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  Letteratura  »  L'urlo e il sorriso, di Enrico Campofreda e Marina Monego – Michele Di Salvo Editore; Recensione di Patrizia Garofalo 08/09/2007
 

L’urlo e il sorriso

Autori:  Enrico Campofreda   Marina Monego

Editato da Nadia Arace

Michele di Salvo Editore

ISBN: 88-6033-012

Prezzo: € 9,00

 

Recensione di Patrizia Garofalo

 

Non è necessario nell’approccio al testo individuare a chi dei due autori appartenga l’uno o l’altro racconto.

Il libro, scritto a quattro mani, è suonato in un armonico concerto senza aritmie.

Il periodo di riferimento è quello del boom economico degli anni 50-60 che dopo aver rifocillato dalle restrizioni della guerra e del dopo-guerra,  nasconde già il seme di quella degenerazione che oggi è tangibile a tutti, dalla speculazione edilizia , al consumismo sfrenato che genererà “una dimenticanza” di valori  e l’accentramento solipsistico dell’uomo privo del palpito vitale della ricerca.

Sensibili ed accorti, gli autori affidano ai “ ragazzini” la gioia di salvare tutto quello di cui è possibile gioire per vivere.

I giovani non permettono a niente di morire, i bambini anche oggi giocano a palla su un campetto di sabbia mentre  il loro paese è devastato e massacrato dalla guerra.

Prevale in tutto il testo la capacità gioiosa di cercare, qualche volta con timore l’angola “ eterno” del gioco; “ divertite passioni” come le intendeva Montale……

Spostamento dal consueto, magia reale , un abbandono dal dolore , una favola possibile che servisse per urlare o sorridere, ma non per addormentarsi.

Di fronte a quella che sarà una lenta ma inesorabile spersonalizzazione dell’individuo, i ragazzini  trovano luoghi vergini dove sfogano tripudi di mangiate, di corse in lambretta , di segreti, confessioni e amicizie.

La natura abbraccia il loro crescere, “ vivente madre” vive, muore, rinasce, protegge,

non tradisce, rispettosa e rispettata.

“ Bisognava rispettare il luogo e mantenere un silenzio riverente, antiche leggende narravano di uomini scomparsi nel nulla oppure strangolati da edere robuste, indignate per un’importuna invasione del territorio” pag 10

Meraviglioso il ciclo della natura e della vita a pag 17

“ Le prime pannocchie erano già formate e sporgevano dai usti con i loro capelli di vario colore, quasi chiome umane. Il mais era contento di questa novità e quel movimento interno gli ricordava la giovinezza, quando le piantine erano piccole e venivano concimate. Poi erano rapidamente cresciute e. tra qualche tempo, le pannocchie sarebbero maturate del tutto, i loro capelli si sarebbero seccati, i cartocci semiaperti avrebbero mostrato le file regolari dei grani ben formati, schierati come un esercito. Le foglie avrebbero iniziato a seccarsi e allora la loro voce sarebbe stata ancora più aspra e sarebbe venuto il momento della raccolta”pag17- 18

Sorprendente l’icasticità  della mangiata di melone  “sollevavano il frutto del desiderio e lo sfracellavano su una grossa pietra. In quello spaccare selvaggio e irrazionale, celebravano quasi un rituale pagano. I meloni crepitavano fumanti tra la polvere mentre la polpa appariva maculata di semi nerissimi. Immergevano le mani nel rosso velluto, ne tiravano via manciate calde come le viscere di un animale appena squartato e se ne riempivano la bocca. Quella manna tenera e risposa  li inebriava” pag 33

E in questo mondo dei ragazzi c’è posto per tutti per i timidi e silenziosi che costruiscono con un’amichetta, l’unica che non li deride  castelli sulla riva del mare “il loro piccolo mondo era racchiuso nel parco, nel recinto della sabbia, nei sorrisi e nelle poche parole che si scambiavano” pag 21

Le soffitte regalano brividi e leggende se avessero guardato  per bene verso l’antico sedile, posto in un angolo ormai semibuio, avrebbero notato una sagoma antica in abiti contadini che sorrideva lievemente dietro una fitta barba” pag58

Insieme a tutto ciò i falò catartici dei libri di liceo………. per diventare grandinugoli di faville arancioni si disperdevano nel cielo scuro………….insieme a loro….

Un’intera stagione di vita mentre un’altra se ne apriva ancora tutta da scoprire.

La rapidità, la capacità di sintesi , l ‘icasticità offrono al lettore aperture visive  ampie come fossero fotografie scritte che restano nel cuore insieme al desiderio di mantenere dentro se stessi un’oasi di abbeveraggio……….al nostro andare per non perderci.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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