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  Letteratura  »  I detective selvaggi, di Roberto Bolano, edito da Adelphi e recensito da Franca Canapini 31/07/2021
 
I detective selvaggi – Roberto Bolano – Adelphi – Pagg. 688 – ISBN 9788845931260 - Euro 14,00



Tanta gente, tante cose, tanti pensieri, tanta umana fragilità, tanta disperazione trattate con umorismo per 688 pagine.

Una struttura che fa pensare a: prima parte: un ordigno tondo che rotola per Città del Messico;

seconda parte: centinaia di schegge dell’ordigno esploso; terza parte: il cuore rosso dell’ordigno nel momento dell’esplosione.

Un romanzo abbastanza autobiografico i cui protagonisti, comprimari, secondari e comparse sono quasi tutti poeti o così sedicenti sudamericani per lo più giovanissimi. Intorno al 1975 vanno vagando per Università, bar, calles, barrios, case dei ricchi e case dei poveri, parchi e periferie tra i 15 milioni di abitanti di Città del Messico. I più, poeti e poete, gravitano intorno alle avanguardie Ulises Lima e Arturo Belano, impegnati a fondare e propagandare il movimento poetico del REALVISCERALISMO e a ritrovare un’anziana poeta scomparsa che ritengono esserne l’antesignana.

In questa multistoria il Realvisceralismo fallisce lo scopo, ma non nella testa dell’autore perché è un fatto: il romanzo è scritto da un realvisceralista. Realtà  cruda dell’esistenza, umorismo, non senso del vivere, relatività della verità, innumerevoli punti di vista, esistenze fantasmatiche da intellettuali alternativi e bohémiens on the road  per le metropoli del mondo; e poi lunghissimi elenchi di nomi di poeti, di nomi di figure retoriche e metriche, di parole in slang, etc.


Il realvisceralismo pone l’accento sulla pagina opaca della foglia/vita e può risultare triste e poco digeribile ai lettori, Bolano ne è consapevole tanto che ne fa fare una spassionata analisi negativa a Joaquìn Font, uno dei personaggi più simpatici e surreali del libro.   

Però è efficace e deve avere la sua ragione d’essere, se alzando gli occhi dal libro che sto continuando a leggere sotto l’ombrellone, mi accorgo di guardare la gente intorno con uno sguardo meno superficiale e di immaginare le loro storie di vita un po’ alla Bolano.

Concordo con chi ha detto che questo romanzo chiude un secolo e apre quello successivo e aggiungo che un romanzo tutto incentrato sui poeti e la poesia non si era mai avuto.

Leggetelo (se non l’avete già fatto) poeti o aspiranti poeti, ci troverete anche i nostri diversi atteggiamenti e le nostre dinamiche di gruppo.     Vi lascio con una poesia di Bolano che potrebbe essere la chiave per comprendere la genesi di “I detective selvaggi”.

Los perros románticos

En aquel tiempo yo tenía veinte años
y estaba loco.
Había perdido un país
pero había ganado un sueño.
Y si tenía ese sueño
lo demás no importaba.
Ni trabajar ni rezar
ni estudiar en la madrugada
junto a los perros románticos.
Y el sueño vivía en el vacío de mi espíritu.
Una habitación de madera,
en penumbras,
en uno de los pulmones del trópico.
Y a veces me volvía dentro de mí
y visitaba el sueño: estatua eternizada
en pensamientos líquidos,
un gusano blanco retorciéndose
en el amor.
Un amor desbocado.
Un sueño dentro de otro sueño.
Y la pesadilla me decía: crecerás.
Dejarás atrás las imágenes del dolor y del laberinto
y olvidarás.
Pero en aquel tiempo crecer hubiera sido un crimen.
Estoy aquí, dije, con los perros románticos
y aquí me voy a quedar.



Roberto Bolaño

da “Los perros románticos”, Barcelona, Acantilado, 2006

A quel tempo avevo vent’anni
ed ero pazzo.
Avevo perso un paese
ma guadagnato un sogno.
E se avevo quel sogno
il resto non importava.
Né lavorare né pregare
né studiare all’alba
insieme ai cani romantici.
E il sogno viveva nel vuoto del mio spirito.
Una stanza di legno,
in penombra,
in uno dei polmoni dei tropici.
E a volte mi guardavo dentro
e visitavo il sogno: statua immortalata
in pensieri liquidi,
un verme bianco che si contorce
nell’amore.
Un amore sfrenato.
Un sogno dentro un altro sogno.
E l’incubo mi diceva: crescerai.
Ti lascerai alle spalle le immagini del dolore e del labirinto
e dimenticherai.
Ma a quel tempo crescere sarebbe stato un delitto.
Sono qui, dissi, con i cani romantici
e qui resterò.

Roberto Bolaño

(Traduzione di Ilide Carmignani)


Franca Canapini



 
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