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  Letteratura  »  Kafka sulla spiaggia, di Haruki Murakami, edito da Einaudi e recensito da Siti 22/08/2020
 
Kafka sulla spiaggia – Haruki Murakami - Einaudi – Pagg. 514 – ISBN 9788806216948 – Euro 15,00



Fenomenologia dello spirito



Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, e nello spazio e nel tempo d'un sogno è raccolta la nostra breve vita” (W. Shakespeare, La tempesta, atto IV, scena I)

Pochi elementi narrativi, onirici e a tratti surreali, sapientemente intrecciati e dosati con una buona suspense rendono questo corposo romanzo, di agevole lettura, un‘ opera originale. L’originalità risiede di certo nella trama inizialmente molto ancorata alla realtà: una fuga da casa di un quindicenne che affronta un viaggio alla ricerca della propria identità per concludere il suo percorso di iniziazione alla vita, comprensiva di accettazione e di consapevolezza, dopo aver oltrepassato lo stesso confine della realtà rischiando, con la conoscenza, una permanenza in un aldilà atemporale. Tamura Kafka, o il ragazzo Corvo o se vogliamo l’amabile vecchietto Nakata, è un personaggio che in realtà, pur apparendo il più ancorato alla realtà, è invece l’anello di congiunzione del reale con l’irreale, del sogno con la realtà, il personaggio capace di intraprendere quel percorso di conoscenza che interpreta la fenomenologia dello spirito, per dirla come Hegel, al fine di giungere alla piena conoscenza, a una forma di sapere assoluto. Shintoismo, animismo, panismo fanno da cornice inoltre a una trama che pare abbia come scopo precipuo quello di mettere in relazione i singoli personaggi proprio tramite l’anello di congiunzione rappresentato da Tamura il cui cognome di copertura richiama Kafka, in ceco il corvo, e ancora è il titolo di un brano musicale e di un quadro, elementi narrativi che si assemblano nel titolo stesso. Soffermarsi oltre sulla trama farebbe correre il rischio di far perdere interesse verso il romanzo il cui unico pregio, a mio modesto parere , risiede proprio nel contenuto, ho trovato invece lo stile limitato dal plot narrativo, incapace di aprirsi a riflessioni di più ampio respiro che avrebbero invece permesso alla scrittura di arricchirsi di quella stessa sostanza di cui sono fatti i sogni.


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