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  Letteratura  »  La vita davanti a sť, di Romain Gary, edito da Neri Pozza e recensito da Franca Canapini 14/01/2022
 
La vita davanti a sé – Romain Gary – Neri Pozza – Pagg. 214 – ISBN  9788854508347 – Euro 9,90



“…Se ti inoltrerai lungo le calate
Dei vecchi moli
In quell’aria spessa carica di sale
Gonfia di odori
Lì ci troverai i ladri gli assassini
E il tipo strano
Quello che ha venduto per tremila lire
Sua madre a un nano

Se tu penserai e giudicherai
Da buon borghese
Li condannerai a cinquemila anni
Più le spese
Ma se capirai se li cercherai
Fino in fondo
Se non sono gigli son pur sempre figli
Vittime di questo mondo”

cantava Fabrizio de Andrè a metà degli anni sessanta, mostrandoci la pagina opaca della società e tirandoci fuori, al ritmo di un valzer incalzante, dal nostro nido di pregiudizi e di asfissiante perbenismo.

Una decina d’anni dopo, nel 1975, lo scrittore Romain Gary, sotto la falsa identità di Émile Ajar, affrontava le stesse tematiche in un romanzo felice, che vinse il premio Goncourt ed è diventato un classico della letteratura francese: LA VIE DEVANT SOI.

Siamo a Belleville, banlieu di Parigi, tra “persone umane” provenienti da varie parti del mondo. Ci sono ebrei, arabi, neri, che sfangano la vita con attività umili, a volte al limite della legge, a volte contro. Siamo nel mondo della prostituzione femminile. Donne alle quali succede l’incidente di non abortire e che per lavorare sono costrette a lasciare i figli non abortiti a pensione da una vecchia prostituta ebrea. Mamma Rosa ha organizzato il suo “pensionato” al sesto piano di un palazzo multietnico. I bambini vanno e vengono a seconda delle necessità; qualcuno resta perché chi pagava è scomparso e mamma Rosa non ha cuore di mandarlo al brefotrofio. Tra costoro Momo, ovvero Mohamed presunto arabo, che è il protagonista del romanzo, l’anima e lo sguardo sul mondo. Le vicende scorrono pagina dopo pagina divenendo sempre più drammatiche in un crescendo di problemi che Momo “mai stato bambino” deve risolvere per aiutare Mamma Rosa. E’ tutto molto triste talvolta terribilmente tragico, ma, come ha detto qualcuno, la storia è baciata dalla grazia, la grazia con la quale Momo interpreta il mondo, il suo sguardo positivo, la sua saggezza attinta dalle parole e dai gesti di solidarietà di quella umanità che lo circonda, ai limiti della sussistenza materiale eppure tesa ad aiutarsi e piena di cuore nei confronti dei vicini. Così possiamo apprezzare tra gli altri il medico, il vecchio ebreo, i neri, la puttane affettuose, il drogato, Madame Lola, il travestito nero, ex pugile senegalese che aiuterà mamma Rosa e Momo a non morire di fame.

Senza parere la trama della storia emerge alla fine in tutta la sua solidità, ma non si può raccontare per non togliere al lettore le tante sorprese che pagina dopo pagina la vanno a comporre. Lo aspetta un finale per certi versi raccapricciante e allo stesso tempo commovente. L’amore attecchisce ovunque; se non hai una madre naturale, ti affezionerai e amerai profondamente anche una vecchia racchia ebrea, che ti rimbambisce proprio mentre stai crescendo e avresti ancora bisogno del suo aiuto. Ma nella vita non si può tornare indietro come nel cinema e allora bisogna guardare sempre avanti, senza cercare la felicità a buon mercato e senza dare, neanche per grande necessità, il culo a nessuno perché un uomo perderebbe il suo onore, come insegnato da mamma Rosa.

Il libro lascia stupefatti e commossi. Momo ti resta dentro per giorni e tu ti chiedi come si fa a rendere così leggero e poetico il pesante della vita e ti rispondi che Romain Gary, o Émile Ajar che sia, deve essere stato proprio un grande scrittore capace di compiere magie.


BIOGRAFIA

Romain Gary (pseudonimo di Romain Kacev) nacque a Vilnius nel 1914. A trent’anni, Gary è un eroe di guerra (gli viene conferita la Legion d’honneur), scrive un romanzo, Educazione europea (Neri Pozza, 2006), che Sartre giudica il miglior testo sulla resistenza, gli si aprono le porte della diplomazia. Nel 1956 vince il Goncourt con Le radici del cielo (Neri Pozza, 2009). Nel 1960 pubblica uno dei suoi capolavori La promessa dell’alba (Neri Pozza, 2006). Nel ’62 sposa Jean Seberg, l’attrice americana di Bonjour tristesse, l’interprete di A bout de souffle. Nel 1975 pubblica, con lo pseudonimo di Emile Ajar (identificato all’inizio come Paul Pavlovitch, nipote reale di Romain Gary), La vita davanti a sé (Neri Pozza, 2005) che, nello stesso anno, vince il Prix Goncourt. Nel 1980 dà alle stampe il suo ultimo romanzo Gli aquiloni (Neri Pozza, 2017) e il 2 dicembre dello stesso anno si uccide, nella sua casa di rue du Bac a Parigi con un colpo di pistola alla testa.


Franca Canapini


 
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