Area riservata

Ricerca  
 
Cookies Policy  
 
Diritti d'autore  
 
Biografia  
 
Siti amici  
 
News  
 
Bell'Italia  
 
Il cerchio infinito  
 
Canti celtici  
 
Poesie  
 
Racconti  
 
Scritti di altri autori  
 
Editoriali  
 
Recensioni  
 
Libri e interviste  
 
Intervista all'autore  
 
Letteratura  
 
Freschi di stampa  
 
Il mondo dell'editoria  
 
Le Agenzie Letterarie  
 
Fotografie  
 
 
 

  Letteratura  »  K., di Roberto Calasso, edito da Adelphi e recensito da Siti 14/07/2019
 
K. - Roberto Calasso – Adelphi – Pagg. 360 - ISBN 9788845929069 – Euro 14,00


Sempre utile


Pubblicato per la prima volta nel 2002, il saggio in questione vive in un'edizione riveduta e illustrata del 2005 ed è inserito in un'opera di grande respiro che si nutre di pubblicazioni difficili da collocare per genere, materia trattata, suggestioni derivanti dal coacervo culturale che intrecciano e al quale si ispirano. Un saggio? Ecco il dubbio si presenta anche per “K.”, lo definirei piuttosto una interessante prova di esegesi letteraria sulla scorta di una lettura del mondo che contraddistingue l'opera e l'attività culturale di Calasso alla ricerca delle commistioni tra sacro e profano, tra storia e religione, tra culture e generi letterari. Il fatto che si tratti dell'interpretazione dell'opera di Kafka, sfuggente nel suo simbolismo, fa di questo scritto una lettura interessante e una base d'appoggio per eventualmente riprendere in mano non solo la trilogia ma anche i racconti e gli scritti di matrice autobiografica a partire dai diari. L' edizione del 2005 è poi una coccola per il lettore più interessato perché arricchita dai disegni di Kafka che con pochi tratti di china nera fissano in altra forma l'immaginario che già le sue parole avevano costruito nella nostra mente. Tratti stilizzati che ripercorrono luoghi noti, schizzi compulsivi che richiamano appunto i luoghi dei romanzi e non solo, intesi come spazi fisici ma anche come i topoi mai nella sua opera riconducibili a loci ameni. Suscitano la stessa inquietudine che vibra e percuote ogni sua pagina letteraria e non.
Suddiviso in quindici capitoli il testo di Calasso procede per nuclei tematici spesso isolando particolari contenuti principalmente nei romanzi per affrontare, a partire da essi, puntigliose disamine che trascendono l'opera stessa e si riagganciano alla biografia sulla scorta dell'uso sapiente delle pagine dei diari. Al lettore un sentimento di spaesamento iniziale, un appagamento successivo nel recuperare le atmosfere note e le sensazioni provate di fronte all'opera del praghese. Parallelismi fra i romanzi, fra gli stessi personaggi dei romanzi, fra i luoghi in essi rappresentati, un primo focus su “Il processo” e “Il castello”, un assaggio de “Il disperso” sufficiente per avvallare la tematica dell'estraneità e per inserire l'inserto erotico, e poi , via via , un procedere a scandagliare gli abissi del particolare: personaggi, conversazioni, spazi, ansie, paure, prigioni, catene in un claustrofobico ritrovarsi nelle stesse dichiarazioni rese nei diari su se stesso, la sua famiglia, le donne, e il processo di scrittura. Un 'ampia sezione è dedicata ai testi brevi, da “Il verdetto”, primo racconto risalente al 1912 a “La tana” passando per “Nella colonia penale” e l'immancabile ”La metamorfosi”. Riconosco che questi capitoli centrali mi hanno affascinata: l'intreccio fra vita e scrittura giunge al suo apice. Ho necessità estrema ora di leggere gli scritti autobiografici: confessioni, diari, lettere, consapevole del monito kafkiano che recita come un mantra “Non si deve prendere tutto per vero, lo si deve prendere solo per necessario”.



Siti

 
©2006 ArteInsieme, « 09642226 »