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  Letteratura  »  L’uomo vestito di nero, di Stephen King, edito da Sperling & Kupfer e recensito da Katia Ciarrocchi 18/03/2023
 
L' uomo vestito di nero – Stephen King – Sperling & Kupfer – Pagg. 123 – ISBN 9788820070335 – Euro 15,90




Né L’uomo vestito di nero ritorna il tema tanto amato da King, la scrittura come terapia.
Il racconto è ispirato e dedicato a “Il giovane signor Brown” di Nathaniel Hawthorne, racconto presente nel libro.
Gary decide di affrontare un evento accaduto durante l’infanzia scrivendo la sua storia: una ferita ancora aperta dopo tantissimi anni, una paura con la quale fare i conti una volta per tutte.
Ci troviamo nell’America rurale, le immagini che ci mostra King sono quelle di una giornata perfetta in un mondo ancora incontaminato per il Gary bambino, tra natura e affetti ancora intatti e puri, ed è proprio in tutta questa perfezione, mentre il bambino va a pescare al fiume che appare l’uomo nero.
All’interno del libro troviamo il king che affronta temi come il male, la fede e la perdita dell’innocenza, il misterioso uomo vestito di nero è l’ incarnazione del diavolo, si presenta come un essere malvagio, che tormenta e manipola Gary fino all’età adulta. Il racconto offre una riflessione sulla natura del male, non solo a livello personale, ma anche a livello globale e in tutte le sue forme: fisica, mentale e spirituale, facendoci riflettere come il male possa essere presente in modo sottile e subdolo nel nostro quotidiano mettendo a rischio la fede dell’essere umano rilegando l’importanza di mantenere una fede forte nei momenti difficili.
King narra di un uomo innocente, ma attraverso le azioni dell’uomo vestito di nero, egli perde la sua innocenza e diventa un uomo cinico e scettico: processo di perdita dell’innocenza e come ciò possa influenzare una persona, un impatto forte indice che l’innocenza perduta non possa essere recuperata.
Altro tema importante trattato è l’elaborazione del lutto, Gary bambino quanto incontra il diavolo ha appena perso il fratello per una puntura di ape, ed è proprio nel diavolo che raffigura il senso di colpa di chi rimane, di chi è sopravvissuto alla morte; ed è proprio qui che il lettore si perde tra finzione e realtà, una linea sottile dove l’autore lascia spazio all’immaginazione e all’interpretazione.
King scrive un vero e proprio capolavoro, le immagini si fissano sulla mente del lettore provocando una vertigine talmente profonda che si ha la sensazione che l’aria venga a mancare.
Il compimento si raggiunge quando le parole sono accompagnate dalle illustrazioni di Ana Juan che riescono a mostrare visivamente il lato oscuro e l’inquietudine che abita la narrazione.
L’uovo vestito di nero è un racconto suggestivo e scritto divinamente, King riesce a rappresentare la giovinezza chiamata a confrontarsi con potenze indomabili, la salvezza è possibile solo nella casualità della fortuna e non nelle capacità del singolo. Un malessere che rimane attanagliato nel profondo più oscuro dell’essere umano fino alla vecchiaia dove ormai tutto sembra perso.



Citazioni tratte da: L’uomo vestito di nero di Stephen King

quello che si scrive a volte scompare per sempre dalla memoria, come le vecchie fotografie che, esposte alla luce del sole, sbiadiscono fino a diventare bianche. (pag 12)

Il Maligno, nel suo genuino aspetto, è meno ripugnante di quando infuria nel petto di un uomo.” Nathaniel Hawthorne



Katia Ciarrocchi



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