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  Letteratura  »  La fattoria del Coup de Vague, di Georges Simenon, edito da Adelphi e recensito da Grazia Giordani 30/03/2021
 
La fattoria del Coup de Vague – Georges Simenon – Adelphi – Pagg. 142 – ISBN 9788845935619 – Euro 18,00


Un «colpo d’onda» dello sterminato Simenon



Sempre molto encomiabile l’iniziativa di Adelphi che dal 1985 si sta occupando di pubblicare l’opero omnia di Georges Simenon (Liegi, 1903-Losanna, 1989). Stiamo leggendo ora con vivo interesse «La fattoria del «coup de vague» (Adelphi, pp.142, euro18, traduzione di Simona Mambrini).

Scritto a Beynac in Dordogna, nel 1938, il romanzo apparve dapprima a puntate sul settimanale «Marianne». Poi in volume nel febbraio del 1939.

Protagonista del romanzo, che nel suo consueto gergo, l’Autore avrebbe definito “dur” è il giovane Jean, dotato di un vigoroso e bell’aspetto: alto di statura, occhi, azzurri, capelli neri, sicuro di sé, conquista tutte le donne che vuole senza difficoltà. L’esistenza gli scorre facile, senza problemi.

Ogni mattina da tutte le case prospicienti la spiaggia, denominata quasi fosse un presagio “Le Coup de Vague” (alla lettera “Il colpo d’onda”) avanzano nella melma e nei banchi di sabbia lasciati dall’oceano che via via si ritira, i carretti dei mitilicoltori che vanno a raccogliere ostriche e cozze.

«Era come andare nei campi, con la differenza che si trattava di campi di ostriche da una parte e di cozze dall’altra, e di lì a poche ore dove adesso si fermavano i carretti si sarebbe vista solo la distesa uniforme dell’oceano»

Tra costoro incontriamo Jean e sua zia Hortense una donna molto dura, «coriacea granitica, solida quasi fosse fatta anche lei di calcare».

Ed è proprio Hortense, insieme alla sorella Emilie, con la sua «faccia da suora» a mandare avanti la casa e l’azienda.

Jean si lascia passivamente coccolare da queste zie senza porsi troppe domande, godendo di una motocicletta nuova, delle partite a biliardo con gli amici e delle sue conquiste facili. Però, quando Marthe, la ragazza che frequentava da alcuni mesi gli annunciò di essere incinta, la spensierata monotonia della sua esistenza fu travolta da un vero coup de vague, da un’ondata improvvisa e sconvolgente. A sistemare la faccenda ci pensa com’è naturale zia Hortense. Basta conoscere un medico compiacente. Ma le cose non vanno per il verso giusto e Jean è costretto a sposare quella Marthe, pallida, spenta, sempre più sofferente di cui le zie si prendono cura con zelo falsamente amoroso. Marthe, al di là delle sofferenze fisiche, non è certo una sposa felice. L’epilogo, come sempre, lo lasciamo alla curiosità del lettore che si sarà appassionato ad una trama in cui Simenon ha saputo scavare con bisturi implacabile, dentro la falsa rispettabilità della piccolo-borghesia.


Grazia Giordani


 
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