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  Letteratura  »  Un’amica indimenticabile, di Piera Maria Chessa 23/09/2021
 
Un’amica indimenticabile

di Piera Maria Chessa



Oggi è un giorno particolare perché è l’8 settembre, e tutti sappiamo che proprio in questo giorno, nel 1943, entrò in vigore l’armistizio firmato con gli alleati dal governo Badoglio.
Ma l’8 settembre per me ha anche un valore personale, perchè oggi è il primo anniversario della morte di una mia e nostra cara amica poetessa e narratrice,
 Graziella Cappelli, che proprio un anno fa, andò via in punta di piedi, con la discrezione che le era propria, lasciandoci attoniti.
E’ trascorso un anno, e ancora oggi viene difficile accettare questa perdita.
Non voglio parlare dei suoi numerosi pregi, l’ho fatto più volte, anche se non mi stancherei mai di farlo, ma voglio dire che sono ancora tanto dispiaciuta per il fatto che non ci sia più. Questo sì, lo voglio ribadire.
Per questo motivo, anche quest’anno, voglio proporre alcuni suoi scritti. E’ un modo per sentirla più vicina a noi.
Il primo è un brano in prosa tratto dal suo bel libro 
Rossella – tra sogno e realtà”- 2019 – A & A Marzia Carocci Edizioni, il secondo è un testo poetico tratto da ” Nel palazzo dell’ombra” – 2015 – Ibiskos Editrice Risolo”.


Natale era volato come uccello migratore, dopo una breve sosta in quella casa di freddo. Aveva lasciato momenti da ricordare, due gondole in vetrina, un giocattolo, caramelle e cavallucci. La bambina aveva ripreso la scuola, la donna a rivestire i fiaschi e l’uomo a girare in bicicletta alla ricerca di un lavoro.
Fu un inverno lungo, freddo, scandito dal vento di tramontana a scorrazzare, a fischiare sulla campagna brulla.
La notte, il vento strisciava sui muri, sui vetri delle finestre che risuonavano come un gemito d’animale.
La bambina dormiva quatta quatta sotto le coperte, che gelide erano al tatto.
Rossella era la sua ombra, la seguiva la mattina alla scuola e nel pomeriggio al doposcuola dalle suore. Quando pioveva forte, l’uomo l’accompagnava sulla bicicletta con l’ombrello grande d’incerato verde. Rossella riudiva con emozione il rumore grave delle gocce tamburellare sulla tela e assaporava profumi vecchi, come quello della terra inzuppata.”

Cap. 13, pg. 54.

(Dal libro “Rossella – tra sogno e realtà”)


Immersa nel verde


In questo scampolo
di terra
incuneato
tra il bosco e olivi
si stempera
il dolore
in acquerello
di foglie giada.
Evapora
il disagio dell’essere
nel calore
del meriggio
e il cuore leggero
danza
con tre farfalle
nero – avorio
sui gerani.
Nuova linfa
m’irrora
le vene
mentre
gli occhi
sono granai
d’erbe e polline
riserva
per un incerto
domani…


Pg. 35 e 36

(Dalla silloge “Nel palazzo dell’ombra”)


 
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