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  Letteratura  »  Tra Eliot e Salinas. Una piccola imprevista comparazione, di Giulio Maffii 15/10/2009
 

TRA ELIOT E SALINAS. UNA PICCOLA IMPREVISTA COMPARAZIONE

di Giulio Maffii

 

Apparentemente non ha senso accomunare due autori così diversi come Salinas ed Eliot. Una ricerca dell`amore, una sorta di canzoniere. Salinas toccherà la sua matura visione in tre opere, Razòn de amor,   La voz a ti debida (un vero capolavoro) e Largo Lamento. La sua ricerca, che si stacca dal modernismo dell`epoca, è una sinfonia dove i motivi si inseguono, si ripresentano, variano. Sono i frammenti di un lungo respiro con cui puntella lo strazio della propria anima. La waste land è lì, dentro . Un amore ipertestuale che trova letture e fondamento in tutte le opere, dove la disgregazione umana e la sua ricostruzione sono priorità. Salinas lavorò alla traduzione della Recherche Proustiana e questo fatto lo accompagnerà marcando il suo stile. In lui si incontrano temi universali eppure personali, i tormenti dell'amore, le attese, la paura di esserci sbagliati, la gratitudine infinita per essere stati scelti, il dolore dell'abbandono.

Chi ama lo sa, si riconosce, si identifica, anche quando non vorrebbe. Nello stesso periodo tra gli anni 20 e 30 del 900, Eliot scrive 
i suoi capolavori, nel momento di forte transizione in cui non si
é ancora convertito all`anglicanesimo, nel periodo in cui la desolazione
personale e dell`umanità pervadono il suo animo, il soggettivo che entra nell`oggettivo o viceversa. Cerca, attinge, scrive e
si annienta nell'età della desolazione. In The hollow men vi è il proseguo della descrizione della Terra, gli uomini vuoti sono come la roccia senza acqua, quell'acqua che provocava la morte nell'attesa dei riti di rinascita.

Se il “London Bridge falling down  l'amore di Salinas va giù, si annulla nella ricerca di perfezione dei sensi, si idealizza, si bagna a sua volta nel Guadalquivir, nel ponte di Calatrava e non ci sono processioni di uomini né incontri, casuali o voluti. What the thunder said” o quello che lascia detto il cuore, ma un cuore animato da razionalità irrazionale, fa scrivere “ no en tu espejo, no en tu letra, ni en tu alma.Detràs, màs allà. Oltre, oltre. Buddha viene sostituito dal pensiero di Kierkegaard, il cuore dal Cuore. L'universale come l'intimità, la Donna come la donna….allora……

La vita è molto lunga
Fra il desiderio
E lo spasmo
Fra la potenza
E l'esistenza
Fra l'essenza
E la discendenza
Cade l'Ombra
Perché Tuo è il Regno
Perché Tuo è
La vita è
Perché Tuo è il
E' questo il modo in cui finisce il mondo
E' questo il modo in cui finisce il mondo
E' questo il modo in cui finisce il mondo
Non già con uno schianto ma con un lamento.

 

Non ho bisogno di
tempo per sapere come sei:
conoscersi è luce improvvisa.
Chi ti potrà conoscere là dove taci
o nelle parole con  cui taci?
Chi ti cerca nella vita
che stai vivendo, non sa
di te che allusioni,
pretesti in cui ti nascondi.

E seguirti
all'indietro
In ciò che hai fatto,
prima,
sommare azione a
sorriso,
anni a nomi, sarà
come perderti. Io
no.
Ti ho conosciuto nella tempesta.
Ti ho conosciuto, improvvisa,
in quello squarcio brutale
di tenebra e luce,
dove si rivela il fondo
che sfugge al giorno e alla notte.

 

Un occhio ed un cuore anche meno attento troverà i punti in comune molto semplicemente, senza bisogno di ulteriori spiegazioni…. ascoltando il suono dello schianto….in questo lamento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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