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  Letteratura  »  Violeta, di Isabel Allende, edito da Feltrinelli e recensito da Katia Ciarrocchi 30/11/2022
 
Violeta – Isabel Allende – Feltrinelli – Pagg. 368 – ISBN 9788807034800 – Euro 20,00




Violeta, l’ultimo libro di Isabel Allende, è il viaggio di una donna che inizia nel 1920 in piena pandemia dovuta all’influenza spagnola e finisce nel 2020 in pieno lockdown Covid.
Violeta del Valle ripercorre la sua esistenza privata e pubblica raccontatosi al nipote, perché “non c’è lascito migliore di quello della memoria. Bambina ribelle, lo rimarrà fino alla fine dei suoi giorni, lottando per la propria indipendenza come donna nell’affermarsi in un mondo prettamente maschilista.
Una vita quella di Violeta fatta di scelte, ma nella coscienza che il viaggio della vita spesso si svolge nella casualità degli incontri che si fanno durante il suo tragitto.

Violeta da ogni nuovo incontro trae beneficio e/o sconforto e delusione tracciando così il suo percorso personale; donna che non si esporrà mai veramente nel contesto storico politico che vive, rimanendo spettatrice degli avvenimenti che accadono intorno a lei.
La famiglia con tutte le sue sfumature e problematiche fa da cornice all’intero romanzo dell’Allende.
La scrittura dell’Allende è una certezza, i suoi romanzi lasciano sempre quel sapore di vero, di vita vissuta, ma, nonostante ciò e nonostante gli argomenti trattati sicuramente vicini a ognuno di noi, non ho amato particolarmente Violeta. Forse l’immagine di questa donna che subisce fino alla fine gli eventi senza graffiare o combattere con tutte le armi per prendere ciò che è suo, per non essere sempre sottomessa mi ha lasciata un po’ destabilizzata.
Indipendentemente dalle mie idee personali, Allende è sempre da leggere.



Citazioni tratte da Violeta di Isabel Allende

L’affetto si coltiva, Camilo, bisogna annaffiarlo come una pianta, e invece noi avevamo lasciato che si seccasse.

Il viaggio della vita è fatto di lunghi tratti noiosi, un passo dopo l’altro, giorno dopo giorno, senza che succeda niente di sconvolgente, ma la memoria si forma con gli eventi imprevisti che segnano il percorso. Sono questi che vale la pena narrare.

Quanto è lunga la schiavitù del desiderio! Non fu mai tanto umiliante come quando mi ritrovai a metà della mia vita, nel momento in cui la donna dello specchio dimostrava cinquant’anni di lotta e di stanchezza nel corpo e nell’anima.

La verità è che ognuno è responsabile della propria vita. Nasciamo con certe carte in mano e con quelle facciamo il nostro gioco; ad alcuni toccano carte brutte e perdono tutto, ma altri con le stesse carte giocano magistralmente e stravincono. Le carte da gioco determinano chi siamo, età, genere, razza, famiglia, nazionalità e così via e non le possiamo cambiare, possiamo solo usarle nel miglior modo possibile. In questo gioco ci sono ostacoli e opportunità, strategie e trappole.

La strada della dipendenza è dritta e ben asfaltata

La distanza sfuma i contorni e il colore dei ricordi.

Anche la mia vita cambiò in quegli anni, entrai in un nuovo tratto del mio cammino. Stando ai versi di Antonio Machado, “non c’è cammino, il cammino si fa andando”; nel mio caso però non c’era un cammino, ma sentieri stretti e tortuosi che spesso si cancellavano e sparivano nella boscaglia, che io percorrevo fra un inciampo e l’altro.

Evitava di parlare di se stesso, portava agli estremi la legge di Jante che dice: non credere di essere speciale o migliore degli altri e ricorda che è il chiodo più sporgente il primo a essere martellato. Non si vantava nemmeno delle sue scoperte ornitologiche.

Se il processo di invecchiamento fu graduale, l’anzianità mi colse invece di sorpresa. Vecchiaia e anzianità non sono la stessa cosa.

Con l’umiltà si affronta meglio la mortificazione quotidiana di dipendere da qualcuno.

C’è un tempo per vivere e un tempo per morire. E tra i due, c’è il tempo per ricordare.

Il mondo è paralizzato e l’umanità in quarantena. È una strana simmetria nascere durante una pandemia e morire nel corso di un’altra.

Quando ti ho chiesto se ti mancherò, mi hai risposto che sarò sempre seduta su una sedia a dondolo nel tuo cuore.

Le anime senza peccato fluttuano leggere verso lo spazio siderale e si trasformano in polvere di stelle.


Katia Ciarrocchi


www.liberolibro.it


 
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