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  Letteratura  »  Patrizia Garofalo ha recensito La memoria dell'acqua, di Antonio Messina – Edizioni Il Foglio 02/11/2007
 

la Memoria dell'Acqua”

autore: Antonio Messina

edizioni il foglio luglio 2006

 

“per vivere occorre morire a se stessi “ultima lettera di Van Gogh da Londra al fratello Theo

 

 

 

“ la memoria dell'acqua” di Antonio Messina si articola sulla musicalità di rimandare al cuore ( re-cordor) la ricerca dell'archetipo pur consapevole che, una volta ripartorito, sarà  di nuovo fragile e corrompibile dagli stereotipi che regolano la vita di tutti i mondi possibili.

Il testo si snoda senza tempo, luogo, spazio o perlomeno questi elementi sussistono come mezzi di una ricerca, di una sosta che consoli e rinfranchi nei confronti di un mondo quale dovrebbe essere.

Tutto sarà di nuovo contaminato e spingerà ad infinite ricerche, tutte soste quindi all'andare incerto e fragile del vivere, tentativi di vita nella memoria dell'acqua come rigenerazione.

Il mondo è un Parnaso devastato dall'uomo e dalla sua logica, Eden imbrattato da caparbietà e ignoranza; l'uomo è costretto a spingersi tra crolli e rigenerazioni, tra illusione e realtà, tra amore e tragedia a cui però manca il compianto del coro che tanto i greci amavano come momento di consolazione.

Fortunatamente però i muri si sbriciolano, lasciando fessure e crepe, qualche eletto potrà passare, cercare l'inammissibile e viverlo anche senza progettualità eterna.

H.Hesse titolava il suo capolavoro “ Siddartha”, la radice tedesca indica “ colui che cerca “ e il non trovare diventa ipotesi  non esclusa ma non per questo meno vitale, proprio nella convinzione che la meraviglia del vivere precipita sempre nel suo contrario , in un alternarsi senza soste.

Thana non ha forse l'etimo di thanatos pur presentandosi come espressione di bellezza e amore?

Vita e morte percorrono quindi il testo del nostro autore che guarda con gli occhi di chi sa che è necessario dare concessione di vita al sogno, al mistero e all'abbandono della logica.

“ vedevo il cielo flettersi, tinto di cremisi al centro; le rondini navigavano tra i corridoi di nuvole che il vento apriva in quell'attimo. Erano belli i colori d'Egretus, il lungo promontorio che si allungava ai piedi di una spiaggia di sabbia fine che si perdeva a vista d'occhio. Il freddo si era fatto pungente, e la pioggia si era tramutata in neve; farfalle argentee brillavano nel cielo crepuscolare, ridando espressivita' a quel mondo che ricordava l'antico, ad un cielo indeciso pronto a diluirsi nel mare…” pag19

L'acqua lava, pulisce, purifica, è iniziazione di vita, l'acqua parla, consola, è mare, viaggio, perdita, libertà, volo…musica…

 

Si unisce alla terra solo per chi guarda l'orizzonte ma ne rimane perennemente staccata come un altro mondo. Il rimandare “ la memoria dell'acqua” di Antonio Messina a simbologie greche destinate ad una caduta degli Dei, mi sembra riduttivo. Nel testo, Dei e mondi senza tempo scendono a terra, si incorporano in un laico panteismo e ci permettono di cogliere l'eternita' dell'attimo che proprio come tale, costituirà l'eterna traiettoria della vita.

Il nostro autore invece conferisce all'archetipo una veste meno consueta. Affida al segno la capacità costante di esistere come “connotativo” e restituisce alla PAROLA la comunicazione del cuore, del sogno, del meraviglioso, del sorprendente.

E' la parola, l'archetipo musicale che ci dona questo libro, la cura di essa come RITROVATA MADRE…ricercata cantilena d'amore, come fotografia consumata dai sentimenti e dallo sguardo.

E ogni volta, Antonio Messina, muore a se stesso, in un mondo che della parola non sa più cosa farsene, per volare ancora con essa, liberare le catene, esprimere un patto d'amore , di sincerità e di vita.

 

Recensione di Patrizia Garofalo ottobre 2007

 

 

 

 

 
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