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  Letteratura  »  Storie di donne, di Anna Puglisi, edito da Di Girolamo e recensito da Salvo Zappulla 05/03/2009
 

Storie di donne

di

Anna Puglisi

 

Di Girolamo editore

pagg.186 € 16,50.

 

 

Anna Puglisi, fondatrice con Umberto Santino del Centro siciliano di documentazione, nato nel 1977 e successivamente intitolato a Giuseppe Impastato, in questo libro-inchiesta ha voluto dare voce a tre donne che hanno contribuito a scrivere la storia della Sicilia: Antonietta Renda, Giovanna Terranova e Camilla Giaccone. Donne che hanno conosciuto la violenza della mafia sulla loro pelle e che tuttavia non si sono mai arrese, non si sono mai stancate di lottare per una società migliore. Quello che emerge dalle interviste è un quadro estremamente interessante della situazione isolana negli anni più bui. L'emancipazione femminile conquistata giorno dopo giorno,  l'opera di persuasione verso le altre donne affinché prendessero coscienza dei propri diritti civili; la militanza nei partiti di sinistra, le levate all'alba per raggiungere le sedi di lavoro presso le sezioni del sindacato. Le storie raccolte in questo volume (a cui ha contribuito anche Umberto Santino) appartengono a tre donne diverse per età e collocazione sociale ma accomunate da un unico ideale: l'impegno civile costante affinché si ristabilisse la legalità in Sicilia. Negli anni del dopoguerra la condizione femminile era resa ancor più difficile da preconcetti sociali e la militanza politica da parte delle donne vista con diffidenza, ma la voglia di riscatto era tale che gli stessi dirigenti rimanevano sorpresi dalla massiccia partecipazione femminile. Si raccontano episodi toccanti in questo libro, come quello del prete che negò il battesimo a un bambino moribondo sol perché la madre non aveva i soldi per pagarlo in anticipo.  Le lotte contadine, l'attentato a Togliatti, la posizione del partito comunista di fronte ai fatti di Ungheria. Un percorso storico documentato con lucidità e coscienza critica che diventa un prezioso documento da  trasmettere alle nuove generazioni.

                       Salvo Zappulla

                                                                                                              

 

 
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