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  Letteratura  »  Grazia Giordani ha recensito Attraversamenti verticali, di Cristina Bove, edito dal Foglio Letterario 29/10/2009
 

Attraversamenti verticali

di Cristina Bove

Prefazione di Renzo Montagnoli

Edizioni Il Foglio Letterario

www.ilfoglioletterario.it

ilfoglio@infol.it

Collana Autori Contemporanei Poesia

Poesia Silloge

Pagg. 110

ISBN: 978 - 88 - 7606 - 238 – 4

Prezzo: € 10,00

 

 

 

 

 

Il volume di poesie di Cristina Bove, Attraversamenti verticali (Edizioni Il Foglio, pp.109, euro 10) è la chiara conferma del talento di una donna poeta (detesto il vocabolo poetessa!) di cui conosciamo da tempo la vibrante capacità espressiva.

Sottolineando, con acume critico, l'impegno artistico di Cristina, Renzo Montagnoli ne mette in luce, fra l'altro, “la produzione costante, senza cadute, in una continua evoluzione dello stile, dapprima più semplice e ora un po' più complesso, con versi anche secchi, troncature e concentrazioni del messaggio, il che finisce per avvicinarla ancor di più alla corrente ermetica”.

Quindi, proprio in linea con l'analisi estetica di Montagnoli, ci vien fatto di pensare alla pittura di Picasso, partita dal figurativismo puro, per approdare in fine al traguardo difficile del cubismo, di lettura più arcana, ma denso di un'originalità  tortuosa e ricca di significati.

Ellittici, ablativi, i versi della Bove s'imprimono nel nostro immaginario, lacerando, a volte, i nostri pensieri, con quei fendenti obliqui, musicalmente addolorati. Vedasi in Ritmi quel martellare di “Tum- tum tumtum/è lei/ho paura/avanza a piedi scarni,ha/la testa didietro e guarda in basso/nulla di umano, anzi/proprio il contrario…” E ancora in p-Recisione dove si accentua, persino nel titolo, la tendenza dell'autrice al jeux de mots, Vorrei tagliare adesso il tutto incluso/prima che mi sia d'obbligo/falciare il sangue senza andare a capo.”

I frequenti accenni alla fine dei nostri giorni mortali, non possono non farci pensare – anche se è lapalissiano rilevarlo – ai grandi pericoli affrontati da Cristina, inerenti la salute.

Forse, la Nostra – napoletana di nascita e romana d'adozione - si fa ironicamente scaramantica con questo suo evocare una fine a cui nessuno di noi potrà sfuggire, affermando con baldanza, nella lirica di cui più sopra: “Allora eccomi a voi, mi porto fuori/le masserizie infinitesime, gli scarti/nemmeno c'è bisogno di smaltirli:/un giorno scalerò con decisione/la vetta di un vulcano”.

Ancora un jeux grafico ne L(‘)Una di notte, dove in quel "cartellino scaduto" c'è tutta l'amara essenza della poesia. 

Per quanto riguarda la bella poesia che dà il titolo alla silloge Attraversamenti verticali, siamo toccati dalla complessità intrinseca dei versi, tendenti alla libertà di una lirica pura dove “Lune dipinte erettili/mi navigano il dorso e fluttuo lenta/nell'ondeggiare delle posidonie”.

Riteniamo che l'ermetismo di Cristina si farà ancora più affilato e penetrante, nel tempo, pur sapendo bene che gli artisti  sono flessibili, mai tutti d'un pezzo, quindi la nostra donna poeta  può concedersi qualche nostalgico ritorno, anche se fuggevole e appena accennato, alla sua prima maniera, come avviene e non solo in Quadri e cornici quando scrive: Non sono un pittore d'interni/ amo le nuvole e benché/mi soffermi sulle cose minime/adoro il vento/e le braccia degli alberi/il fulmine che mi prende in petto/mentre squassa il mio nucleo”.

Siamo certi che Emily Dickinson e Ungaretti non sono estranei alla formazione artistica di Cristina Bove che ha saputo vestire questa sua terza silloge di un elegantissimo fiammante abito rosso, tratto da “Onde ascensionali”di Walter Piretti, per la ricerca grafica di Elena Migliorini.

 

Grazia Giordani

 

 
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