'è la fatalità di non poter essere. Personaggi meravigliosi, ognuno nella sua specificità: madri, padri, fratelli, sorelle, nonne. Inetti, incapaci, vinti, piegati, disfatti alcuni, riscattati altri. Forse presente un unico vero e proprio personaggio positivo ( non penso alla serva nera), marginale e neanche voce narrante; un piccolo spiraglio di umanità dove tutto pare avere un'atavica forma di rassegnata disperazione. Immobilità assoluta, annullamento spazio-temporale. Tutto rimane uguale a se stesso; è tempo di rompere gli orologi: rimando alla meravigliosa seconda parte alla quale devo questa immagine e una chiave complessiva di lettura. 

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